Gli eroi in bianconero: Fabian CARINI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
 di Stefano Bedeschi  articolo letto 2279 volte
Gli eroi in bianconero: Fabian CARINI

Ragazzo di Montevideo classe 1979, all’alba del nuovo millennio è la stella nascente del calcio sudamericano, in un ruolo in cui sono pochi a eccellere veramente. Nazionale del suo paese a vent’anni, è paragonato a due mostri sacri del calcio uruguagio, come Máspoli (vincitore del Mondiale del 1950) e Mazurkiewicz, che ha difeso la porta della “Celeste” in ben quattro edizioni dei Mondiali. Carini è adocchiato dalla Juventus nel gennaio 2001 e rapidamente acquistato, per farne l’erede di Van der Sar. «La mia famiglia è di origini italiane – afferma il giorno della presentazione – e la Juventus ha sempre significato qualcosa di speciale per me; è un onore indossare questa maglia. Mi voleva la Lazio, mi ha corteggiato il Barcellona, la Roma è arrivata a un passo dal prendermi, ma io volevo la Juventus».
Anche se ha doti da vendere per cavarsela da protagonista nel nostro campionato, l’arrivo nell’estate successiva del più forte portiere del mondo in quel momento, Gigi Buffon, non giova alla sua causa.
Il giovane uruguagio trova, comunque, il modo di ritagliarsi attimi di gloria, soprattutto in Champions League (nella quale si toglie la soddisfazione di parare un calcio di rigore di Henry) e in Coppa Italia.
Nell’estate del 2002, è dato in prestito allo Standard Liegi, in Belgio, dove totalizza sessantuno presenze in due stagioni. Ritornato alla Juventus, è ceduto all’Inter, in cambio di Cannavaro. Alla corte neroazzurra, però, Carini ha pochissime occasioni di mettersi in mostra. In una di queste, si erge da protagonista, parando un calcio di rigore al messinese Amoroso (suo vecchio compagno alla Juventus), mantenendo intatta la sua fama di para rigori.
Le presenze in neroazzurro saranno solamente quattro e non gli andrà meglio l’anno successivo, a Cagliari, quando scenderà in campo solamente cinque volte. Nell’estate del 2007, si svincola definitivamente dall’Inter.