Milan, Suma: "Creare due problemi in uno, no. A questo si può ancora reagire"

06.06.2020 16:15 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
Milan, Suma: "Creare due problemi in uno, no. A questo si può ancora reagire"

Il direttore di Milan TV, Mauro Suma, ha analizzato il momento della squadra rossonera nel suo editoriale per Milannews.it. Ecco le sue parole: "Tranne due finali di coppa Italia, la Supercoppa di Doha e lo scorso campionato con la qualificazione Champions persa per tensioni interne, il Milan è dal 2013 che va male. Da quella qualificazione di Champions League ottenuta con "il gol di Claudio" nel maggio 2013 a Siena. Una qualificazione che sembrava routine, normalità e che infatti ci rovinammo mettendo sulla graticola fin dal giorno successivo Allegri che, scusate, è stato l'ultimo allenatore del Milan a portare i rossoneri almeno nei Quarti di finale e a qualificare la squadra alla Champions. Dopo di lui, non c'è più riuscito nessuno mai. In ogni caso, con così tanti anni di difficoltà e di contraddizioni, è normale che tutti si siano ormai abituati a pensare male del Milan e a parlar male del Milan. Niente vittimismi, ci sta. Ma creare due problemi in uno, quello no. A questo si può ancora reagire. Ad esempio, Bennacer. In estate il Milan era stato deriso per il suo acquisto, ora viene messo sotto pressione per la sua "cessione". Ma funziona sempre e solo così, o critica o ansia? Vivere sereni per qualche attimo, mai? Un anno fa Bennacer era un "retrocesso", preso da una squadra "retrocessa". Un ripiego rispetto a Sensi, abissalmente più forte di lui. Il fazioso del pensar bene, tale Suma, un anno fa non poteva nemmeno permettersi di dire che, con tutto il rispetto per Sensi, non c'era un abisso fra il marchigiano e l'algerino: zitto tu, asservito, pennivendolo etc. il solito carico di carinerie dai soliti stalker così innamorati della cattiveria che non ce la fanno nemmeno ad ascoltarla qualcosa che non assomigli ad una invettiva...Ma, senza piagnistei: ora che, non so nulla ma leggo, il Psg e il Manchester City valutano Bennacer 50 milioni di euro e ora che il Milan, leggo, non ha nessuna intenzione di cederlo, dire che la tanto osteggiata linea societaria di un anno fa qualcosa sta fruttando e che merita di essere incoraggiata anno dopo anno, è del tutto vietato? Puntare su un giovane e valorizzarlo non per cederlo ma per trasformarlo in una risorsa a cespite, è una buona cosa oppure no? Bennacer il retrocesso, Bennacer il piccoletto, Bennacer il giocatore in ritardo per via della coppa d'Africa: tutto dimenticato. Adesso è diventato: occhio Milan che te lo portano via, guai a perderlo, spauracchio Psg e spauracchio City. Insomma, tutto viene girato, preparato, masticato e digerito in chiave negativa. E tu non puoi nemmeno dire che Bennacer è un ragazzo maturo (perfettamente in grado nel tempo di spiegare il Milan prossimo venturo ai nuovi sul piano mentale e affettivo), innamoratissimo della maglia del Milan, già forte ma forse ancor più forte se impiegato mezz'ala. Non puoi: zitto tu...Ce lo saremo anche meritati, inutile negarlo, ma così no. Dir solo male e sentir dire solo male significa deprimere, significa far incazzare, generare negatività. A vantaggio di chi? Aspettiamo il campo, almeno, un minimo. Una estate fa Lazaro, pronti-via, era nettamente meglio di Theo Hernandez. Sensi era nettamente meglio di Bennacer. E quindi prediche, articolesse, critiche, processi. E se non era vero l'assunto di partenza, probabilmente non era vero neanche lo sviluppo. Ma è giusta questa cosa qua?

Un po' come l'esame di controllo di Ibra: sembrava la fine del mondo, invece era solo il consulto, il tagliando, che il Milan stesso aveva annunciato con il comunicato ufficiale al momento dell'infortunio. Qui, però, capisco e accetto. In giro non c'è nulla, stressare un po' il tema Ibra fa parte del gioco. Ma nel fare i complimenti allo splendido, impeccabile Ibra di questi giorni, concentrato e puntuale, lasciatemi sono ricordare che a rischio ci sono sempre e solo le partite del mese di giugno, per Zlatan, non la sua carriera. Giusto per.

C'è tutto Rino nel fare di tutto per aprire le porte di Milanello a sua sorella Francesca, una mamma andata via troppo, dannatamente troppo presto. C'è il suo senso della famiglia, il suo amore per mamma, papà, sorelle, amici, parenti, collaboratori. Rino è così. Sotto la scorza c'è un cuore enorme. Che è stato messo a dura prova ma che non sarà affossato nemmeno dal peso della scomparsa di Francesca, un colpo di quelli bassi, ma bassi davvero. Coraggio Rino, glielo devi a Francesca. A proposito di Rino e di allenatori e a proposito della critica a qualunque costo. Ora, sia ben chiaro, il Milan degli ultimi anni non può essere elogiato, mancherebbe. Ma criticarlo e accusarlo per due motivi opposti fra loro, anche qui, no. Allora, nelle ultime ore ho letto queste due critiche rivolte fra le tante al Milan. La prima, che bisogno aveva il presidente Scaroni di dire nell'intervista a Radio Anch'io che, sull'ingaggio o meno del manager tedesco, decide Gazidis...La seconda, Gazidis ed Elliott non dovevano lasciarsi scappare Gattuso un anno fa. Nel rispetto assoluto di tutti i punti di vista, ma delle due l'una: cosa deve fare questa proprietà, deve decidere o non deve decidere visto che veniamo da settimane di discussione sulla lesa maestà e sull'autonomia? E soprattutto, se anche decide poi non può nemmeno dirlo? Ripeto, un po' ce lo siamo meritati e da diversi anni a questa parte siamo dalla parte del torto. Ma svegliarsi ogni mattina e attaccare pur di attaccare, per lo stesso motivo o per motivi diametralmente opposti, anche no. Un minimo di limite, un minimo. Grazie".