Pizzigoni a TMW Radio: "In Italia siamo indietro con i giovani. Brava la Juventus con la squadra B"

25.02.2021 10:20 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
Pizzigoni a TMW Radio: "In Italia siamo indietro con i giovani. Brava la Juventus con la squadra B"
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© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

Carlo Pizzigoni intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini

Il giornalista e scrittore Carlo Pizzigoni è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, su TMW Radio, parlando con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini dei temi legati al calcio giovanile a iniziare dalla rivelazione di ieri sera, Jamal Musiala del Bayern Monaco: "Gol e prestazione gli hanno dato visibilità notevole, ma il nome di Musiala era già in giro da tempo. Arrivato dalle giovanili del Chelsea nel 2019, e da giocatore prettamente offensivo me lo sono ritrovato anche nei due di centrocampo del Bayern. Una cosa incredibile. Poi Davies arrivato dal Canada, che ha preso il posto a Lucas Hernandez pagato 80 milioni: questo dà credibilità al loro scouting".

Perché all'estero sì e in Italia no?
"Credo più a un fatto di cultura che di ambizione o voglia di far risultati. Penso alle grandi squadre ma soprattutto al Manchester United che da 50 anni ha in campo ogni volta almeno un giocatore della propria Academy. L'arretratezza si vede anche dal lato squadre B: in Italia l'ha fatta solamente la Juventus. Da noi rimane questo stacco ancora forte tra Primavera e prima squadra.

Il problema è anche negli allenatori?
"Qualche eccezione c'è, e penso ad esempio a Bastoni che da classe '99 è entrato nell'undici dell'Inter e non ha più lasciato il posto. Non parlerei di arretratezza dei tecnici, perché è Conte che poi lo fa giocare, ma guardo al movimento dei settori giovanili e al passaggio nelle prime squadre. Manca un po' di senso d'appartenenza nei nostri vivai, con qualche sporadica eccezione. Non lamentiamoci dei giovani stranieri, guardiamo come funziona anche dalle altre parti, senza accontentarsi di qualche risultato qua e là. Sicuramente c'è una buona base, ma siamo l'Italia e non possiamo accontentarci".

Vede solo l'Atalanta sulla strada dei giovani?
"Intanto dico che quando parliamo dell'Atalanta, è un'eccellenza assoluta. Nell'ultimo periodo vedo anche la Juventus, soprattutto per l'investimento della squadra B, che permette di far giocare giovani in un campionato formativo come la Serie C. Parlerei però di un avanzamento che deve essere fatto in maniera generale dal nostro calcio: anche quello dell'Ajax, per esempio, è un modello che continua a produrre giocatori. La svolta data da Overmars, che andrà via presto e penso proprio ad una possibilità di Barcellona, è stata quella di buttar dentro i giovanissimi brasiliani, leggi Neres e Antony, che si sono integrati subito nel calcio europeo. Noi qui siamo un po' indietro, manca qualche passettino".

In che direzione si dovrebbe andare con la Primavera?
"Oggi è un ibrido mal fatto. Dovremo osservare gli altri, e non dico di andare chissà dove ma in Portogallo. Lo Sporting, con un tecnico di visione come Amorim, sta stravincendo il campionato portoghese facendo giocare senza problemi i 2002. Così, dopo anni di vivacchiamento, sono tornati sui livelli di Benfica e Porto".