Casiraghi: "Il bel gioco in Italia lo fanno solo Juventus, Pescara e Udinese. Destro potrebbe diventare un grande"
“Ho avuto diverse offerte soprattutto all’estero ma preferisco aspettare una chiamata da una squadra italiana. La Lazio? A chi non piacerebbe”. Sono le parole di Pierluigi Casiraghi ai microfoni di Radio Manà Manà Sport 24. “La mia avventura in Under 21 è stata importante, al di là dei risultati. La scorsa annata il gruppo non era qualitativamente importante e per altro abbiamo perso una qualificazione per degli episodi sfavorevoli. E’ stata comunque un’esperienza positiva. Ogni allenatore deve avere un suo stile, copiare dagli altri non è mai positivo”. Durante la trasmissione ‘C’è calcio per te’, Casiraghi ha poi parlato delle scelte della Lazio: “Se la società ha deciso di cedere di Cisse avrà avuto le proprie ragioni, probabilmente avrà fatto anche bene. Ha un atteggiamento un po’ irritante, forse in Premier League si è trovato bene ed ecco perché sta decidendo di andare lì. Le valutazioni sui giocatori si possono sbagliare, intestardirsi in una soluzione non è mai una cosa positiva, Reja è un allenatore che ha molta esperienza e nessuno come lui conosce la squadra.
Se la società sceglie e punta su un giocatore deve cercare di valorizzarlo ma se il giocatore non si integra allora è giusto cambiare”. L’ex ct dell’Under 21 sogna una panchina e ammira il bel gioco. “Con Zeman sono stato benissimo, ho ottenuto grandi risultati. I giocatori del Pescara devono sempre e solo ringraziarlo perché con lui possono crescere tanto. Il bel gioco in Italia lo fanno in pochi, - continua Casiraghi - solo Juventus, Pescara e Udinese, il problema è abbinare il bel gioco e i risultati. Conte non mi ha sorpreso, basa tanto sul gioco e sulle motivazioni. Mi aspettavo facesse così bene viste anche le sue precedenti esperienze con il Bari e il Siena”. “Un attaccante che ricorda il mio modo di giocare? Destro tra i giovani è il più interessante, sta facendo bene e potrebbe diventare un grande. Mi piace tantissimo, l’Inter ha sbagliato a non puntare subito su di lui. Pazzini anche è un grande numero nove. Klose ha un’esperienza internazionale, sa muoversi per cercare lo spazio giusto anche senza che Reja glielo consigli. Seedorf ha 35 anni ma è ancora un grandissimo giocatore, come presidente del Monza però ha ancora molto da imparare (sorride ndr)”, conclude Casiraghi.
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