Adesso, caro Beppe, non rovinare tutto

Adesso, caro Beppe, non rovinare tuttoTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 11 maggio 2012, 17:00Editoriale
di Massimo Reina

Le ultime parole di Beppe Marotta sul mercato bianconero hanno suscitato qualche perplessità tra molti tifosi, anche perché a questi ultimi sono tornate alla mente quelle frasi ripetute ciclicamente nel corso degli ultimi due anni dal Direttore Generale della Juventus.
Nell'ultima intervista, infatti, alla domanda su come si potesse rinforzare adeguatamente il gruppo a disposizione di Conte, egli ha risposto che la Juve ha vinto lo scudetto “grazie al gruppo e senza l’ausilio di  prime donne, ma solo di professionisti che hanno dato tutto, quindi bisognerà lavorare su questo principio per il futuro. Vogliamo migliorare il collettivo mettendo una o due ciliegine sulla torta. Valuteremo le opportunità di mercato che si possono conciliare con i nostri obiettivi e andremo a trattarli come abbiamo fatto l'anno scorso”. E fin qui, a seconda di come si interpretano le parole di Marotta, non ci sarebbe nulla di sbagliato o eclatante, anzi. Potrebbe significare che si cercheranno top player che siano tali sul campo e non fuori, con atteggiamenti arroganti o poco consoni allo stile Juventus e pericolosi per la serenità della squadra. Il timore però dei tifosi è che invece, con le sue parole, il dirigente juventino volesse tirare di nuovo fuori la storia del collettivo senza campioni, anticipando un mercato simile ai precedenti e senza dunque “botti”.
 

E allora attenzione, mettiamo le mani avanti: che questo concetto di gruppo non diventi l’alibi per non acquistare quei due fuoriclasse indispensabili per far compiere alla squadra il definitivo salto di qualità indispensabile per cimentarsi nell’Europa calcistica che conta, o per portare a Torino i soliti carneadi che nulla aggiungono a quanto di buono c’è già in organico.
Che nessuno, insomma, pensi di riproporre la tiritera sul collettivo che da solo fa la differenza. Sarebbe un madornale errore, da principianti. Fosse così squadre solamente ben organizzate come l’ottima Udinese di Guidolin vincerebbero il campionato ogni anno. Il Barcellona è invece, di contro, un esempio, come lo è anche in fondo la Juve attuale: senza Puyol, Xavi, Iniesta o Messi, oppure Pirlo, Buffon, Del Piero o Marchisio, sarebbe la stessa cosa?
 

Bene quindi esaltare la mentalità del gruppo e puntare sul gioco di squadra, ma che il tutto venga poi sublimato dalle giocate degli artisti del pallone, in grado quando la partita lo richiede di inventare la pennellata vincente.
Perfino un allenatore che ha sempre esaltato il gioco di squadra come Arrigo Sacchi ha più volte spiegato che sarebbe più opportuno per la Juventus comprare un calciatore che fa la differenza piuttosto che quattro buoni.
Quindi Marotta dovrà necessariamente realizzare due grossi colpi. Veri, però. Due top player, funzionali ovviamente al progetto di Conte, al suo modo di giocare e di intendere il calcio, ma top dovranno essere. Un Drogba a parametro zero, giusto per fare un esempio, fuoriclasse che a dispetto dell’età è integro e ancora in grado di fare la differenza, potrebbe consentire al DG bianconero di utilizzare il grosso del budget per un secondo grande acquisto in difesa (Vidic?) o sempre in attacco (Di Maria? Jovetic?).
 

Il lavoro del dirigente bianconero non sarà facile, questo è chiaro, ma se vuole fare bene e mettere nel contempo a tacere coloro che lo accusano di non essere adeguatamente esperto a certi livelli e dunque non adatto al ruolo  di Direttore Generale della Juventus, allora non può non agire come appena descritto, poiché solo allora l’opera, e che opera, potrà dirsi definitivamente compiuta.