Fabrizio Bocca: "Sette bianconeri e 3-5-2, serve un'Italia sempre più Juve"
Il giornalista del quotidiano "La Repubblica", Fabrizio Bocca, attraverso le colonne del suo seguitissimo blog si augura di vedere al prossimo Europeo una Nazionale italiana a forti tinte bianconere. Ecco le sue considerazioni: "Adesso tocca alla nazionale che si avvia agli Europei con una certa apprensione. In primo luogo perché l’Italia ha attraversato una lunghissima crisi, i cui contraccolpi ogni tanto si sentono ancora. In secondo perché una volta ottenuta una brillante qualificazione col primo posto ma in un girone effettivamente molto facile (Estonia, Serbia, Slovenia, Irlanda del Nord, Far Oer), abbiamo fatto qualche passo indietro (le sconfitte nei test amichevoli con Uruguay e Stati Uniti) e accusato infortuni pesanti (Rossi e Cassano, ora però recuperato). In terzo luogo perché il sorteggio non ci ha particolarmente favorito, inserendoci in un girone dove l’Italia dovrà battersi duramente e dove la Spagna – nostro avversario d’esordio domenica 10 giugno a Danzica – parte favorita, mentre le altre avversarie sono tutte di livello medio (giovedì 14 giugno a Poznan con la Croazia e lunedì 18 sempre a Poznan con l’Eire di Trapattoni). La cosa più importante adesso è ovviamente la rosa dei 23 da convocare. E soprattutto serve cominciare ad abbozzare una formazione definitiva su cui contare. Non ci sono molte critiche o molti ritocchi da fare alla nazionale di Prandelli che ha fatto un ottimo lavoro in questi due anni, ma il ritocco finale, il colpo d’intuito, possono essere fondamentali per giocare un buon Europeo. La Nazionale è già per conto suo molto Juvedipendente. Prandelli ha già preso a piene mani dalla squadra di Conte, che ha vinto lo scudetto usando, fortunatamente, un gran numero di giocatori italiani. Anzi storicamente la nazionale si appoggia quasi sempre sulla Juventus, capitò ad esempio anche con la nazionale che vinse il Mundial ‘82. Non essendo più il momento di tentare altre vie, fossi il ct io alla Juve prenderei più uomini possibile, e cercherei di far giocare la nazionale con uno dei moduli usati da Conte.
Senza per questo sminuire il lavoro del ct è una destino delle nazionali questo: appoggiarsi al blocco di un club quando è possibile. Credo si possa arrivare fino a sette juventini in nazionale: l’intero blocco difensivo, il migliore in assoluto in Italia e che del resto è già in pianta stabile in nazionale e buona parte del centrocampo. Per farlo però bisognerebbe passare a quel 3-5-2 che Conte ha utilizzato soprattutto nella seconda fase del campionato. Dunque Buffon, più un terzetto di centrali davanti (Barzagli, Bonucci, Chiellini) e a centrocampo Maggio sulla destra (la Juve in quel ruolo usa Lichtsteiner), mentre a sinistra si può utilizzare Pepe o De Ceglie (o eventualmente Balzaretti o Criscito) e in mezzo Pirlo, Marchisio e De Rossi, vero e proprio cuore della squadra. In attacco le punte non particolarmente prolifiche della Juve, andrebbero sostituite con Giovinco (oppure Cassano) e Balotelli, i due più papabili al momento. Il blocco Juve, nei nomi, fa già parte del giro azzurro, il problema può essere la disposizione in campo. La nazionale in questi anni ha spesso usato un trequartista a rotazione in partita (Montolivo o Pirlo o Marchisio). Ruolo che però nella Juventus non esiste, essendoci un play maker arretrato con il compito di costruire il gioco (Pirlo). E proprio l’individuazione del trequartista giusta è stata spesso uno dei problemi della nazionale. Credo che la nazionale dovrebbe ricalcare il più possibile la maniera di giocare della Juventus, che ha mostrato un evidente superiorità sul resto del calcio italiano. E se possibile si dovrebbe replicare anche lo spirito della Juventus. Senza cuore, cervello e gambe, per dira alla Conte, non si va da nessuna parte".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

