LIVE TJ - DYBALA in conferenza: "Ho iniziato a fare gol a 2-3 anni. Grande rapporto con Gonzalo. Mi alleno con i difensori più forti e so come affrontare gli altri"

LIVE TJ - DYBALA in conferenza: "Ho iniziato a fare gol a 2-3 anni. Grande rapporto con Gonzalo. Mi alleno con i difensori più forti e so come affrontare gli altri"TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 25 novembre 2016, 15:12Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Paulo Dybala è il protagonista del primo “Junior Reporter” della stagione. Il talento argentino, infatti, sta rispondendo alle domande di alcuni fortunati giovani giornalisti in erba, tutti Junior Member in età fra i 5 e gli 11 anni, seduti al posto dei veri giornalisti nella sala stampa del Media Center di Vinovo. Tuttojuve.com vi riporta integralmente e in tempo reale le dichiarazioni della Joya:

Qual è stato il tuo primo gol da bambino? Cosa hai provato?
"E' difficile...  non è facile da ricordare, però una delle cose che mi ricordo è che davanti a casa mia, con i miei fratelli, abbiamo disegnato una porta sul muro di casa; mamma e papà quando hanno visto che abbiamo graffiato tutta la casa ci volevano ammazzare. Lì ho cominciato a fare tanti gol con i miei fratelli, avevo circa 2-3 anni".

Se tornassi indietro, cosa faresti di diverso per diventare ancora più forte?
"E' bello perchè i giornalisti in generale fanno sempre le stesse domande, qua ci sono domande totalmente diverse alle quali non avevamo mai risposto. Una cosa che mi piacerebbe fare è migliorare con il destro, perchè non sono tanto capace come con il sinistro. E anche un po' la forza fisica in palestra, che ho cominciato a fare qua alla Juve. In Argentina e quando sono arrivato a Palermo la facevo poco".

Cosa devo mangiare per diventare forte come te?
"A questa età devi mangiare tutto quello che vuoi, cioccolati... sono le cose più belle. Poi quando arriverai ad allenarti, quando sarai più grande e il tuo corpo ne avrà bisogno, dovrai mangiare meglio, fare il sacrificio di lasciare queste cose che ti piacciono di tutti e che piacciono a tutti, come i dolci, la Coca Cola, queste cose che ho lasciato io, per sentirti meglio in campo fisicamente. Adesso devi mangiare tutto come facevo io, perchè fino a 15 anni ho mangiato tutto, patatine fritte... tutto. Per fortuna poi è andata bene. Dopo i 15 anni, passavano gli anni, un anno lasciavo la Coca Cola, un altro anno lasciavo le patatine fritte e le altre cose".

Quando entri in campo ti senti agitato? Cosa fai per non pensarci?
"Non è facile perchè da quando usciamo dall'albergo e saliamo sul pullman fino allo stadio, ci sarà mezz'ora che comincio già a immaginarmi la partita, quindi comincia da lì non solo da quando entro in campo. Poi per fortuna faccio quello che mi piace, quindi una volta che entro in campo sono con la testa tranquilla perchè so che devo entrare e dare il meglio di me come ho preparato durante la settimana".

Qual è il giocatore più burlone della Juve?
"Ce ne sono tanti, Dani Alves è uno, Gonzalo Higuain, Asamoah, è un bel gruppo. Per fortuna siamo tutti allegri, ci divertiamo dentro lo spogliatoio e questo fa un grande gruppo. Questo si vede in campo. I nomi che mi chiedi sono quelli, Dani Alves, Higuain, Evra, Gigi, Bonucci, Chiellini un po' meno, però tutti sono divertenti".

Giocheresti una partita con noi bambini?
"Certo, perchè no. Sarebbe bello, mi sa che mi hai dato un'idea per la prossima volta. Faremo un allenamento".

Quando perdi una partita, poi negli spogliatoi ti metti a piangere?
"Una sola volta mi è successo, in Argentina, dopo aver perso una finale. Avevo 17 anni, però poi non mi è mai capitato. In quel momento era tanta la voglia di vincere e dopo aver perso sono entrato nello spogliatoio e ho cominciato a piangere. Poi per fortuna le altre finali che ho giocato qua le ho vinte, quindi non ho dovuto più piangere".

A scuola non ci fanno giocare con il pallone. A te capitava?
"Capitava anche a me, perchè quando c'era l'intervallo noi volevamo giocare sempre a pallone con gli amici, ma rischiavamo di fare male ad altri ragazzi e quindi ci toglievano la palla subito".

Quando abbiamo trovato la palla, "io mi sono fatto sangue".
"Eh, capitava anche a noi".

Come fai a battere le punizioni così fantastiche? Potresti venire a fare due tiri per il mio compleanno?
"Ce l'hai la porta? Ok, se la facciamo io vengo. E' questione di allenamento, non è mai facile. Tante volte rimaniamo anche dopo l'allenamento per allenarci sulle punizioni perchè in partita tante volte sono fondamentali per sbloccare magari una partita chiusa dove serve una vittoria. Per fortuna è una delle mie qualità, l'ho allenata tantissimo in Argentina, a Palermo e lo faccio anche qua alla Juve. Ho anche tanti compagni che hanno questa qualità di calciare bene e guardandoli si impara".



