ESCLUSIVA TJ - Giovanni Cobolli Gigli: "C'è sempre San Buffon. Superiori al Milan, in campionato secondi o terzi perchè senza Champions ci sarebbero problemi. Sul 2006..."
La Redazione di Tuttojuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli per parlare del momento bianconero e non solo:
Buongiorno Giovanni, come giudica fin qui la Juventus?
"Vedo la Juve meglio di qualche settimana fa, perchè la sorte ha portato la vittoria all'ultimissimo minuto con il Torino che ha ricaricato la squadra e ha fatto gioire i tifosi. Con il Borussia i bianconeri si son comportati in maniera decente - tranne i primi venti minuti - in particolare nel secondo tempo. Dovrei nominare tanti giocatori, ma c'è sempre San Buffon. Anche nell'ultima partita è andata in svantaggio ed è riuscita a recuperare, quindi credo che il tessuto della squadra sia migliorato. Qualche problema lo noto in difesa, il centrocampo inizia a creare consistenza e ha ottimi giocatori, Marchisio per primo, poi naturalmente Pogba che è un fuoriclasse, Khedira è un giocatore che può dare garanzie e Cuadrado mi piace molto".
E l'attacco?
"Lo vedo meno bene. Ci sono giocatori di grandi capacità tecniche e di grande potenzialità, ma forse alcuni sono utilizzati in posizioni di campo che non gradiscono come Morata che gioca a sinistra. Mandzukic ha dimostrato di partecipare di più all'azione e svolge il ruolo dell'attaccante che deve riprender la palla e deve difendere, ma secondo me l'attacco deve esser più pungente. Inoltre vedo pochi tiri in porta. Adesso è rientrato Lichtsteiner e con Cuadrado ci sono migliore potenzialità offensive, forse bisognerebbe calibrare meglio i corner o i cross. Bisogna allenare i giocatori a tirare più rigori e più calci di punizioni perchè l'ultimo Pirlo, anche se un po' stanco, non ne sbagliava una. I calci da fermo sono una dote importante da poter sfruttare e credo sia molto importante perchè ultimamente non abbiamo ottenuti i risultati sperati. L'attacco ha grandissime potenzialità ma fa ancora molta fatica, ma in conclusione rimango fiducioso".
La pausa delle Nazionali potrebbe comportare fatica a livello fisico?
"Spero che questo intervallo internazionale non comporti troppi sacrifici e troppi viaggi ai calciatori bianconeri. Meno ci vanno e meglio è. Potrebbe essere l'occasione adatta per Allegri di poter rodare ancora meglio alcuni schemi della squadra, ma ultimamente la Juve ha trovato miglior armonia".
Come vede la Juve in Europa? Secondo lei in campionato può rientrare nel giro scudetto?
"Non ci possiamo lamentare in Europa. Credo abbiamo la grinta sufficiente anche quando giochiamo in 10 in casa degli avversari. La Juve può ritornare a lottare per i primi tre posti, non per il primo ma almeno per il secondo o il terzo. Se non fosse così, la formazione bianconera che ha un equilibrio economico che si basa sugli incassi importanti della Champions avrebbe dei problemi. Le altre? L'Inter, sia che faccia o non faccia un gol, vince molte partite e questo è un fatto. Napoli, Fiorentina e Roma stanno portando avanti un ottimo gioco. I viola al momento sono la squadra che giocano meglio, i partenopei sono la squadra più determinata e Higuain è una sorpresa; la Roma gode di un grandissimo regalo: ritrovarsi il Gervinho pericoloso di due anni fa che la dirigenza voleva vendere senza l'autorizzazione di Garcia".
Che sfida si aspetta con il Milan?
