Marotta a Gazzetta: "Bisogna trovare giocatori duttili e polivalenti. Riporteremo alcuni giovani a Torino"

Marotta a Gazzetta: "Bisogna trovare giocatori duttili e polivalenti. Riporteremo alcuni giovani a Torino"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 5 aprile 2014, 09:07Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Beppe Marotta ha parlato alla Gazzetta dello Sport parlando com Marco Iaria parlando di mercato: "Quest’anno, è probabile che la perdita di bilancio sia superiore all’anno scorso. Comunque, bisogna trovare giocatori duttili e polivalenti per il progetto, che può prevedere la possibilità di utilizzare più moduli. Abbiamo investito in questi anni su diversi giovani che si stanno mettendo in mostra in giro per l’Italia. Faremo in modo di riportare dentro alcuni di loro. 

Giovani:  "Si deve migliorare, educando i tifosi del domani. Un compito che riguarda la famiglia, la scuola, il club. La Juve ha istituito il liceo sportivo per modulare impegno calcistico e scolastico ed evitare abbandoni. Tra i progetti segnalo «Gioca con me», in collaborazione con l’Unesco. La formazione delle nuove generazioni deve essere in cima all’agenda. I talenti esistono anche in Italia, come dimostrano i risultati delle nazionali giovanili. Mentre in Germania e Spagna il gap tra le grandi e il resto delle squadre è incredibile, da noi si fa fatica ogni domenica. Questo non ti consente di far esordire i giovani, anche per le pressioni di tifosi e media. Il progetto delle seconde squadre, propedeutiche alla crescita dei talenti, è portato avanti da tempo dalla Juventus. Consente, peraltro, di avere una metodologia di allenamento unificata alla prima squadra e di far crescere gli allenatori, com’è successo al Barcellona con Guardiola. Purtroppo nelle categorie inferiori, dove c’è un eccesso di squadre professionistiche, vedono male questo progetto..."

Scuffet: "Si vede che Scuffet è bravo, ci sono tutte le premesse perché diventi il Buffon del futuro, anche grazie agli insegnamenti del maestro Lorenzo Di Iorio, il preparatore dei portieri dell’Udinese. Ma considerarlo oggi un fenomeno è un azzardo. Noi, per esempio, abbiamo un giovane bravo come Leali che sta giocando in B. Bisogna avere pazienza coi giovani".

Super lega: "No, non se ne vede neanche l’ombra. Semmai bisognerebbe armonizzare le coppe europee: c’è troppo divario tra Champions ed Euro- pa League, è necessario rendere più appetibile l’ex Coppa Uefa". 

Campionato italiano: "Da qualcuno è stato definito poco allenante, dal punto di vista dello stress e delle motivazioni è altamente allenante. A Catania, nonostante ci fosse una differenza di 55 punti tra noi e loro, hanno giocato la partita della vita. La differenza con l’estero sta qui, nelle difficoltà che le big incontrano quando giocano con le provinciali. La Serie A a 18 squadre  allenterebbe il calendario e i giocatori sarebbero meno affaticati". 

Moviola in campo: "La Juve è fortemente contraria alla moviola in campo: snaturerebbe il gioco del calcio, che si fonda sulla continuità dell’azione. Peraltro le immagini della tv non sempre stabiliscono la verità. La tecnologia sarebbe utile sul gol-non gol". 

Lo stadio e gli sponsor: "Lo stadio è nato così e rimarrà così. Gli attuali 41 mila posti sono la dimensione perfetta: abbiamo spesso i soldout e una media di riempimento di oltre il 90%. Nel 2015 verranno rinnovati diversi contratti: inizieremo per esempio la partnership con Adidas. Il presidente Agnelli sta lavorando nel migliore dei modi su questo fronte, anche in Lega si è esposto per valorizzare al massimo i diritti televisivi. Certo, c’è pure da dire che con la Legge Melandri le big guadagnano meno di prima, e nonostante ciò il divario con le medio-piccole è sempre lo stesso... Comunque, è vero che l’aumento dei ricavi potrà consentire maggiori investimenti. Il segreto è coniugare l’optimum sportivo con quello aziendale. Vogliamo alzare l’asticella, ma bisogna aumentare la potenza di fuoco attraverso l’incremento del fatturato. Col Real che fattura 520 milioni, il Barcellona 480, il Bayern 430, è evidente la loro superiore capacità di investimento. È necessario, poi, che la squadra cresca in esperienza".