Rota: "Il modello di calcio sostenibile del Borussia Dortmund"
In questa Champions League, il calcio del Borussia Dortmund è stato apprezzato dagli appassionati di calcio di tutto il mondo. L’ultima vittoria con il Real Madrid ha lanciato la squadra di Jurgen Klopp verso la finale di Wembley.
Dal punto di vista manageriale, il Dortmund è famoso per aver raggiunto il compito, apparentemente impossibile nel calcio, di combinare vittorie in campo con successo finanziario fuori. Nel 2011/12 il fatturato è aumentato del 42% raggiungendo un totale di 190 milioni di euro (undicesima posizione per ricavi nella Deloitte Football Money League), mentre l'utile ante imposte è salito a 37 milioni di euro.
Il Dortmund è dovuto risorgere dalle difficoltà finanziarie di alcuni anni fa, quando rischiò il fallimento. Nel 2002 il club, dopo aver sperperato i fondi raccolti con la quotazione in borsa, fu costretto a vendere addirittura il suo stadio “Westfalenstadion” ad un fondo immobiliare. La gestione poco oculata dei fondi raccolti dalla quotazione, aveva infatti portato ad acquisti di calciatori costosi e con stipendi elevati, che non consentirono tuttavia di partecipare in modo costante alla Champions League. Così facendo, il club si trovò in una situazione debitoria veramente critica. Il salvataggio arrivò grazie allo spirito dei suoi sostenitori, che tramite una campagna di sensibilizzazione chiamata "Siamo il Borussia" portarono la comunità di Dortmund, formata da cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, ad unirsi per sistemare le finanze del club.
Per ovviare alle difficoltà finanziarie, il club sottoscrisse un prestito bancario di 15 anni per 79 milioni di euro con Morgan Stanley, mentre il bilancio, nel 2006, fu puntellato con significativi aumenti di capitale, che permisero di ottenere una struttura del debito maggiormente gestibile a condizioni economiche migliori.
In particolare, il prestito con Morgan Stanley servì a pagare gli stipendi dei giocatori e a riacquistare le partecipazioni nella proprietà dello stadio, precedentemente vendute.
Il processo di ristrutturazione finanziaria si completò due anni dopo, in seguito alla firma di un accordo di marketing di 12 anni con Sportfive per 50 milioni di euro. Tale accordo consentì di rimborsare interamente, e molti anni prima del previsto, il prestito con Morgan Stanley. Il club ridusse così i propri debiti e liberò fondi per migliorare la propria competitività sportiva.
Il Borussia nel tempo ha imparato dai propri errori ed ha adottato un modello di business molto più sostenibile, che consiste in una strategia finanziaria basata sul principio over-riding, ovvero quello di "raggiungere il massimo successo sportivo senza indebitarsi." Come ha spiegato l'amministratore delegato Thomas Tress, l'attenzione è stata principalmente puntata sui giovani: "Abbiamo imparato che si deve investire nel settore giovanile, aggiungendo alla squadra giocatori giovani con un elevato potenziale ".
L’investimento relativamente a basso costo, di giovani giocatori promettenti, piuttosto che il costoso prodotto finito, è stato assistito dalla creazione, nel 2011, della BVB Academy, un moderno centro di formazione dove crescere giocatori di età compresa tra 19 e 23 anni. Anche da questo punto di vista le scelte dei giallo-neri stanno pagando: le giovanili del Dortmund oggi stanno sfornando talenti come Mario Götze, Marcel Schmelzer e di Kevin Grosskreutz, Mats Hummels e Sven Bender.
Con i due titoli consecutivi vinti nella Bundesliga 2011 e 2012 è giusto dire che oggi il club è riuscito a risorgere con successo dalle proprie ceneri. E chissà, forse la Champions League 2013, tornerà per la seconda volta nella Ruhr.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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