SE NON ORA, QUANDO?

 di Caterina Baffoni  articolo letto 12821 volte
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SE NON ORA, QUANDO?

 Cuori palpitanti e gremiti di passione: è il momento, che vede la signora bianconera recitare un posto da protagonista indiscussa in questa competizione di champions. Allegri, da quando ha deciso di puntare alla formula fantasia e attacco, ha trovato l'impatto perfetto degli ingranaggi di una macchina momentaneamente perfetta in Europa. La Juve è super nei suoi interpreti, nella tattica, nella dedizione alla causa. Mandzukic, ad esempio, è infinito nel ruolo di terzino e di ala suggeritrice. Merita un monumento. Come la difesa, un muro impenetrabile. Sulle fasce, il duo brasiliano Dani Alves-Alex Sandro assicura un ruolo competitivo per lo sprint laterale e funge da supporto perfetto ad un centrocampo trainante l'equilibrio di una squadra modellata alla perfezione nei suoi interpreti. Due gol subiti in tutta la competizione, ovvero zero nei quattro incontri ad eliminazione diretta, anche contro l’attacco più temibile del mondo firmato MSN. Non può che essere questa la più importante chiave di lettura di questa esaltazione bianconera:Un capolavoro difensivo portato a termine sia con la difesa a quattro sia a tre, quando è subentrato Barzagli al Camp Nou pronto a ricomporre la BBC in tutta la sua granitica affidabilità. Forse è troppo presto ancora per capire cosa ha fatto davvero Allegri di importante, ma una cosa è certa: la sua Juve ha rotto cento anni di equilibrio nel calcio. In sostanza lo ha trasformato in una novità mai vista. La Juve si deve prendere tutti i meriti della modernità ribaltando il concetto di squadra, anzi, di schieramento. Questa Juve porta il suo tecnico di diritto tra i maestri, e c'è la sensazione di come questo terreno europeo sembra essere davvero fertile per Madama, che oltre a godere del suo muro invalicabile e di un centrocampo che regge gli impatti aggressivi degli avversari, può godere anche dell'estro e del genio della Joya, di una fluidità garantita sulle fasce con Cuadrado, dell'imprevedibilità di un ariete del gol come Higuain, e dell'estrema duttilità camaleontica di Mandzukic: tutti pezzi di un puzzle che combaciano alla perfezione. La Juve è in semifinale: non è solo un’altra storia, ma la Storia. Aver messo la firma alla fine dell'era blaugrana, non può valer poco in termini di fiducia e consapevolezza dei propri mezzi. 
A poche ore dall'urna di Nyon, ecco sentenziarsi il prossimo step da superare targato Monaco: una squadra che si sbarazza del Dortmund dopo aver fatto fuori il City di Guardiola: prende puntualmente gol ma ne segna di più (12 tra ottavi e quarti), presentandosi come squadra ideologicamente agli antipodi della Juventus, e per questo fastidiosa e da non sottovalutare minimamente. È stato difficile infatti decidere se ci fosse e quale sarebbe stata la squadra da desiderare o da evitare ai sorteggi per i bianconeri, anche perchè arrivati a questo punto, tutte di equivalgono. Il Monaco dunque è quella scomoda outsider con la quale non puoi che presentarti da favorita e rischiare la brutta figura. Certo è, come ha ribadito Bonucci nel post partita di Barcellona, che tutte le altre compagini avrebbero dovuto augurarsi di non beccare questa Juventus.
Nella girandola di emozioni della Champions League, la Juve che arriva fino in fondo non fa più notizia : è arrivato il suo momento. Ora più che mai, "It's time".