Cosa provi, così giovane, ad essere un idolo e un esempio per tanti bambini come me?
"Non lo so, non è facile rispondere. Mi fa piacere perchè è bello sentire da ragazzi così giovani come voi queste parole, io cerco sempre di dare il meglio di me, dentro il campo come fuori, perchè oltre un campo di calcio c'è una vita. Ho imparato da grandi giocatori, vedevo tanti grandi giocatori quando ero piccolo come voi, avevo il sogno di essere come loro e per fortuna ci sono riuscito. Ora cerco io di dare il buon esempio per i ragazzi che stanno crescendo".

C'è un compagno di squadra con cui ti trovi meglio? Quale idolo hai tra i giocatori del passato della Juventus?
"In questo momento sono troppo vicino a Gonzalo Higuain, siamo argentini, viviamo vicini e condividiamo tanto tempo insieme. Il fatto di andare in Nazionale ci ha fatto avere un'amicizia più grande e il rapporto che abbiamo in campo è quello che abbiamo anche fuori. Un idolo che guardavo della Juve... ne avevo due... uno era Del Piero e l'altro Pirlo".

Qual è stato il tuo primo ruolo da piccolo? Come hai fatto a diventare attaccante e a trovarti così bene?
"Il mio primo ruolo... facevo l'attaccante a sinistra, perchè giocavamo con tre punte. Poi con il tempo, è cambiato il modulo, ho cambiato ruolo tante volte, ho fatto la prima punta, anche il trequartista. Ho avuto la possibilità di giocare in tanti ruoli e da metà campo in avanti mi trovo bene in qualsiasi posto".

Cosa ti diceva tua madre quando rompevi qualcosa a casa col pallone?
"Le piante soprattutto... in quel periodo mia mamma si arrabbiava perchè, come dicevo prima, con i miei fratelli giocavamo nel giardino di casa e tutte le piante erano distrutte, perchè giocavamo tutto il giorno. Quindi o ci portava al campetto o ci portava in piazza, da qualche altra parte a giocare, perchè dopo un mese non ce la faceva più a cambiare tante piante".

Ho sette anni e ho iniziato da poco a frequentare la scuola calcio. Tu a che età hai iniziato a frequentarla? Puoi darmi dei consigli?
"Io ho iniziato a 4 anni a giocare per una scuola calcio del mio paesino, eravamo in cinque, eravamo i più piccoli e non ci arrivavamo a fare la squadra quando mancava qualcuno. Però penso che adesso tu sei ancora giovane, i consigli che ti darei io sono... di fare quello che ti piace, di essere felice, se ti piace giocare a pallone devi giocare per felicità non per altre cose. Poi quando sarai più grande avrai altri pensieri e altri obiettivi, però penso che adesso sei giovane e devi fare quello che ti piace".

Cosa hai provato quando hai sentito urlare la prima volta il tuo nome allo Juventus Stadium?
"E' stata un'emozione molto grande, me la ricordo perchè è stato il rigore contro l Chievo, abbiamo pareggiato 1-1, non c'era lo stadio pieno perchè quella volta mancava la Curva, ma è stata un'emozione molto grande, mi è piaciuta tantissimo e per fortuna poi ho potuto sentirlo tante volte".

Che cosa pensi quando fai un gol?
"La prima cosa a cui penso è mio papà, tutti i gol che faccio li dedico a lui, quindi la prima cosa che mi viene in mente è lui. Poi in quel momento arrivano i miei compagni e cerco di festeggiare con loro e con la mia famiglia che è allo stadio a vedermi".

Da piccolo i tuoi genitori ti stressavano quando dovevi fare i compiti?
"Sì, io sono arrivato in Prima Squadra in Argentina quando avevo 17 anni, dovevo fare il ritiro, mia mamma non sapeva se lasciarmi andare perchè io stavo finendo la squadra, la supplementare, però ci hanno pensato i miei fratelli, hanno tenuto mamma tranquilla e mi hanno lasciato andare. Poi è andato tutto bene. Ma dal primo anno di scuola, fino all'ultimo, tutti gli anni mi minacciavano che se non andavo bene a scuola non andavo neanche a calcio".

Se incontri un difensore più grosso di te hai paura? Ti fanno paura i difensori grossi?
"No, perchè penso che dentro il campo per fortuna c'è l'arbitro che ci difende un po'. A volte un po' meno, le botte fanno un po' male, però fanno parte del calcio. Per fortuna gioco con i difensori più forti d'Italia, quindi gli altri che trovo so come affrontarli perchè mi alleno con i più forti".

Perchè non ti crescono i peli? 
"Penso venga dalla famiglia, perchè ho un fratello di 32 anni che ha un po' di barba, ma non ha la barba come Higuain o come tanti dei miei compagni. Penso sia una cosa di famiglia, neanche mio papà ne aveva. Preferisco così, non voglio avere la barba, se posso fino a 30 voglio restare senza".

Ti piaceva andare a scuola? Quale era la tua materia preferita?
"No... (ride, ndr). Non mi piaceva andare tanto, quello è un periodo che capita a tutti, ma logicamente la mia famiglia mi obbligava, quindi dovevo andare. Quando entravo a scuola però trovavo i miei amici, i miei compagni e la giornata diventava più divertente. Quello che non mi piaceva era svegliarmi per andare a scuola, mi piaceva dormire. Poi quando arrivavo a scuola passava".(trascrizione redazione Tuttojuve.com)

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