QUI LO DICO - Prima la Coppa Italia, poi il salto di qualità. Conte sa bene che per essere competitivi anche in Europa servirà l'aiutino da casa... Agnelli

QUI LO DICO - Prima la Coppa Italia, poi il salto di qualità. Conte sa bene che per essere competitivi anche in Europa servirà l'aiutino da casa... AgnelliTuttoJuve.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
venerdì 18 maggio 2012, 00:01Il punto
di Riccardo Zambon
Giornalista e autore di Agorà, in onda tutti i giorni alle 8 su RaiTre. In Veneto ha scritto per Il Gazzettino ma dal 2003 vive a Roma. Ha lavorato come autore anche a La7 (Omnibus), Rai Uno (Uno Mattina) e Sky. Twitter @ricczambon

In Italia Conte il miracolo l'ha fatto. Eccome se l'ha fatto. Ma per l'Europa non basta. Per la Champions League serve l'aiutino. Stavolta il top player va preso, sul serio. Anzi, probabilmente ne occorreranno due.

Certo, la rosa va ampliata, migliorata, riequilibrata sulla base dei due moduli - il 4-3-3 e il 3-5-2 - usati dal mister per quasi tutto il campionato. E quindi ben vengano gli Asamoah, i Verratti, un buon difensore che dia il cambio ai tre titolari. Ma serve altro. Che cosa? Prima c'è un punto da chiarire: quali saranno gli obiettivi della Juve dell'anno prossimo. Continuare a vincere, è chiaro. Concretamente, significa che la Juve riproverà a conquistare il campionato, approfittando anche del difficile momento di rifondazione di Inter, Milan e Roma. Ma ai tifosi interessa anche la coppa dalle grandi orecchie. In Champions, dopo una assenza durata troppo tempo, bisognerà puntare almeno ai quarti di finale. Tutto quello che dovesse arrivare in più sarebbe naturalmente ben accetto, ma quello è l'obiettivo. Un passo per volta, ma gli scalini in Europa sono piuttosto alti. E alto è il rischio di cadere.

E allora oltre alla punta (nelle ultime ore si parla insistentemente di Higuain, poi di Sanchez e solo in caso di "emergenza" del costoso Van Persie), servirà anche un altro innesto di grande qualità. Magari sulla fascia, dove il livello della rosa bianconera sembra buono ma non ancora da top-team.

Prima del futuro, c'è da pensare al presente. C'è una finale di Coppa Italia da vincere per continuare sulla strada iniziata con lo Scudetto. Riallacciamo il filo della memoria: la Juventus negli ultimi anni ha subìto troppe umiliazioni anche in questa competizione e non vince la Tim Cup dal 1995, da quando ancora non si chiamava così perché nemmeno c'era la Tim. Sarebbe la decima Coppa Italia della Vecchia Signora e le consentirebbe di primeggiare in Italia anche su questo (Juve e Roma sono ferme a 9 successi, dietro c'è l'Inter con 7). E stavolta senza stelle da dover difendere, senza "sul campo", senza equivoci o polemiche. Vinci e porta a casa, Conte sa come si fa.

 

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