PPPP: prima il Palermo, poi il Porto

 di Caterina Baffoni  articolo letto 3778 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
PPPP: prima il Palermo, poi il Porto

Dal 2010 in poi i bianconeri hanno giocato ben 9 volte di venerdì: e tra i dati non proprio positivi c'è da registrare solo una sconfitta, contro l’Inter a San Siro il 16 aprile 2010, e tre pareggi: a Napoli (1-1) nel marzo 2013, a Firenze a reti inviolate il 5 dicembre 2014, e sempre a reti inviolate a Bologna il 19 febbraio dello scorso anno. Dato che quella contro i rosanero sarà la partita che anticiperà l'incontro di Champions League ad Oporto, occhio a sottovalutare il match e a credere che non ci sia "partita" tra le due formazioni, se si dà uno sguardo alla classifica. Sarebbe un errore clamoroso. Attenzione ai cali di tensione, forse anche perché memore di quanto accaduto nei match antecedenti e successivi ad una partita di coppa campioni. Anche contro il Napoli al San Paolo, allora, sembrava impossibile che il Palermo potesse creare problemi, invece finì 1-1 e gli azzurri persero punti importanti per la corsa al vertice. La Juve però è un’altra cosa, almeno stando a quanto visto sin qui. Qualche calo di tensione c’è stato, intendiamoci, però sempre in trasferta, peraltro contro squadre di blasone. Basandosi sui numeri, per il Palermo quella di stasera allo Stadium ha i contorni di una missione impossibile: i rosanero hanno infatti perso gli ultimi nove confronti diretti con la Juventus in campionato senza riuscire a segnare nemmeno un gol. I bianconeri, dal canto loro, hanno all'attivo l'impressionante striscia di 28 vittorie consecutive davanti ai propri tifosi. 
Sulla carta per l'appunto non dovrebbero esserci problemi, e questo nonostante l’inevitabile turnover di Allegri, chiamato a ruotare un po’ la rosa in vista della trasferta di Oporto di mercoledì prossimo e per fronteggiare alcune assenze. Un impegno che è già nella testa di tutto l’ambiente, come la classica musichetta che rimbomba tra le zone più remote della nostra testa, come del resto ha dimostrato la conferenza stampa di ieri del tecnico toscano, occupata in larga parte dall’argomento Champions. Inevitabile.