Gazzetta - Sacchi: "Ora Juve favorita assieme al Real. Ecco perchè pungolavo Allegri...."

 di Redazione TuttoJuve Twitter:   articolo letto 21419 volte
© foto di Giovanni Padovani
Gazzetta - Sacchi: "Ora Juve favorita assieme al Real. Ecco perchè pungolavo Allegri...."

"Ora la Juventus è favorita assieme al Real". Sono le parole di Arrigo Sacchi che danno il titolo a La Gazzetta dello Sport. L'ex ct azzurro, intervistato da Andrea Schianchi, spiega: "Perchè Juve favorita assieme al Real? Ha una società forte con idee chiare. Ha un allenatore capace, intelligente e concreto, e giocatori che interpretano bene lo spartito. Spesso ho criticato Allegri? Verissimo, l’ho pungolato perché sapevo che poteva dare di più. Prima era poco generoso in termini di spettacolo, troppo prudente. Faceva il minimo indispensabile, un gol e poi si chiudeva. Adesso ricerca il gioco, aggredisce. E poi ci sono cose che fanno capire che il salto di qualità è stato fatto. Prendiamo Higuain. Lo seguo da dieci anni, posso sostenere di conoscerlo abbastanza bene. Centravanti eccezionale, però non è mai stato un leader, un uomo­-squadra. Alla Juve, invece, grazie anche al lavoro che ha svolto con Allegri e ai consigli dei dirigenti, è diventato un uomo-squadra, un punto di riferimento per i compagni. Con Mandzukic, che non ha le stesse qualità tecniche ma è dotato di una forza incredibile, s’intende a meraviglia. Ripeto: questa Juve ha le carte in regola per arrivare fino in fondo. (....) Il Bayern è una squadra che non ha motivazioni feroci, per questa ragione non lo metto al livello della Juve e del Real. Nella Juve, ad esempio, ci sono giocatori che sanno di essere all’ultima possibilità della carriera e daranno l’anima per arrivare al traguardo. Quelli del Bayern, invece, mi sembra abbiano motivazioni normali. Però c’è Carletto... Di tutti i tecnici che conosco, e vi assicuro che ne conosco parecchi, lui è l’unico a poter far scoccare la scintilla nel gruppo (...) City? Guardiola sta seminando, però la Juve è superiore come tasso tecnico e come esperienza internazionale. E se alla fine saltasse fuori ancora l’Atletico Madrid di Simeone? «Non ci sarebbe da stupirsi. Squadra solida, quadrata, ottima in fase difensiva, meno brillante quando ha il pallone tra i piedi. Però è difficile da affrontare. Come ostico può risultare il Porto che la settimana prossima attende la Juve. Mica semplice, la sfida per i bianconeri. La cosa fondamentale è che mettano da parte la prudenza, pur mantenendo l’equilibrio tattico, e che giochino per il gusto di giocare e di divertirsi. La prudenza, alla lunga, è un segnale di pessimismo, e quando sei pessimista non riesci a esprimerti al massimo, non sei propositivo, fantasioso, imprevedibile. La Juve, invece, deve essere allegra, deve aver voglia di aggredire e di essere padrona del campo".