Gli eroi in bianconero: Alberto MARCHETTI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
 di Stefano Bedeschi  articolo letto 1998 volte
Gli eroi in bianconero: Alberto MARCHETTI

Era il rincalzo ideale che tutte le società avrebbero voluto avere; mai un muso lungo, una polemica o un mugugno, ma sempre la certezza di poter contare su un giocatore pronto per ogni evenienza. Non un giocatore qualsiasi, ma uno lineare, ordinato tatticamente, ottimo cursore dotato di buone doti tecniche, di un’eccellente visione di gioco e di un tiro particolarmente potente. Nato a Montevarchi, in provincia di Arezzo, il 16 dicembre 1954, dopo due stagioni con la Primavera bianconera e due ottime stagioni al Novara e all’Arezzo, entra a far parte della rosa di quella meravigliosa squadra che, nel 1976-77, conquista lo scudetto con cinquantuno punti e vince la Coppa Uefa. Quella Juventus è una compagine fortissima e completa in ogni reparto; è evidente che per un giovane, come Marchetti, non è facile emergere fra tutti quei campioni.
Così, dopo le sedici presenze messe insieme in quella stagione, Alberto comincia una lunga carriera che lo vede sempre titolare inamovibile in qualsiasi squadra giochi; sei anni al Cagliari, uno a Udine e tre ad Ascoli, per un totale di 283 presenze e ventuno reti, nei soli incontri di campionato. Non pago, a trentatré anni ritorna a Novara, in C2.
Marchetti, ha avuto la sfortuna di trovarsi alla Juventus nel momento sbagliato; si vedeva che era un ottimo calciatore, ma in quella Juventus non poteva giocare, perché Furino, Benetti e Tardelli erano fuori portata per il 99% dei centrocampisti del tempo (nel mondo, non solo in Italia).
A Cagliari disputò diverse eccellenti stagioni, al punto che Riva, allora dirigente della squadra isolana, lo definì il nuovo Benetti; probabilmente un'esagerazione, ma sicuramente, nel suo ruolo, era uno dei primi cinque italiani. Centrocampista centrale, buon incontrista, senso tattico sviluppato, discreta visione di gioco, dinamico; tutte qualità che lo portarono, in ben diciassette anni di onorata carriera, a disputare oltre 500 presenze da professionista.