VERRATTI a La Gazzetta: "Pirlo il più grande, lo studio in tv. Juventino grazie a mia mamma. Mi voleva il Milan, ma piansi..."
E' uno degli astri nascenti del calcio italiano: è Marco Verratti, centrocampista classe 1992 del Pescara ed ora anche della Nazionale maggiore di Cesare Prandelli, da tempo indicato come erede designato di Andrea Pirlo alla Juventus. Il talentino di Manoppello ha rilasciato una bella intervista al collega de "La Gazzetta dello Sport", Nicola Binda.
Verratti parla dei suoi primi passi nel mondo del calcio: "Il Pescara mi prese nel 2005 dal Manoppello per 5.000 euro, qualche pallone e 5 biglietti per vedere Pescara-Juventus in serie B? Sì, ma i biglietti dovevano essere 10....Tifo bianconero? Anche mia madre e mio fratello lo sono. Mio padre no, a lui il calcio non interessa. Il Pescara mi valuta 8 milioni? Queste sono cose che leggo sui giornali, non so quanto qualcuno potrebbe pagare per me. In quanti mi hanno scartato per l'altezza (è alto 1.69, ndr)? Tanti. All’inizio mi giudicavano solo per quello. Poi quando sono passato agli Allievi le cose sono iniziate a cambiare".
Con gli Allievi, Verratti vinse praticamente da solo una partita a Milano e il Milan voleva trattenerlo lì: "Sarei dovuto rimanere un giorno in più per fare le visite, ma mi sono messo a piangere e sono rientrato perché volevo tornare a casa e arrivare in prima squadra con il Pescara".
Da trequartista a centrocampista puro, per volere di Zeman: "A me era sempre piaciuta l’idea di cambiare posizione e, quando lui me l’ha proposto, i movimenti mi sono venuti subito naturali e ho pensato che questo è il ruolo che mi si addice di più.
Zeman mi diceva di fare meno colpi di tacco che sarebbe andato tutto bene, io mi sono fidato di lui e adesso posso dire che aveva ragione".
Il giovane centrocampista del Pescara non nasconde di ispirarsi ad Andrea Pirlo: "E’ il centrocampista più forte che c’è in Italia, forse al mondo. Lo guardo sempre in tv, cerco di imparare".
E l'anno prossimo potrebbe studiarlo ancor più da vicino, visto che la Juventus ha individuato in Verratti l'erede di Pirlo: "Sarebbe fantastico, ma ne parliamo a fine campionato".
L'attenzione di Marco, adesso, è tutta rivolta al Pescara, in corsa per la Serie A: "Ce la meritiamo, abbiamo sorpreso tutti, nessuno ci considerava. Abbiamo capito presto che eravamo forti, con le prime vittorie siamo partiti".
Nicola Binda gli fa presente che Roberto Mancini sarà domenica a Marassi per vedere la sua Sampdoria ma anche per scoprire Verratti e Insigne: "Non lo so, mi fa piacere. Io so solo che andremo a Genova per vincere, come facciamo sempre, perché con Zeman non si fanno calcoli: si gioca sempre per attaccare, per fare gol e per portare a casa il risultato. Che in questo caso vorrebbe anche dire promozione in Serie A".
Chiusura sull'inattesa convocazione in Nazionale: "All’inizio credevo che la convocazione fosse uno scherzo, ancora adesso non mi sembra vero. Me ne renderò conto dopo la partita di domenica, quando spero di poter andare a Coverciano. E lì cercherò di mettere in difficoltà Prandelli nelle sue scelte...".
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