Marchetti: "Il punto più basso dell'Italia, manca talento. Per il dopo-Ventura..."

 di Rosa Doro Twitter:   articolo letto 7644 volte
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Marchetti: "Il punto più basso dell'Italia, manca talento. Per il dopo-Ventura..."

Il giornalista di Sky Sport, Luca Marchetti ai microfoni di TMW Radio ha analizzato il flop dell'Italia: "Da Apocalisse a disfatta, tutti giusti i termini. E’ il punto più basso dell’Italia nella sua storia. Soprattutto arriva con un. Si perde contro una squadra che si è difesa bene e che ha fatto valere le proprie qualità fisiche. I nostri giocatori sono molto meglio tecnicamente di quelli della Svezia, Conte con la stessa squadra uscì solo contro la Germania".

Nessuno si è dimesso: "Non so cosa accadrà, mi aspettavo che qualcosa accadesse. Ventura è al capolinea, perché è stato il peggior risultato della storia della Nazionale. Sarebbe stato mediaticamente giusto rimettere il mandato. Ma al di là di tutto questo, se l’Italia fosse andata ai Mondiali? Dopo il clamoroso flop del 2010, si disse di cambiare regole e interpreti. Di parole ne sono state dette tante, la correzioni in otto anni hanno portato ad un’altra uscita al girone con Prandelli e la mancata entrata a Russia 2018. La Federazione non si è data alcuna regola per risolvere la situazione. Non siamo stati capaci di migliorare dai nostri errori. Se l’Italia si fosse qualificata ai Mondiali, sicuramente sarebbe uscita ai gironi anche questa. Dov’è finito il talento italiano? L’Italia ha sempre prodotto giocatori di classe, a volte dovevamo tenerne fuori qualcuno".

Sul dopo-Ventura: "Oggi ho letto diversi nomi, vanno bene tutti. Andava bene anche Ventura, quando fu scelto, perché è un buon maestro di calcio. La Nazionale va affidata non ad uno che abbia un nome, ma ad un allenatore che possa creare un progetto. Esempio: magari uno come Gianpaolo, che ha dimostrato di essere un ottimo maestro di calcio, è un ottimo profilo. Non deve essere per forza uno tra Mancini, Capello, Ancelotti, Allegri. Serve uno che abbia carta bianca e possa riportare la Nazionale in alto. Loew in Germania che faceva prima di diventare ct della Germania? A volte sì il nome serve, ma per ricostruire serve un progetto. Non fossilizziamoci sul nome, per il ct così come per la federazione. L’addio di vari senatori? Un po’ di commozione c’è stata. Abbiamo una buona nidiata di giocatori talentuosi, che stavolta hanno perso il giro".