Gli eroi in bianconero: Stephen APPIAH

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
 di Stefano Bedeschi  articolo letto 1796 volte
© foto di Federico De Luca
Gli eroi in bianconero: Stephen APPIAH

Nasce ad Accra, in Ghana, il 24 dicembre 1980; sbarca, a soli diciassette anni, in Italia e nell’Udinese, Parma e Brescia da prova di grandi qualità atletica e di ottima visione di gioco. Un centrocampista tosto, con piedi buoni e capacità di contrastare come di inventare. Approda alla Juventus “lippiana” nel 2003, mettendosi in mostra, sin dalle prime amichevoli estive. Purtroppo per lui, la squadra fatica a riproporsi sui livelli delle due stagioni precedenti e anche Stephen, pur giocando parecchio, alterna momenti buoni ad altri incerti. Il bilancio stagionale è comunque di trenta partite e un goal, alla Sampdoria, nel congedo casalingo. È l’estate 2004 il momento migliore della stagione di Appiah; capitano della Nazionale ghanese impegnata alle Olimpiadi di Atene, Stephen gioca un torneo su livelli altissimi, rivelandosi come uno dei massimi talenti dell’Olimpiade e si guadagna, così, la conferma in bianconero alle dipendenze di Capello.
La concorrenza del nuovo acquisto Emerson non lo aiuta, però, a trovare con continuità un posto da titolare, sicché il suo momento di gloria arriva nel finale di stagione; gioca, infatti, una grande partita nel 5-2 casalingo sul Lecce condito da un pregevole goal in contropiede e realizza un’altra splendida rete, nel commiato casalingo contro il Cagliari.
«Nei due anni di Juve sono stato benissimo, grande società, compagni fantastici, tutto bello. Ricordo che dopo il mio primo allenamento in bianconero andai a cena con Gigi Buffon, che già conoscevo dai tempi di Parma, e per prendermi in giro urlò: “Abbiamo il nuovo magazziniere tu che fai qua? Presentati!” ed io per tutta risposta replicai: “Amico invece di parlare a vanvera vai a farmi un’insalata senza pomodoro e cipolla, ma metti il tonno!”. Tutta la squadra scoppiò a ridere, anche mister Lippi e il direttore Moggi, ci divertivamo non poco».
Un degno congedo dai tifosi, prima di trasferirsi in Turchia, al Fenerbahçe; avrebbe dovuto essere il suo rilancio, invece va incontro a una serie incredibile di eventi negativi.