Bocca (La Repubblica): "La Juventus è più forte di ieri, ma non per questo sarà automaticamente imbattibile"

11.07.2018 19:00 di Redazione TuttoJuve Twitter:   articolo letto 14879 volte
Bocca (La Repubblica): "La Juventus è più forte di ieri, ma non per questo sarà automaticamente imbattibile"

Fabrizio Bocca, giornalista de La Repubblica, ha rivolto l'attenzione al prossimo campionato sulle pagine del suo blog: "Che Ronaldo sia un grandissimo calciatore, forse oggi il migliore al mondo, e che la Juventus con lui faccia un grande salto in avanti, tale da poter puntare dritta su quella Champions League che le manca da più di venti anni, è banale, ovvio. Il ragionamento è freddamente algebrico: sposta dal Real Madrid, che ha vinto le tre ultime Champions League, alla Juve l’uomo simbolo del Real e che ha anche determinato l’eliminazione stessa dei bianconeri nell’ultimo confronto diretto, ed è ecco che il salto logico diventa perfetto. Talmente perfetto però da diventare anche rischioso e pericoloso da maneggiare. Semplicemente perché le vittorie e le Champions League non arrivano con la stessa logica e algebrica certezza. La Juventus è più forte di ieri ma non per questo sarà automaticamente imbattibile. Proprio perché è già molto forte, basterebbe dire che Ronaldo non porta dentro la Juve 40/50 gol sicuri, ma 40/50 meno 23. Che sono almeno i gol che ha fatto quest’anno Higuain e  che adesso molto probabilmente la Juventus lascerà andar via per non ingolfare troppo l’attacco. Dunque sempre meglio maneggiare tanta materia incandescente almeno con i guanti. L’affare Ronaldo sicuramente in questo momento spaventa le rivali dirette - la Roma di Di Francesco, il Napoli di Ancelotti, l’Inter di Spalletti e così via - ma dà anche loro tutto il tempo di organizzarsi, di moltiplicare l’attenzione, di crescere se non andando a cercare giocatori altrettanto forti, che tanto a quei prezzi non esistono, lavorando sui particolari. Per tenere testa alla Juve, o almeno per restare in corsa, non necessariamente la Roma dovrebbe batterla con Ronaldo in campo (cosa che comunque non è sicura), le basterebbe non perdere sei partite in casa che per una squadra al terzo posto sono state più che uno scempio. E se il Napoli oggi ha Carlo Ancelotti, cioè uno dei migliori allenatori al mondo (a meno che tre Champions League non le si vincano per caso), forse quello sbracamento finale dello scorso anno, il famoso scudetto perso in albergo davanti alla tv, non ci sarà. L’Inter invece sta comprando ottimi giocatori e forse non avrà le amnesie dell’ultima stagione. Senza contare che nemmeno Ronaldo - non bisogna mica vergognarsi di dirlo - non ti dà una garanzia al 100%: può capitare che col Portogallo non vinca, che il Real non vinca almeno la Liga e addirittura gli tocchi arrivare dietro pure all’Atletico Madrid. Carlo Ancelotti, al suo primo giorno di lavoro sul campo col Napoli, giustamente ha reso merito a Ronaldo e al colpo che ha fatto la Juventus. Ma non ha fatto un passo indietro e non si è esentato dalla responsabilità di una vittoria che prima o poi a Napoli dovrà tornare, se non vuol rimanere per sempre schiavo del ricordo di Maradona. Con o senza Ronaldo per avversario “si parte sempre per vincere, poi il tempo ci dirà se abbiamo fatto bene o abbiamo fallito”. Ronaldo cioè porta anche una bella sferzata d’orgoglio, e sicuramente impegnerà ora i presidenti a dare il massimo, a non tirarsi indietro, a uscire dalla logica della plusvalenza. Il miglior modo di far soldi nel calcio non è lucrare sul mercato, è vincere. Se pensiamo davvero che la Juve ronaldiana abbia già vinto tutto è perfino suplerfluo giocare. Applausi, complimenti vivissimi. Se invece il non sentirsi già battuti a tavolino è la base minima di partenza, oltrepassato tutto il fumo dell’esplosione del meteorite Ronaldo in Italia, ci si può ricomporre, andare oltre lo stupore e ricominciare a usare il cervello. E come direbbe un cugino di Al Pacino - non pretendiamo certo l’originale - teniamo conto che i punti non sono solo davanti al nostro naso, ma tutti intorno a noi…".