A DOMANDA RISPONDE - Allegri, esperimento interessante. Nuovi acquisti, test superato. Alex Sandro, incedibilità assoluta: non si vende neanche per 70 mln. Partenza Bonucci non metabolizzata, arriva altro difensore?

 di Xavier Jacobelli Twitter:   articolo letto 31426 volte
A DOMANDA RISPONDE - Allegri, esperimento interessante. Nuovi acquisti, test superato. Alex Sandro, incedibilità assoluta: non si vende neanche per 70 mln. Partenza Bonucci non metabolizzata, arriva altro difensore?

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, editorialista del Corriere dello Sport-Stadio.

Juve e Roma hanno pareggiato 1-1 la partita di Boston, prima che i bianconeri si aggiudicassero la sfida ai rigori. Che cosa le è piaciuto della Juve?

“Sicuramente il primo tempo. In particolare, l’accenno di 4-2-4 che Allegri ha voluto provare accentrando la posizione di Mandzukic, con Dybala e Alex Sandro larghi sulle fasce. Un esperimento interessante. Nella ripresa, la girandola di cambi ha radicalmente cambiato la fisionomia tattica dei campioni d’Italia, mentre la Roma è cresciuta considerevolmente a centrocampo. Notazione di merito per Pinsoglio, sempre più sicuro nella parte, oltre che decisivo sul rigore di Tumminello”.

 

Che cosa non le è piaciuto della Juve?

“Le maglie allentate della  difesa in occasione del pareggio di Dzeko. E’ evidente che la retroguardia di Allegri non abbia ancora metabolizzato la partenza di Bonucci; Benatia non è al cento per cento della condizione e si vede; Rugani, a tratti, ha accusato impacci inopinati. Ma ci sta tutto perché, non dimentichiamo si tratta di precampionato. Conforta la prova di Barzagli. Ora si tratta di capire se, da qui alle 23 del 31 agosto, oltre al centrocampista (ogni riferimento a Matuidi non è puramente casuale), la Juve andrà anche su un difensore. Hummels sarebbe l’ideale, ma prenderlo è un’operazione alquanto improba allo stato attuale”.

 

E la Roma? Qual è il suo giudizio? 

“Positivo. Le manca un esterno del calibro di Mahrez e non è un caso che Monchi abbia dettato un aut aut al Leicester, ma si vede la mano di Eusebio Di Francesco. Centrocampo e attacco funzionano, il problema da risolvere allo stato attuale è la difesa: Juan Jesus e Fazio sono ancora lontani dalla migliore condizione. E’ pur vero che Manolas, dichiarato incedibile, prima o poi tornerà il difensore ammirato sino a due stagioni fa (l’ultima è stata troppo altalenante). Ma la squadra è in crescita, il successore di Spalletti si è già impadronito della scena e non ho dubbi che la Roma sarà una delle rivali più temibili della Juve nella corsa allo scudetto”

 

Come giudica le prove dei nuovo acquisti bianconeri De Sciglio, Douglas Costa, Bernardeschi?

“Hanno superato tutti il test di Boston. De Sciglio con Allegri sta ritrovando la fiducia in se stesso e la sicurezza che gli erano mancati nel periodo finale dell’esperienza milanista. Douglas Costa non si scopre certo oggi. Bernardeschi ha rotto il ghiaccio con disinvoltura. Rimarchevole,la freddezza mostrata trasformando il calcio di rigore”.

 

Qual è l’indicazione più importante scaturita da Boston?

 

“L’incedibilità assoluta di Alex Sandro, una da non vendere nemmeno se il Chelsea o chicchessia proponessero di pagare 70 milioni per il suo cartellino. Alex Sandro è un elemento fondamentale per la Juve, come fondamentale è Mandzukic, già in buona condizione: in occasione del gol bianconero se l’è intesa a meraviglia con il compagno di squadra, il cui assist è stato da manuale”.

 

Il 13 agosto, a Roma, la Juve affronterà la Lazio nella finale di Supercoppa di Lega: a che punto è il precampionato bianconero?

“Direi che la Juve sia al 70 per cento della condizione, com’è naturale che sia ad oggi, 1 agosto. La squadra sta lavorando bene, nonostante la fatica e le difficoltà una tournée intercontinentale che sarebbe stato meglio evitare. Ma questo è un altro discorso. Capisco le ragioni del business, però ci sono squadre che seguono altre strade per  la preparazione. Sostenerla a spizzichi e bocconi, fra l’Italia e gli Stati Uniti (Juve e Roma) o fra l’Italia, la Cina e Singapore, com’è accaduto all’Inter, non è il massimo della vita. Meglio tre settimane continuative di duro lavoro, senza trasvolate oltreoceano, cambi di fuso orario, partite a distanza troppo ravvicinata. Tutto questo nuoce a un buon precampionato”.