Birindelli: "La Lazio può tenere testa alla Juventus. Inzaghi e Allegri molto simili”

 di Redazione TuttoJuve Twitter:   articolo letto 4849 volte
Birindelli: "La Lazio può tenere testa alla Juventus. Inzaghi e Allegri molto simili”

L’ex bianconero Alessandro Birindelli è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it. Ecco le sue parole sulla finale di Supercoppa:

Che Lazio ti aspetti ti vedere in campo?

“Vedo la Lazio come una squadra che è partita in silenzio, con pochi proclami: credo che farà una grande partita, ci sono tutte le condizioni affinché avvenga questo. So per certo che l’hanno preparata bene perché la Supercoppa è un trofeo importante per la Lazio. Gli stessi silenzi di Inzaghi e la poca attenzione sulla squadra credo che abbiano permesso alla stessa di preparare intensamente la sfida: questo può essere un vantaggio per la Lazio”.

 

E’ ancora sfida tra il tecnico livornese e Simone Inzaghi. Cosa rappresentano nel panorama calcistico italiano?

“Il primo rappresenta la calma e la serenità nella gestione di un gruppo di giocatori importanti. Si assomigliano molto i due tecnici, al di là della diversa esperienza. Simone riesce a trasmettere tranquillità, serenità e concetti giusti alla squadra. Credo che abbia fatto un ottimo lavoro quest’anno, ha ereditato una squadra uguale a quella dell’anno precedente, forse anche con qualcosa in meno. C’è molto di questi due allenatori nei successi conseguiti dalla Lazio e dalla Juventus. Sono in grado di gestire bene sia  l’aspetto emotivo che quello tattico di una squadra e reggerne perfettamente gli equilibri”.

Il punto di forza dei bianconeri è stato da sempre la BBC. Con la partenza di Bonucci credi che il gioco della Juventus abbia subito un’involuzione?

“La Juventus ha una rosa importante a livello di centrali. Ciò che mi preoccupa sinceramente sono gli esterni perché  Lichtsteiner non sembra essere quel tipo di giocatore che ad Allegri piace, fatto sta che hanno preso De Sciglio. La partenza di Dani Alves lascia un vuoto perché hai perso un giocatore con quelle caratteristiche di iniziazione e decisivo in fase propositiva. Alex Sandro l’ho visto un po’ spento ma può starci, in fase difensiva anche lui ha tanto da migliorare. La Juventus deve trovare un equilibrio in difesa ma non perché è partito Bonucci, perché comunque ha dei giovani di prospettiva ottimi. Il problema sta nell’equilibrio nella zona centrale esterna perché anche De Sciglio ha fatto fatica negli ultimi due anni a trovare continuità. La linea difensiva va lavorata nel quotidiano, è necessario stabilire delle gerarchie”.

Rispetto alla finale di Coppa Italia i capitolini hanno maggiori possibilità di portare a casa la vittoria?

“So quanto Simone viva per il calcio. Ho giocato con Pippo, conosco bene lui e so bene la loro passione per il calcio sia da giocatori che ora da allenatori. Come tutti noi, chi ha giocato per tanti anni e ora si ritrova ad essere allenatore, che sia nei giovanissimi, negli allievi o in prima squadra, continua ad avere questo amore che parte da dentro. Questo fa la differenza in una partita secca. Se fosse stato un doppio confronto avrei detto che la Juventus ha maggiori possibilità, ma in una gara secca vince chi ci arriva meglio e chi riesce ad essere più fortunato negli episodi. Credo che la Lazio abbia molte possibilità di tenere testa alla Juventus”. 

La volontà di Keita è quella di andare a Torino, ormai è ben noto. Credi che il senegalese sia un giocatore adatto per la Juventus?

“Se il ragazzo pensa solo ed esclusivamente a fare il proprio mestiere, ha dimostrato di saperlo fare e anche molto bene. Può essere davvero determinante. Nel calcio, però, non bastano le qualità fisiche e tecniche, deve imparare a lavorare anche con la squadra, a sacrificarsi quando non si è in possesso di palla e, ahimè, ogni tanto se ne dimentica. Se vuole essere un leader o un campione affermato in un club di livello come la Juventus deve anche sapere essere utile alla squadra”.

La Lazio ha perso Biglia e lo ha sostituito con Lucas Leiva. Come giudichi questo cambiamento in cabina di regia.

“Ti può garantire delle soluzioni diverse per quanto riguarda l’assetto tecnico tattico. Avendo un centrocampo un pochino più solido ti permette di giocare con tre attaccanti puri, poi dipende dal tipo di avversario che incontri. Secondo me la bravura della società e di Inzaghi sta proprio in questa giusta miscela tra giocatori d’esperienza e giovani di prospettiva”.