Burgnich: "L'Inter aveva già la squadra in grado di giocare alla pari di Roma e Juve. Prima c'era confusione, adesso s'è sistemata anche la società"

 di Redazione TuttoJuve Twitter:   articolo letto 6038 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Burgnich: "L'Inter aveva già la squadra in grado di giocare alla pari di Roma e Juve. Prima c'era confusione, adesso s'è sistemata anche la società"

Tarcisio Burgnich, ex difensore di Inter e Nazionale, ha parlato attraverso le frequenze di TMW Radio.

Cosa ricorda di Pascutti? “Era un grande attaccante. Furbo in area, appena lo perdevi di vista riusciva a colpirti alle spalle”.

Ventura l'ha inserita nel Best 11 della nazionale. “Ho visto, mi fa piacere. Ci sono dentro io, ma potevano starci anche tanti altri. Ha fatto una formazione dei suoi tempi, guardava quel gruppo. Al mio posto poteva starci benissimo qualche altro calciatore”.

Baggio è il miglior numero 10 di sempre? “C'era anche Rivera. Baggio dava il tocco finale all'azione, ma Rivera aveva il tocco finale ma anche quello da lontano. Rivera ti metteva sempre in condizione di fare gol”.

Benetti nella formazione all-time di Ventura? “Il ct ha inserito un combattente del centrocampo, per proteggere e dare aiuto alla fase difensiva”.

Torniamo all'attualità, come vede l'Inter di Pioli? “La solidità arriva sempre con la società, adesso c'è un ragazzo a fare il presidente. Quando c'è confusione, quando non c'è qualcuno che comanda, si creano problemi. Adesso c'è un presidente un po' più presente, la società ha bisogno di un elemento che aiuti l'allenatore. Altrimenti il tecnico si sente solo”.

L'arrivo di Pioli ha dato solidità alla squadra. “L'Inter aveva già la squadra in grado di giocare alla pari di Roma e Juve. Prima c'era confusione, adesso s'è sistemata anche la società. Quando si hanno 25-30 calciatori, tanti che non giocano e vanno in tribuna, nasce un problema. Senza un presidente che risolva la situazione, ci sono sempre problemi. Adesso s'è trovato un responsabile di tutta la situazione e la squadra riesce a fare risultato. De Boer non conosceva la situazione, Pioli conosce i calciatori e ha sistemato la squadra”.

L'arrivo di Gagliardini vuol dire che l'Inter torna a puntare sui giovani italiani? “Dopo il ko contro la Corea, ci furono tanti italiani di grande livello. Nel '68 vincemmo l'Europeo, nel '70 arrivammo in finale al Mondiale. Senza gli stranieri, i calciatori italiani riescono a crescere ed emergere”.

La nuova proprietà dell'Inter punta sui giovani italiani? “Sarebbe l'ora. Quando arriva un ragazzo straniero, che non conosce la situazione, non riesce a reggere la pressione. Una volta si puntava sui ragazzi della Primavera, la strada giusta è fare ancora così”.