La Gazzetta vede nel futuro: "Conte, guai grossi". Le accuse di Carobbio nei verbali. Ma... "Servono altri riscontri"
"Conte nei guai: 'Due partite combinate'". Puntuale come un orologio svizzero, all'antivigilia di un'altra partita importantissima, "La Gazzetta dello Sport" spara in prima pagina le "accuse molto pesanti" rivolte da Filippo Carobbio al tecnico bianconero. Accuse contenute nei verbali "che se ritenute credibili portano dritto a un capo d’imputazione da brividi: doppio illecito", sostengono sulle colonne della rosea FRANCESCO CENITI e ROBERTO PELUCCHI. Evidentemente la testata milanese prende per buone tutte le rivelazioni dell'ex giocatore del Siena, se arriva addirittura a titolare nelle pagine interne: "Conte, guai grossi". Ma d'altronde, i giornalisti della testata milanese sono abituati ad emettere sentenze con largo anticipo.
Fortunatamente fanno almeno notare che sotto la lente ci sono "due episodi riferiti alla passata stagione e questo mette al riparo da qualsiasi sorpresa la Juventus. Comunque vada a finire questa brutta storia, nessuno potrà muovere il minimo sospetto sulla società che ha appena trionfato in campionato".
Ecco le accuse contenute nel verbale di Roberto Carobbio e riportate stamattina da "La Gazzetta dello Sport".
LE ACCUSE - Le partite incriminate sono: Novara-Siena 2-2 e AlbinoLeffe- Siena 1-0. La prima chiamata in causa arriva per la sfida disputata il 30 aprile 2011. Carobbio fa mettere a verbale: «Ci fu un accordo per il pareggio e in effetti ne parlammo durante la riunione tecnica. Eravamo tutti consapevoli del risultato concordato, soprattutto al fine di comportarci di conseguenza durante la sfida. Lo stesso allenatore, Antonio Conte, ci disse che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l’accordo con il Novara. Non sono certo su chi si accordò per primo, ma Drascek venne nel nostro ritiro e ne parlò con Vitiello. Quello è stato il contatto iniziale, ma poi fu comunicato all’intera squadra e io ne discussi in campo prima del match con Bertani e Gheller, giocatori del Novara». Ancora più dettagliata e grave è la ricostruzione che porta, secondo Carobbio, al secondo illecito. Ultima sfida del campionato di B, il Siena già promosso è ospite dell’AlbinoLeffe in piena lotta per non retrocedere. Racconta il giocatore: «Al termine di Siena-AlbinoLeffe dell’8 gennaio 2011, l’allenatore in seconda, Stellini, chiese a me e a Terzi di contattare qualcuno degli avversari per prendere accordi sulla partita del ritorno, in modo da lasciare i punti a chi ne avesse maggiormente bisogno. Ne parlai con Garlini, un senatore dell’AlbinoLeffe, e Terzi che contattò Bombardini, entrambi mostrarono la loro disponibilità. Nel tardo pomeriggio, o in serata, del giorno prima della gara AlbinoLeffe- Siena del 29 maggio, ci fu un ulteriore incontro fuori dal nostro albergo del ritiro al Park hotel di Stizzano, in provincia di Bergamo. Vennero Sala, Passoni e Poloni, quest’ultimo collaboratore tecnico dell’Albino- Leffe, che s’incontrarono con me, Nando Coppola e un altro del Siena che non ricordo. In quell’occasione ci accordammo per dare i punti all’Albino- Leffe che ne aveva bisogno per andare matematicamente ai playout,machiedemmo di limitare la sconfitta a un solo gol di scarto, possibilmente 1-0. Sia per cercare di mantenere la miglior difesa, sia per evitare clamori per un risultato eclatante. In settimana si parlò molto tra società, calciatori e allenatore sull’accordo raggiunto. Qualcuno voleva vincere, nella speranza di arrivare primi e conseguire il premio previsto. Ma alla fine fummo tutti d’accordo, squadra e allenatore, nel lasciare la vittoria all’AlbinoLeffe». Il ruolo della società Carobbio punta il dito anche sulla dirigenza del Siena. A domanda precisa risponde: «Alla riunione tecnica partecipavano l’allenatore, il vice, il preparatore dei portieri e il collaboratore. E’ evidente che la società fosse al corrente degli accordi. Tutte le componenti partecipavano a questi discorsi. Ricordo di averne anche parlato con Daniele Faggiano, che è un dirigente, braccio destro di Perinetti».
Straordinaria la chiusura dell'articolo de "La Gazzetta dello Sport":
"Accuse pesantissime. Serviranno altri riscontri. La Procura li sta già cercando".
Insomma, tanto fango per nulla.
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