Maifredi a Repubblica: "Io alla Juve come Papa Luciani. Sarri? Dopo un mese scoppia lo spogliatoio"

24.05.2019 10:40 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Balti Touati/PhotoViews
Maifredi a Repubblica: "Io alla Juve come Papa Luciani. Sarri? Dopo un mese scoppia lo spogliatoio"

Luigi Maifredi, ex allenatore della Juventus, ha parlato ai microfoni de La Repubblica della scelta del nuovo allenatore da parte del club bianconero: “Sarri avrebbe il vantaggio di più esperienza rispetto a me, che non ero mentalmente pronto per la Juve. Ma tatticamente lo ero eccome. Loro avevano sempre fatto sedie e mi chiesero di fare divani senza darmi il tempo di istruire gli operai. Ho avuto Casiraghi fuori per quattro mesi, solo 14 giocatori e solo 2 attaccanti, senza il terzo straniero. Però con la testa mollai troppo presto. Allenare la Juventus è come diventare Papa: io sono stato Papa Luciani".

E ancora: “Sarri sarebbe la terza scelta dopo Guardiola e Deschamps che non sono riusciti a prendere. Lui usa 12 o 13 giocatori, se lo fai alla Juventus ti scoppia lo spogliatoio in mano dopo un mese. Gli servirà un sacco di coraggio, prevedo grandi problemi. Meglio Gasperini? Ma va là! È bravo, però allena giocatori che muoiono dalla voglia di mettersi in mostra per giocare altrove, e per riuscirci seguirebbero l’allenatore anche nel fuoco. Succede la stessa cosa all’Ajax, anche se una macchina del genere non si costruisce in pochi mesi. Il più bravo è Allegri, ma oggi i calciatori delle grandi squadre sono aziende e ognuno pensa a sé. Allegri non lo seguivano più. Io al Bologna avevo Marocchi che era un eccellente interno sinistro, però alla Juve pensava di essere diventato un regista e arrivederci".

In chiusura: “Se io fossi Sarri alla Juve il primo giorno direi alla squadra: questo è Ronaldo e può fare quello che vuole, ma tutti gli altri faranno quello che dico io. Che poi è l’identica frase che Carletto Mazzone disse al Brescia, nominando Baggio. Certo, Cristiano non è più quello di due o tre anni fa, è sempre formidabile ma non più lo stesso".