Gli eroi in bianconero: Marco STORARI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
 di Stefano Bedeschi  articolo letto 2315 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Marco STORARI

Pisano doc (essendo nato nella città della torre pendente il 7 gennaio 1977), cresce nel Ladispoli per poi trasferirsi al Perugia nel 1995. Dal capoluogo umbro parte un lungo girovagare che attraversa tutta Italia, con una puntatina anche nella penisola iberica, più precisamente nella squadra del Levante: resterà in Spagna solamente sei mesi, causa i problemi economici della società. Questo l’elenco delle città “visitate” dal buon Marco: Montevarchi, Ancona, Napoli, Messina, Milano (sponda Milan, con il quale vince la Champions League), Levante, Cagliari, Firenze, Milano (ancora il Milan), Genova (sponda blucerchiata). Le grandi parate con la maglia della Sampdoria, gli permettono di arrivare alla Juventus, nel giugno del 2010, che ha il problema di sostituire l’infortunato Buffon. L’esordio in maglia bianconera avviene il 29 luglio 2010, in Irlanda contro lo Shamrock Rovers, nella partita valida per il terzo turno preliminare di Europa League, vinta per 2-0 dalla Juventus.
La stagione bianconera è sicuramente molto negativa ma Marco è uno dei pochi a salvarsi dal grigiore generale. Il portiere pisano riesce sempre a trasmettere sicurezza alla propria difesa, attirando le simpatie dei tifosi bianconeri. Si conferma anche molto abile a parare i rigori, ne sa qualcosa il clivense Marcolini che vede il suo tiro dagli undici metri respinto, in Chievo-Juventus terminata 1-1.
Completamente ristabilito, Buffon riprende il suo posto fra i pali all’inizio del 2011 e Marco deve accontentarsi delle partite in Coppa Italia e di qualche presenza sporadica in campionato. Comunque sia, alla fine della stagione riesce ad accumulare trentuno presenze.
Comincia il trionfale campionato 2011-12 che vedrà la Juventus vincere lo scudetto da imbattuta. Buffon salta solamente un paio di partite (le due casalinghe contro Genoa e Fiorentina) e Marco difende la porta bianconera solamente in Coppa Italia. Resta la soddisfazione di raggiungere la finale, persa poi contro il Napoli. Nonostante le voci di mercato, Storari conferma la proprio volontà di rimanere a Torino, felice di indossare la maglia bianconera.
Solamente nove presenze nella stagione successiva ma per Marco c’è la soddisfazione di indossare la fascia di capitano in tre occasioni. Senza contare che c’è il secondo scudetto consecutivo da festeggiare. Tricolori che diventano tre nella stagione 2013-14, anche se le presenze si riducono ulteriormente: solamente otto, delle quali sei in campionato e due in Coppa Italia.
Trionfale è la stagione successiva: Marco ha la grandissima soddisfazione di alzare la decima Coppa Italia, conquistata da protagonista con grandi prestazioni. «Davvero tutto molto bello: conquistando la Decima siamo entrati nella storia. Continua la stagione super di un gruppo che ha grandi valori. Essere tra i protagonisti del successo, giocando da titolare l’intera competizione sino all’ultima sfida, ha avuto un significato speciale.  Inoltre, nel primo anno di Antonio Conte in panchina perdemmo proprio in finale contro il Napoli e quella sconfitta mi andò di traverso. Ecco perché vincere questa Coppa Italia è stato per me ancora più gratificante: la inseguivo da quattro anni».
Grandi prestazioni che si ripetono anche in campionato, nel poco spazio lasciatogli da Buffon. Una su tutte la partita di San Siro contro l’Inter, quando compie due parate sensazionali, salvando la vittoria bianconera. «È stata un’ottima prestazione di tutta la squadra. Ci tenevamo a far bene, anche se a livello di classifica contava poco, perché Inter-Juventus resta il Derby d’Italia. Ogni giocatore vorrebbe giocarlo ed io ho avuto questa preziosa opportunità. Alla fine la gioia è stata doppia: sarà una partita che ricorderò per tutta la mia vita».
Storari, al termine del campionato, decide di lasciare Torino e la Juventus e si trasferisce a Cagliari. Queste le sue parole di commiato: «È stato necessario qualche giorno per trovare le parole. Ed esprimere le sensazioni di questo momento. Gli ultimi cinque anni sono stati i più belli della mia vita privata e professionale. Anni di grande sacrificio e di grandi successi. Ma arriva sempre l’ora in cui bisogna fare delle scelte. Grazie a tutti quelli che hanno fatto sì che questi anni rimanessero nel mio cuore per sempre. I miei compagni, la società e i tifosi. Tutti quelli che mi hanno fatto sentire il loro affetto. La Juve sarà sempre la mia casa. Accolgo quest’altra sfida adesso. Credendoci sempre con tutta la carica che ho. Perché vincere, non è importante è l’unica cosa che conta».
Il saluto del sito bianconero: «Descrivere con un’istantanea cinque indimenticabili stagioni come quelle di Marco Storari alla Juventus è difficile. Proveremo pertanto a usarne due, distanti l’una dall’altra appena quattro giorni. La prima appartiene a Inter-Juventus, 16 maggio 2015: la Juve, già Campione d’Italia, si è portata in vantaggio negli ultimi minuti di gara con Alvaro Morata, ma i neroazzurri non ci stanno e provano l’ultimo arrembaggio.  Rodrigo Palacio arriva davanti al portiere e calcia rasoterra all’angolino basso, in corsa, da pochi passi. È una parata difficilissima. In un decimo di secondo il portiere si tuffa e respinge. Il pallone finisce però sui piedi di Icardi, che scarica in porta il tap-in, a botta sicura. Niente da fare, sulla sua strada c’è ancora quel portiere, che si allunga con un colpo di reni e manda il pallone in angolo, salvando porta e risultato. Questi è anche il protagonista della seconda istantanea, scattata quattro giorni più tardi all’Olimpico, sotto il cielo stellato di Roma: ritrae uno dei grandi veterani della Juventus che alza la decima Coppa Italia bianconera con l’entusiasmo di un ragazzino. Lo stesso con il quale ha sostituito, in tutti questi anni, il portiere più grande di tutti e con il quale ha condotto i bianconeri alla vittoria di un trofeo che mancava in bacheca da vent’anni. Quel portiere si chiama Marco Storari. Esperienza e classe da vendere, al suo curriculum da giramondo si aggiungerà ora un nuovo capitolo: dal prossimo anno Marco difenderà la porta del Cagliari, squadra che si è assicurata i suoi servigi per la seconda volta. I rossoblu arricchiranno la loro rosa con un campione capace non solo di dare sicurezza al reparto con prodezze che pochi altri, a questo punto della loro parabola sportiva, sarebbero capaci di compiere. Come, infatti, attesta quest’altra istantanea, la terza, se ce lo consentite, Marco è un trascinatore nato. Un leader vero, che fa parlare i suoi guantoni quando si tratta di sbarrare la strada agli attaccanti avversari ma capace di farsi sentire quando c’è da spremere ogni fibra del proprio corpo per raggiungere l’obiettivo più importante di tutti: la vittoria. Dopo cinque indimenticabili anni insieme passati a sudare, soffrire, vincere e trionfare, gli auguriamo ora di togliersi tante altre soddisfazioni nel corso della sua nuova avventura rossoblu. Grazie mille, Marco, e in bocca al lupo!»