Corsport - Oggi la decisione su Genoa-Torino, per ora prevale il no al rinvio. E si torna a parlare di playoff

30.09.2020 10:20 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Corsport - Oggi la decisione su Genoa-Torino, per ora prevale il no al rinvio. E si torna a parlare di playoff

Sulla Serie A continua ad aleggiare la paura per una possibile sospensione dopo il focolaio scoppiato in casa Genoa. Come scrive il Corriere dello Sport, oggi si terrà una riunione straordinaria del consiglio di Lega dove verrà presa una decisione su Genoa-Torino, con il presidente dei rossoblu Enrico Preziosi che chiederà il rinvio vista l’indisponibilità di ben dieci calciatori. Il Torino, invece, spinge perché si giochi. Il timore degli organismi direttivi del calcio è che, se si accetta la linea del rinvio oltre un certo numero di positivi, a qualcuno venga in mente di fare il furbo e invocare cancellazioni di gare quando viene comodo. Anche per questo non sono state fissate norme su un numero massimo di positività e si è deciso di considerare chi non supera il tampone come un semplice infortunato. Con l’avallo dell’Uefa, che considera valida qualsiasi partita se ciascuna delle due squadre schiera almeno 13 uomini tra campo e panchina.

Inevitabilmente si parlerà anche di Juventus-Napoli, con gli azzurri che hanno affrontato il Genoa domenica scorsa. I rossoblù e il Torino non hanno impegni di coppe e persino in un calendario compresso come quello di questa stagione (per l’11 giugno, non va dimenticato, è previsto l’avvio dell’Europeo) non risulta difficile trovare date utili per uno o più recuperi. Juventus-Napoli è un’altra faccenda, oltre a essere uno scontro teoricamente di vertice. Bianconeri in Champions e azzurri in Europa League non hanno tempo da sprecare. Il rinvio di una partita del genere assumerebbe una valenza simbolica e inoltre comincerebbe a provocare seri problemi organizzativi. E a questo punto non è da escludere che si possa rispolverare il Piano B, ovvero la disputa dei playoff - per cui spinge da tempo il presidente federale Gabriele Gravina - in caso di nuovi stop.