La Stampa - Irruzione ultrà nello spogliatoio Juve

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© foto di Federico de Luca
lunedì 20 luglio 2009, 09:10Altre notizie
di Francesco Cherchi
fonte La Stampa
I cori anti Cannavaro scatenano il nervosismo tra giocatori e tifosi. E la sicurezza resta a guardare

All'opposizione da dieci giorni, contro Fabio Cannavaro e la maggioranza del pubblico che l'ha sempre applaudito, ieri nel ritiro di Pinzolo gli ultrà bianconeri sono andati al governo: ignorati dai giocatori della Juve nel giro di autografi a bordo campo, se li sono presi, portandoli sotto la curva. Per poi tentare il blitz dentro l'hotel della squadra, infilandosi dietro l'auto che trasportava alcuni giocatori. Respinto, l'assaltatore, ma un piede in territorio proibito l'ha messo.
Lo show è scattato a fine allenamento pomeridiano, quando un ultrà, con la polo nera dei Viking, ha saltato la recinzione e, nonostante la presenza di due robusti body guard, ha corso verso il campione di turno. Prima Diego che, un po' spaesato, l'ha seguito, ha firmato autografi e s'è messo la sciarpa al collo. Poi è toccato al povero Marchisio, afferrato quasi per caso vicino all'entrata degli spogliatoi, dopo che Chiellini, strattonato, aveva con forza rifiutato l'invito, limitandosi a un saluto da lontano. Coerente, visto che tutti i giocatori si sono schierati con Cannavaro, bersagliato dal gruppo ultrà.

Il giovane centrocampista, senza uomini della sicurezza vicino, ha seguito il tifoso per quieto vivere, ma non aveva certo il sorriso stampato in faccia.
Non bastasse, l'ultrà ha raccolto un po' di maglie e foglietti di altri tifosi, portandoli nello spogliatoio per gli autografi: sempre in compagnia dell'addetto alla (in)sicurezza per il club, che fa lo stesso mestiere all'Olimpico di Torino. E' durato una decina di minuti: l'avesse combinato un qualsiasi altro tifoso, sarebbe stato accompagnato all'uscita senza tanti complimenti. Che poi non si sia fatto nulla per evitare complicazioni pare ridicolo, come pure l'assenza di forze dell'ordine, tranne un paio di carabinieri della locale stazione, in un luogo dove da una settimana si radunano 5.000 persone. «In 100 a Pinzolo, in 10.000 allo stadio», c'era scritto su uno striscione ultrà: auguri.