Moby Dick - Juventus, per la porta spunta Victor Valdes. La vittoria con il Milan riapre il dilemma degli esterni

Al di là della comune dialettica sull'importanza di possedere dei boxeur fra le fila di una squadra di calcio, con tanto di riferimento al gancio di Mexes, la vittoria casalinga della Juventus contro il Milan ha nuovamente donato sfumature rosee al bigio orizzonte bianconero dopo il sofferto pareggio contro il Galatasaray. Troppo sfortunata per esser vera, quella squadra ammutolita da un undici turchi agguerriti quanto accompagnati dalla buona sorte. Contro il Milan, la rete siglata dopo soli trenta secondi avrebbe steso una tigre, figurarsi una zebra zavorrata dalle fatiche e dalle delusioni di Coppa. Eppure, come sempre accade dalle parti di Vinovo, la determinazione di un gruppo granitico ha saputo andare oltre la comune soglia della sfortuna.
Il pareggio di Pirlo, degno di un romanzo per la sua genesi, e la grinta mostrata per tutto il resto dei novanta minuti rappresentano l'eco di un ruggito per troppe volte strozzato in gola. Con un Milan attento e fortunato sulle conclusioni di Quagliarella, Asamoah e Chiellini. Dopo aver metabolizzato la vittoria, in una analisi di concetto ben piu' ampia di quella offerta nell'immediato dopo partita, è persino possibile analizzare, e concentrarsi, sugli errori compiuti in occasione della prima rete, quella in perfetto stile flipper, dei rossoneri. Con Padoin colpevolmente "alto" sulla linea dei difensori ed Asamoah, al contrario, schiaccianto verso il "basso" a due passi da un Buffon non propriamente reattivo sullo slancio, con riflessi, lignei, degni di un gatto imbiancato ed abbacchiato. La seconda sbavatura, giunta circa novanta minuti dopo, ha invece ridimensionato la prestazione di Pogba. Il centrocampista francese ha alterato gli equilibri della partita, offrendo una maggiore aggressività sulla fascia destra sino a quel momento non adeguatamente sfruttata. Cincischiare con il pallone fra i piedi, a ridosso dell'area di rigore, a soli cinque minuti dal termine di una gara non è concesso in nessuna categoria ed in nessuna latitudine. Figurarsi a Torino, dove si è soliti badare al sodo.
Sbagliare a poco più di venti anni rappresenta talvolta una necessità, quasi un dovere. Farlo a piu' di trentacinque primavere inizia invece ad esser un vizio piu' di un vezzo. Che Gigi Buffon non sia piu' quel leggendario portiere capace di incidere, positivamente, sul risultato di una partita, è oramai assodato. Gli errori con il Chievo Verona e la scarsa reattività mostrata in occasione delle reti subite con Galatasaray sarebbero persino potuti costare qualche punto in meno, con buona pace degli affezionati cronici. Fra le varie opportunità di mercato, nell'ottica di un rafforzamento continuo e costante necessario a certi livelli, non è da escludere una riflessione ben piu' approfondita al termine di questa stagione. Perchè, in fondo, è giusto esser riconoscenti ma anche onesti con se stessi. Da Barcellona, ad esempio, a fine anno partirà il fedelissimo Victor Valdes, estremo difensore spagnolo classe 1982, dopo una vita trascorsa al Camp Nou.
Un intermediario spesso e volentieri interpellato dai bianconeri, e già protagonista di un paio di operazione in uscita, avrebbe sondato la possibilità di un trasferimento a Torino del portiere. In Piemonte, dato non trascurabile, Valdes avrebbe l'occasione di conquistare altri trofei dopo le straordinarie vissute in Catalogna. In un valzer di portieri che potrebbe portare, come peraltro già trapelato, lo spagnolo Reina al Barcellona. In quel caso per Buffon potrebbero aprirsi le porte di un ricco trasferimento all'estero, con il Real Madrid di Ancelotti sempre pronto ad accoglierlo ed a coccolarlo pur con qualche ruga in piu' sulla fronte. Senza dimenticare l'ipotesi Arsenal...
I VIDEO DI ALVISE CAGNAZZO
http://www.youtube.com/user/wlarai?feature=results_main
CHI E' ALVISE CAGNAZZO - Alvise Cagnazzo (1987) è nato a Bergamo e vive a Bari. Giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo, è il più giovane vincitore del premio “Miglior giornalista di Puglia” sezione carta stampata -sport, istituito dall’Odg. È autore dei libri “Tutti zitti, parlano loro”, (2007), “Semplicemente Rafa” (2010) e, “Montero, l’ultimo Guerriero (2010) e, sempre per Bradipolibri, "Antonio Conte, l'ultimo gladiatore" (2011). Ha collaborato con Carlo Nesti. Ha condotto, per centosessantaquattro puntate, il programma televisivo “Parliamo di calcio”, in onda su Rtg Puglia in prima serata. È firma di Calcio2000, mensile nazionale e internazionale fondato da Marino Bartoletti, diffuso in trentadue paesi. Collabora con il giornale “Puglia”, fondato da Mario Gismondi, ex direttore del “Corriere dello Sport”. Collabora con “Il Riformista”. Editorialista per “Tuttojuve.com con la rubrica Moby Dick”. Ha partecipato come opinionista tv a “Quelli che il calcio” su Rai 2 e “La giostra dei Gol” su Rai International.