Gazzetta - Lucescu: "Notai il baby Pirlo e con me svoltò. Ha talento e intuito, li userà da tecnico"

20.10.2020 09:20 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
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Gazzetta - Lucescu: "Notai il baby Pirlo e con me svoltò. Ha talento e intuito, li userà da tecnico"

Mircea Lucescu, tecnico della Dynamo Kiev, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport. La Juventus "ha tutto per fare risultato ad alto livello. Soldi, immagine, tradizione, storia, esperienza... Questo ti dà la forza, il resto viene dopo - ha spiegato il tecnico al telefono con il giornalista Giulio Di Feo -. Ha cambiato parecchio? Hanno preso gente giovane, ma esperta. Magari potranno pagare dazio sul piano dell’organizzazione: in una nuova squadra devi assimilare la filosofia e poi quella dell’allenatore. Ma è un dazio che pagheranno più in là, non credo abbiano problemi nel girone. Ronaldo, Dybala, Kulusevski, Morata, Chiesa... possono giocare tutti insieme? Difficile, undici campioni insieme non fanno automaticamente una grande squadra. Pirlo lo conosco, è uno che ha equilibrio in testa. Vuol dire che ti servono i geni, ma anche quelli che lottano".

Lucescu torna indietro di 25 anni, quando lanciò Andrea Pirlo: "Andavo sempre agli allenamenti dei giovani al campo San Filippo, a Brescia, e appena notai come si muoveva e toccava la palla quel ragazzo mi resi conto che dentro di lui c’era un campione. Poi ci fu il Viareggio: Andrea ci andò sotto età ma non giocò, e io che ero arrivato lì a vederlo notai quanto fosse deluso, così lo riportai a Brescia in macchina. Un viaggio di tre ore, provai a parlargli e dargli fiducia. E cominciai a chiamarlo con la prima squadra, lo volevo sempre con noi. Lo proteggevo, volevo far crescere quel talento. E alla fine uscì il campione. Merito suo, ovviamente. Non ho mai dovuto bacchettarlo. Qualche discussione c’era, mai i litigi: consigli su cosa fare, piuttosto. Di recente non l’ho sentito, ho voluto lasciarlo tranquillo. Ma sono felicissimo per lui. Glielo dicevo prima: in campo aveva equilibrio oltre a un gran senso della giocata, qualità che lo aiuteranno pure in panchina. Allenare non è solamente tattica, ma anche istinto. Lui lo aveva, sentiva la partita. E anche un allenatore deve sentirla.... Con l’Ipswich 25 anni fa entrò lui e gli inglesi fecero 2-2? Litigai con Luzardi, era arrabbiato perché avevo messo in campo il ragazzino. 'Questo ragazzino ha davanti un gran futuro, tu non so...', urlai. Cose da spogliatoio, capitano".