SAN SIRO ESPUGNATO: CACERES 2 "IL RITORNO" DA URLO, ESTIGARRIBIA INESAURIBILE
Storari: 6,5
Per lunghi tratti delle gara avrà pensato, inoperoso, di essere stato precipitato in qualche dove della steppa siberiana. Ci pensa Ibrahimovic a scaldargli le mani con una punizione maligna nel secondo tempo, prima del gol di El Shaarawy sul quale il nostro non ha colpa alcuna. Sicurezza.
Caceres: 7,5
La seconda vita bianconera del gringo uruguaiano, parte, anzi, esplode in un tumulto di giochi pirotecnici. Chiamato a coprire tutta la fascia destra juventina, stantuffa senza soluzione di continuità, raccogliendo i frutti di tanto correre nel secondo tempo. Prima finalizza un'azione marchiata dai “tre nuovi” di Conte e poi dimostra di avere piedi sudamericani uccellando Amelia con parabola degna di un numero 10. Martin è decisamente tornato: capito?
Barzagli: 6
Inusualmente impreciso, si concede qualche sbavatura di troppo anche in disimpegno. El Shaarawy lo beffa con tunnel volante nel primo tempo: ricorderemo la giocata come una delle poche riuscite, quest'anno, ad un avversario del difensore bianconero. Titolo di merito per il “Piccolo Faraone”, non c'è che dire...
Bonucci: 6,5
Quandi ci vuole, ci vuole: bravo Leonardo. Piazzato come un cuneo nel cuore dello scudo difensivo juventino, gioca semplice spazzando lo spazzabile ed evitando quei fronzoli tentatori che lo hanno spesso esposto a brutte figure. Continuare così, please.
Chiellini: 6,5
Un po' bella statuina in occasione del momentaneo pareggio rossonero, quando lascia ad Ambrosini libertà eccessiva ed una torre aerea facile facile, salva un gol fatto, con sacrificio da kamikaze d'altri tempi sulla conclusione a botta sicura del suo nemico prediletto, Ibra il Grande. Partita tosta come da consuetudine: superarlo, di questi tempi, non è mica tanto facile...proprio no.
Estigarribia: 7
Giù il cappello davanti a questo indio dal naso da boxer. Corre per quattro, difende, attacca, suggerisce e conclude senza pause o meditazioni di sorta. Fosse un pizzico più preciso, sarebbe un marziano ma già così è un bel portento di esterno mancino. Lo riscattiamo, sì?
Padoin: 6,5
Mastino di razza bergamasca, si piazza armi e bagagli in mezzo al campo e da lì governa il cortile di competenza con mestiere, caparbietà e ringhi assortiti. Dà l'impulso decisivo all'azione del primo gol, spaccando il pan brioche rossonero con bella percussione centrale. Sa tanto di uno che non tradisce mai.
Pirlo: 6,5
Opposto a colui che gli ha tolto il posto in rossonero, il rude fiammingo Van Bommel, dimostra alla platea la differenza che passa tra un raffinato suonatore di violino ed un esperto randellatore di tamburi. Sbaglia qualche pallone ma è inevitabile timbrandone un migliaio a partita. Da urlo, nell'apoteosi finale, una stretta veronica in spazio di centimetri cinque per cinque. A Milanello preferiscono le percussioni, questo è ormai assodato: a Torino invece, non smettono di ringraziare.
Giaccherini: 6 +
Con la rapidità e la facilità di corsa che si ritrova, potrebbe fare, nel secondo tempo, rovine fumanti della mal guarnita trequarti rossonera. Invece pecca di lucidità proprio sul più bello ma è pure questo comprensibile considerato tutto il movimento profuso nei primi 45 di gioco. Assai utile perchè in possesso di caratteristiche uniche.
Borriello: 6 -
A tratti dà l'idea di uno che, per la troppa fretta, vorrebbe piantare un chiodo a testate anziché ricorrere, banalmente, al martello. Meno frenesia, più calma e coralità: il gol arriverà senza bisogno di sfondare la parete. Si segnala solo o quasi per il tiro che propizia il tap-in vincente di Caceres.
Del Piero: 6,5
In un primo tempo congelato, predica nel deserto. Borriello non lo aiuta, il resto della squadra neppure e allora deve fare quel che può arrangiandosi da solo. Sfiora il gol con conclusione angolata prima di uscire tra gli applausi. Sbagliato tempo di gioco: stavolta si sarebbe divertito di più entrando dalla panchina. E che sfiga!
Vucinic: 5,5
Solita andatura da indossatore di ciabatte, entra in corsa mangiandosi un quasi rigore in movimento e tentando giocate di una complicazione surreale. Troppo poco tempo a disposizione per uno dei suoi lampi di genio: mettiamola così va...
Quagliarella: 6,5
A differenza di Vucinic, lui entra, corre e punta la porta. Ha così tanta fame di minuti che si divorerebbe pallone ed avversari come dimostra il calcio rifilato a Thiago Silva e che gli costa l'ammonizione. Nello stesso arco di tempo in cui il montenegrino si diletta a calpestare l'erba gelata, lui sfiora il gol due volte. Quando si dice la determinazione.
Marrone: 6
Entra al posto del debuttante Padoin, muovendosi da veterano. Pienamente affidabile ormai.
Conte: 7,5
Che sia Coppa Italia o Coppa del Nonno, poco conta: lui vuole vincere e basta. Lavora il Milan ai fianchi prima di affondare il colpo di grazia: il cambio delle due punte (Vucinic-Quagliarella per Borriello-Del Piero) rappresenta la chiara volontà di abbattere un avversario dimostratosi vulnerabile. Un'ira di Dio a bordo campo, sembra un indiavolato sotto esorcismo. Ops, pardon: l'esorcismo è riuscito ma il diavolo era un altro..
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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