Bocca: "Finora è stato il mercato degli allenatori e delle illusioni"

24.06.2019 21:00 di Alessandro Vignati   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Bocca: "Finora è stato il mercato degli allenatori e delle illusioni"

Attraverso la sua rubrica su Repubblica.it "Bloooog!", il giornalista romano Fabrizio Bocca ha parlato della Juventus. Sguardo al mercato: "Messi da parte Sarri e Conte, aspettiamo adesso De Ligt, Pogba, Dybala, Lukaku, Icardi, Dzeko, Chiesa, Manolas, James, Milinkovic, Barella & C. I veri conti, diciamolo, dobbiamo ancora farli. Finora abbiamo fatto, o meglio immaginato,  le prossime classifiche in base agli allenatori – tanti, importanti e soprattutto molto costosi –  che le squadre hanno preso. Effettivamente è raro, se non unico, trovare nella storia un ribaltone contemporaneo del genere – Sarri alla Juve, Conte all’Inter, Giampaolo al Milan, Fonseca alla Roma e aggiungiamoci pure Ancelotti al Napoli con un anno di anticipo –  tendiamo però troppo spesso a confondere il nome dell’allenatore con la certezza del risultato. E non è così. La Juventus non avrebbe potuto avere più “certezza” di quella che aveva tenendosi Allegri, e invece ha cambiato rotta. Non stiamo qui a questionare se ha fatto bene (per me sì) o male, lo ha fatto. L’allenatore è solo una delle targhette di un grande club, in alcuni casi la più importante ma pur sempre una targhetta, sono ancora tra quelli che pensano che la vera grande differenza la facciano prima i campioni. L’allenatore al momento più che altro è un “indicatore” di mercato: ci fa immaginare quanto forte potrà essere la Juve, oppure l’Inter, il Napoli e così via. Poi però l’allenatore fa il 20% del lavoro e i calciatori l’80%. Se Ronaldo lo metto centravanti o all’ala è importante, ma è decisivo che poi lui i gol li faccia e pure in abbondanza anche superiore a quella dell’ultimo anno. La prima conseguenza che abbiamo di questo grande ribaltone è che già sappiamo che uno di questi big  deluderà l’attesa dei suoi tifosi, perché nel calcio vince uno solo e perché i posti di eccellenza sono pochi e non bastano per tutti. E dunque attendiamoci a fine anno una lunga e pesante rivisitazione in positivo o in negativo di Sarri, Conte, Ancelotti & C.  E’ il contraltare, il contrappasso spesso immeritato, di una santificazione e responsabilizzazione eccessiva dell’allenatore. La differenza la farà adesso il mercato e dunque i soldi, e più avanti la forza della squadra costruita. E penso che già ad ottobre, novembre avremo tutti idee molto diverse da quelle di adesso…".