"La Juve giocherà in casa e il fattore in campo non è indifferente. Mihajlovic deve cercare di dimostrare di aver fatto dei passi in avanti e l'ultimo turno ha arrestato la striscia vincente, mentre la Juve non può più perdere occasioni. Sarà una partita giocata, molto tesa. L'attacco del Milan è pericoloso perchè ha buone individualità, per cui mi auguro che i nostri difensori siano in forma e tranquilli per poterli gestire bene. Ultimamente ho visto un po' nervoso Chiellini che stimo tantissimo. Negli altri settori, secondo me, il centrocampo della Juventus è nettamente superiore a quello rossonero e mi aspetto dai bianconeri una vittoria - non perchè sono tifoso - di prospettiva perchè così prosegue la rincorsa verso le prime".
Quale fu il suo primo pensiero quando venne nominato presidente della Juventus?
"Lo considerai un onore superiore a quelle che erano le mie qualità perchè andai a ricoprire la poltrona che era stata gestita, in primo luogo, dall'avvocato e dottor Agnelli e poi da persone di grandissimo livello. Entrai quando ci fu il primo processo sportivo che non ci mandò in Serie C anche per un intelligente uscita dell'avvocato Zaccone, non capita quasi da nessuno, che rispose ad un giudice in maniera tale da evitarci quella che adesso si chiama Lega Pro. Alla fine la Serie B piacque a tutti: piacque ai tifosi di quelle piccole città che avrebbero dovuto affrontare la Juventus, piacque ai giocatori bianconeri che dopo un po' si divertirono. Giocatori? Come Buffon e Del Piero, che venivano pagati quello che meritavano e giocavano, in un certo senso, in un campionato che li dequalificava. Vincemmo ad Arezzo con qualche giornata d'anticipo e con Del Piero capocannoniere, poi vissi altri due campionati - dove andammo due volte in Champions - dove c'era l'Inter di Mourinho. Il bilancio dal punto di visto sportivo ed economico fu positivo, perchè noi chiudemmo con l'utile di quattro milioni il terzo anno grazie agli introiti derivanti dalla Champions League".
Amauri, nell'estate 2008, nelle vostre intenzioni era l'attaccante da venti gol?
"Parto un po' da lontano per rispondere alla domanda. Noi acquistammo Diego che in quel momento era uno dei giocatori più osservati e più desiderati d'Europa. Le prime partite le giocò molto bene, ma poi ebbe dei piccoli problemi. Acquistammo Felipe Melo che si è rivelato un calciatore grintoso con un carattere simile a quello attuale, ha giocato nel Galatasaray e adesso è nell'Inter. E' apprezzato ma deve essere un po' più calmo nell'animo. Amauri fu un calciatore desiderato da Ranieri, ci capitò l'avventura di andare a Palermo e di beccare due gol molto belli - di cui uno di testa -. Non credo lo fece apposta, anche perchè ebbe la miglior vetrina per potersi mettere in mostra. Lo pagammo una cifra rilevante e se guardiamo alla sua carriera, quando ero a Torino, era un attaccante molto possente che contribuì ad un 4-2 sul Milan all'Olimpico, poi per una serie di motivi che non so è calato. In un arco di medio lungo periodo fu un investimento molto elevato per quelli che furono i risultati; così come si ricorda Iaquinta che, per un po', fece delle prestazioni ottime come quella di Roma nel gennaio 2009. Poi si spense. Quella squadra, sulla carta, con Diego e Felipe Melo aveva delle potenzialità, ma poi questo successe solo relativamente".
Le risultano contatti, in quel periodo, con Rafinha e Suarez?
"Non ne so assolutamente nulla. C'era Secco che andava in giro e ne parlava con il responsabile dell'area tecnica, Jean Claude Blanc, e se la candidatura diventava reale iniziavo a conoscerne anche io. In quel caso non seppi nulla. Magari ci sono state delle parole, delle chiacchiere, ma non a livello tale per diventare un progetto definibile".
Si ringrazia Giovanni Cobolli Gigli per la cortesia e la disponibilità dimostrata.
Sei d'accordo con le sue parole? Parlane con Mirko Di Natale su Twitter.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore: TMW NETWORK s.r.l. - P.I. 02210300519
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208
