JUVE E MILAN COL FRENO A MANO TIRATO
Aumenta il divario fra le prime due della classe ed il resto della ciurma. Nonostante gli ultimi passi falsi del Milan, ed in parte della stessa Juve, non più raggianti come sino ad un mese fa, pare proprio che per lo Scudetto il discorso stia per escludere tutte le altre compagini di A, dall'Udinese favolosa (estensione della squadra dello scorso torneo), alle prese con un calo evidente e forse preventivabile che sta facendo riporre ogni sogno nel cassetto, alla pur sempre viva Lazio (caduta a Genova) di Klose. Per non parlare dell'Inter di Ranieri che, dopo una rimonta pazzesca che aveva consentito ai nerazzurri di far rientrare il Tricolore fra gli obiettivi stagionali, sta perdendo smalto, andando dapprima a perdere a Lecce (per un k.o. senza attenuanti), per poi pareggiare con Palermo (pirotecnico ed assurdo 4-4 interno col Palermo, con poker di Milito) e perdere con la Roma del nuovo talento italiano Borini addirittura 4-0 (nessun rigore è però in venuto in soccorso della scarsa vena realizzativa di Totti, 265 con la Roma, 211 in A, ovvero bomber più fedele della massima Serie). O del Napoli, da tempo tiratosi fuori dal novero delle big. La Juventus oggi ha impattato 0-0 col pericolante Siena, evidenziando un calo generale a dir poco allarmante. Il gioco non è più quello dei primi mesi stagionali, e se prima a venire in soccorso di certe prestazioni non trascendentali arrivavano i gol di Marchisio o Pepe, adesso bisogna aggrapparsi alla vena realizzativa non proprio da urlo di Matri. Vucinic non segna e non convince affatto.
I suoi digiuni stanno risultando penalizzanti, e Conte farebbe meglio a ricordarsi di avere in rosa un certo Del Piero, tenuto ostinatamente in panca a gelare. Steso discorso per Elia, inspiegabilmente affossato nelle proprie ambizioni, confinato ai margini delle idee del tecnico ex Atalanta. Se quella della Juve assume le sembianze di una crisi di gioco, il Milan dal canto suo sembrerebbe invece alle prese con una temporanea flessione di rendimento, che ha tutti i presupposti dall'essere superata agevolmente. Al contrario della Zebra, che pare stia pagando una rosa ristretta, non tanto in senso stretto, ma dalle scelte opinabili di Conte, ancorato sul solito undici di partenza che non concede fiato alle pedine. Finchè arrivavano i risultati era vietato criticare l'allenatore, onde evitare di essere presi per i soliti gufi lamentosi. Ma ora sarebbe un sacrilegio continuare a foderarsi gli occhi di prosciutto: questa Juve ha bisogno di cambiamenti. E subito!
Da segnalare che in questa giornata (disputata tutta in orario pomeridiano per non farsi sottomettere dal gelo abbattutosi sulla nostra Penisola) si è registrato uno dei gol più spettacolari della storia del calcio, quello di Palacio (Genoa), che di tacco ha messo in rete il 12° gioiello stagionale. Un gol che incarna lo spirito ludico e fantasioso del calcio: l'argentino sembra tornato finalmente ai livelli del giocatore militante nel Boca Juniors.
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