Dovrà essere la partita di Vucinic

Dovrà essere la partita di VucinicTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 22 febbraio 2012, 15:50Altre notizie
di Giancarlo Parisi

La partita con il Milan di sabato sera, oltre che il crocevia del campionato, rappresenterà anche un più che significatico banco di prova per Mirko Vucinic. L'attaccante montenegrino, finito negli ultimi tempi nel mirino delle critiche per la sua eccessiva sufficienza soprattutto in zona gol, sembra il solo sicuro di una maglia da titolare là davanti.

Come dare torto ad Antonio Conte. Del resto Mirko rimane, insieme a Pirlo e Del Piero, l'uomo di maggior classe della squadra. Magari troppo altalenante, ma dannatamente talentuoso. Ne dà prova pressochè in ogni gara con serpentine e partenze palla al piede che, troppe volte però, rimangono fini a se stesse.

La storia insegna, però, che proprio nelle gare decisive Vucinic decide di salire in cattedra, togliersi le ciabatte e diventare l'uomo in più. Fin dai tempi di Lecce, quando ancora giovanissimo si caricò sulle spalle la squadra salentina e con una formidabile tripletta alla Lazio, il 1 Maggio 2005, trascinò i suoi alla salvezza.

Non fu che la prima delle sue imprese. Il 4 Aprile 2007 è proprio un suo gol a decidere a favore della Roma la gara d'andata dei quarti di finale do Champions League contro il Manchester United di Rooney e Cristiano Ronaldo. La galleria di Mirko è lunga ed annovera scalpi di vittime più che prestigiose. Il Real Madrid ad esempio. Eliminato dalla Champions al Santiago Bernabeu proprio da un colpo di testa del montenegrino, o il Chelsea, annientato con una splendida doppietta all' "Olimpico" il 4 Novembre del 2008.

Ma la galleria d'arte Vucinic non si apre solo in Champions. Ne sa qualcosa lo stesso Milan che si vide colpire da  "zorro" il 27 Ottobre 2008 a San Siro e l'11 Gennaio 2009 all' "Olimpico" con una doppietta.

Non teme responsabilità e pressioni Mirko. Lo sanno bene i tifosi laziali di cui il centravanti rimane il peggiore degli incubi soprattutto dopo il derby del 18 Aprile 2010, quando, in una gara fondamentale per le speranze scudetto giallorosse, ribaltò il risultato con 2 gol in 10 minuti.

E poi ci sono le prime avvisaglie in maglia bianconera. La partita di andata contro i rossoneri fu un suo autentico show con giocate di sciabola e di fioretto che fecero ammattire la retroguardia di Allegri, mancò solo il gol, arrivato però nel secondo big match dell'anno in casa dell'Inter.

Isomma, Mirko è uno che sa come si fa, ed ora è giunto il momento di salire in cattedra e dimostrare la sua immensa classe.