Cobolli Gigli: "Adesso tocca ad Elkann gestire questa crisi. Io continuerei con Allegri, ma anche la voce dei tifosi va ascoltata"

19.09.2022 16:50 di Redazione Torino   vedi letture
Cobolli Gigli: "Adesso tocca ad Elkann gestire questa crisi. Io continuerei con Allegri, ma anche la voce dei tifosi va ascoltata"
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© foto di Filippo Gabutti

Giovanni Cobolli Gigli all'Adnkronos ha analizzato i problemi della Juventus.

"Quella contro il Monza per la Juventus è stata una scottante sconfitta. Ora ci vuole una società che abbia l'autorevolezza di prendere in mano la situazione e gestirla: ma non so se all'interno della società ci sia questa autorevolezza. La settimana scorsa l'ingegner Elkann ha espresso la sua fiducia nei confronti del cugino, Andrea Agnelli. E allora dev'essere lui a gestire la crisi, è la persona che incarna l'autorevolezza societaria ed è membro della famiglia proprietaria della maggioranza del club".

"Cambiare allenatore è sempre la soluzione più semplice. Per esempio il Monza l'ha fatto. Anche noi possiamo puntare ad altri, come per esempio un tecnico stile Mihajlovic, uomo che ha sempre dimostrato grande carattere e capace di dare uno scossone alla squadra. Ma penso che sia l'ultima decisione da prendere, poi parlare di soldi è ridicolo, ma serve un allenatore di alto livello per la Juve e adesso sono tutti occupati. Io continuerei a insistere con Allegri, ma ci sarà il momento dello showdown, prima o poi".

"Adesso c'è una settimana di tranquillità e pausa, si può trovare il tempo per riflettere. Ma è chiaro che la maggior parte dei tifosi puntano il dito sull'allenatore quando le cose vanno male e anche la voce dei tifosi va ascoltata".

Da cosa dipende la crisi della Juventus:

"Se lo sapessi sarei fortunato, in pochi riescono a capire. Il mio ricordo è di una squadra pugnace anche nel mio periodo. Anche andando in Serie B i giocatori hanno immediatamente espresso la volontà di fare di tutto per tornare in A, e lo abbiamo fatto in anticipo anche con la penalizzazione di 9 punti. Questo adesso sembra che non ci sia, e forse c'è anche qualche mancanza di comprensione tra alcuni giocatori. I famosi anziani non ci sono più, è rimasto solo Bonucci e forse non basta per dare serenità alla squadra".