Moggi a RBN: "Juve più offensiva, ma è ancora presto per gridare vittoria"

10.10.2019 09:30 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Stefano Porta/PhotoViews
Moggi a RBN: "Juve più offensiva, ma è ancora presto per gridare vittoria"

Ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso di ‘Cose di Calcio’, è intervenuto l’ex direttore sportivo della Juventus Luciano Moggi: “Conte ha lasciato a casa col Barcellona Lukaku in vista della Juve? Questo non si sa, io ad esempio avevo Emerson che non poteva fare due gare in una settimana. Non so se Lukaku sia in queste condizioni, se lo fosse sarebbe un handicap per l’Inter, ma se l’Inter l’ha comprato penso che possa fare tutte le gare che gli viene richiesto. Possono essere questioni fisiche o di motivazioni, bisogna conoscere perfettamente i giocatori quando si comprano e stabilire se sono da utilizzare o meno in una grande squadra che ha tanti impegni in una settimana”.

Sui cambi in panchina in Serie A: “A ottobre è presto per mettere in discussione un progetto. Al Milan Giampaolo può aver sbagliato ad essere andato in una squadra dove ci sono giocatori che non rispecchiano il nome della società, ma chi ha sbagliato grossolanamente sono stati i dirigenti che mandano via un allenatore per trovare un colpevole, ma i veri colpevoli sono loro. La Sampdoria è un altro discorso, era ultima in classifica, Di Francesco non si è integrato e non si poteva che prendere questa decisione. Il Genoa ha un presidente che è un mangia allenatori, ma penso abbiano fatto bene a confermare Andreazzoli per il momento. Che poi la squadra abbia dei difetti non c’è dubbio”.

Sulla Juve di Sarri: “Io ho visto la Juve e ho visto anche che c’è un principio di gioco che riflette l’idea di Sarri, l’ho visto laddove ci sono dei giocatori che da dietro vengono ad attaccare gli avversari nella zona nevralgica, questo significa aver portato la squadra più avanti. Sicuramente la squadra subisce più gol, su questo non c’è dubbio. Ma Pjanic ad esempio adesso è più avanzato, poi dietro ci sono Khedira e Matuidi che lo coprono. Sicuramente è una caratteristica che ti può portare a prendere più gol. Io andrei piano, il campionato è lungo. Sicuramente la Juve ha dalla sua parte una serie di riserve che altrove farebbero i titolari, ma anche l’Inter che è la squadra che si opporrà ai bianconeri ha dei titolari importanti in questi ruoli. Sicuramente il campionato non finirà con 20 punti come successo in passato, ma è anche vero che la Juventus ha dimostrato di essere aggressiva. I bianconeri hanno costretto l’Inter a rincorrere grazie a una giocata di Dybala, cosa che succedeva anche con Allegri. La squadra si sta indirizzando verso Sarri e Sarri si sta indirizzando piano piano verso la squadra”.

Su Bernardeschi: “Non può essere mai un centrocampista, è almeno un trequartista. Bernardeschi con Dybala è stata un’intuizione dell’allenatore che ha capito che De Vrij e Skriniar sono due giocatori che vanno aggrediti, infatti la difesa dell’Inter ha traballato spesso. Poi quando è stato sostituito con Higuain avete visto che la Juventus poteva correre dei rischi e lì l’inserimento di Emre Can è stato l’ideale. Queste sostituzioni non ce l’ha l’Inter, quando si è fatto male Sensi ha dovuto mettere Vecino che non è Sensi. Non dobbiamo gridare vittoria perché si grida all’ultima giornata”.


"Cose di calcio" con Chiara Papanicolaou e Giovanni Albanese. Ospiti della puntata: Nino Ienna (pres. JOFC Marsala), Jacopo Desiderio (intermediario sportivo), Savino Zaba (conduttore Rai), Luciano Moggi.