A DOMANDA RISPONDE - Lotta Scudetto non si concluderà il 22 aprile, tra Napoli e Juve è sfida totale. Higuain? Si diceva fosse fuori forma. Ironia sul Sassuolo è fuffa dietrologica, la verità è semplice. Su De Laurentiis..."

05.02.2018 00:15 di Xavier Jacobelli Twitter:   articolo letto 16347 volte
A DOMANDA RISPONDE - Lotta Scudetto non si concluderà il 22 aprile, tra Napoli e Juve è sfida totale. Higuain? Si diceva fosse fuori forma.  Ironia sul Sassuolo è fuffa dietrologica, la verità è semplice. Su De Laurentiis..."

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, editorialista del Corriere dello Sport-Stadio.

La Juve segna 7 gol al Sassuolo, il Napoli risponde andando a vincere a Benevento. E’ sempre convinto che il duello durerà sino alla fine? O sarà decisivo lo scontro diretto del 22 aprile?

“Credo che questa sia una sfida sino all’ultimo respiro che si risolverà il 20 maggio. Sia la Juve sia il Napoli corrono verso lo sconto diretto, macinando punti e avversari. Ma la rincorsa non si concluderà il 22 aprile. Semmai, il motivo di preoccupazione per Sarri in queste ore si chiama Mertens. L’infortunio patito dal belga al Vigorito, dove ha segnato un altro gol splendido, tiene comprensibilmente in ambasce i partenopei. Anche perché, in panchina, non ci sono attaccanti di ruolo che possano sostituire il cannoniere. Rog e Zielinski si adattano, però, è evidente vestano panni che a loro non si attagliano. Ma una squadra che in 23 giornate conquista 60 punti, è una squadra da record assoluto in serie A. Infatti, dopo 23 turni, la marcia del Napoli di Sarri è la stessa della Juve di Conte dei 102 punti".

E della prima tripletta di Higuain in maglia bianconera che cosa dice?

“Francamente, le prodezze dell’argentino non mi stupiscono. Higuain aveva già dimostrato di essere in stato di grazia martedì scorso, a Bergamo, nella semifinale d’andata di Coppa Italia con l’Atalanta: la condizione atletica brillante; la capacità di trascinare l’attacco, pur in assenza di Dybala;  l’altruismo che, prima del prepotente ritorno al gol, aveva contraddistinto le prove del campione. E meno male che, all’inizio della stagione, si diceva Higuain fosse fuori forma. Poi, come sempre, il verdetto del campo spazza via superficialità e faciloneria”. 

Come giudica le ironie e gli sfottò in Rete che hanno preso di mira il Sassuolo, ribattezzato “Scansuolo” dopo la batosta dello Stadium?

“Credo che il Sassuolo meriti molto più rispetto, soprattutto in un momento come questo che lo vede letteralmente tramortito. Ma, davvero, c’è qualcuno convinto che gli emiliani non abbiano fatto nulla per evitare una lezione del genere? Ma quando la piantiamo con questa fuffa dietrologica che farebbe ridere, se non facesse piangere, per la pochezza di chi l’alimenta? La verità è semplice: la Juve ha impartito una severissima lezione di gioco alla squinternata formazione di Iachini, andata letteralmente in bambola sotto i colpi dei bianconeri. Soltanto la sconfitta della Spal a Cagliari ha evitato che il Sassuolo scivolasse a tre punti dalla zona retrocessione, ma risollevarsi dopo una simile waterloo sarà un esercizio molto arduo. Anziché ironizzare sul malcapitato Sassuolo, ritengo sia più interessante sottolineare come con  Matuidi, Khedira e Pjanic, la Juve non prenda più un gol. Per fortuna dei campioni d’Italia, l’infortunio di Matuidi non lo terrà lontano dal campo per molto tempo, sebbene il francese sia destinato a saltare sicuramente l’andata con il Tottenham. C’è andato che dimostra la grandezza della squadra di Allegri: una sola rete subita nelle ultime 15 gare ufficiali”.

Quando una squadra vince per 7-0, si riaccendono le discussioni sul fatto che, acquisita la vittoria, non debba infierire sull'aversario. Lei da che parte sta?
“Dalla parte dello sport: in Inghilterra, ad esempio, dibattiti del genere non hanno nessun senso. Che cosa significa: non infierire sull’avversario? Bisogna onorare sempre l’impegno sino in fondo”.

Ha letto le dichiarazioni di De Laurentiis sulla Juve molto potente? Il presidente del Napoli ha affermato: "Siamo l'unico club in Serie A senza debiti con le banche. Oggi il Napoli fattura un terzo della Juventus, ma i nostri conti sono migliori dei loro. La Juventus però appartiene alla famiglia più potente d'Italia da 100 anni. Non è una questione di soldi, ma di rapporti che possono anche silentemente creare condizionamenti. A tutti i livelli. Un esempio? Con Sportfive loro hanno avuto in regalo due terzi dello Stadium. A me sono serviti 7 anni per transare dei finanziamenti che ho dato al Comune, altrimenti non avrei potuto giocare al San Paolo”.  E ancora: "Per lo scudetto sarà decisivo lo scontro diretto a Torino? Per me no. Saranno molto più decisivi infortuni e sviste arbitrali o 'VARriane', se mi consentite il termine. Non ho cambiato idea, sono ancora convintissimo che sia una bella novità e crea pure suspense. Però serve umiltà per migliorarla. Tipo un organo superiore che in settimana passi al setaccio tutto quello che è successo per cercare di apportare delle modifiche. A me personalmente piacciono quegli arbitri che hanno il coraggio di correre e andare a rivedere il replay di un’azione ogni volta che hanno un dubbio e possono farlo. Meno quelli che non lo fanno”. 

“Ho trovato interessanti le parole di De Laurentiis e ho avuto la conferma della sfida totale in corso fra Napoli e Juve, in campo e fuori dal campo. Che i bianconeri appartengano alla famiglia più potente d’Italia da 100 anni, è assodato. Che la Juve abbia avuto la forza e i mezzi per costruire il proprio stadio, altrettanto. Che non sia colpa della Juve se, al Napoli, sono serviti 7 anni per transare i finanziamenti concessi al Comune, non è un problema della Juve. Condivido in toto l’apprezzamento di De Laurentiis per gli arbitri che hanno il coraggio di correre e andare a rivedere il replay di un’azione ogni volta che abbiano un dubbio e possano farlo. Di umiltà non è mai morto nessuno. E mi è piaciuta la replica ironico-filosofica di Marotta, il quale, dopo avere amabilmente definito De Laurentiis “un burlone”, ha addirittura citato Schopenhauer: "Quando parlano di te, devi capire quello che non sei tu, ma quello che sono gli altri”. Altro che i leoni da tastiera.