La Stampa - Diego incanta anche dalla palestra

La Stampa - Diego incanta anche dalla palestraTuttoJuve.com
venerdì 17 luglio 2009, 09:20Altre notizie
di Francesco Cherchi
fonte La Stampa
Guai muscolari per l'acquisto più atteso dai tifosi, ma lui riesce comunque a incantarli e Amauri è sicuro: «Ci farà felici».

Li hanno visti per un paio di allenamenti appena, ma tutti giurano che i piedi di Diego faranno la differenza: «Avere una mezza punta come lui che svaria e che ci può mandare in porta - diceva ieri Amauri - per noi attaccanti renderà le cose molto più semplici». E più tosta la Juve: «La squadra è migliorata rispetto all’anno scorso, con lui abbiamo un campione in più - continua il centravanti - e speriamo di vincere qualcosa». Anche se la concorrenza resta favorita: «L’Inter è la più forte, perché ha una squadra in campo e una fuori. Sono più attrezzati di noi». Ma Diego, sono convinti tutti, potrebbe modificare pure la griglia di partenza.
Per adesso non ha stravolto lo spogliatoio, parlando pochino e ascoltando tanto, e non solo per l’italiano che già capisce ma che sta imparando a maneggiare. «Parlo poco e lavoro molto», è il suo motto da quando arrivò al Werder Brema, dove la sua popolarità scombussolò la squadra. «E’ un gran bravo ragazzo, semplice - garantisce Amauri, uno di quelli con cui il fantasista subito ha legato -, è molto disponibile e si vede che ha tanta voglia di fare bene: la cosa più importante. E’ molto contento di aver scelto la Juventus».
Dev’essere felice pure per aver traslocato in Italia quando si siede a tavola, almeno da come si butta sugli spaghetti alla carbonara, uno dei suoi piatti preferiti, insieme all’insalata caprese. Del resto, anche quando viveva a Brema, in un’elegante villetta bianca di un quartiere residenziale, le uscite finivano spesso nei ristoranti italiani. Pure qui, invece, s’è portato dietro la passione per la musica, specialmente bossa nova e samba pagode, una variante più lenta e melodica del samba enredo, quello del carnevale, più veloce e frenetico.

Altre volte, invece, si rilassa con i videogames.
Per vederlo ballare in campo bisognerà aspettare qualche giorno, a causa di un piccolo problema alla coscia destra, che ha avvertito durante i primi giorni di preparazione. Gli esami medici, aveva poi spiegato il responsabile dello staff medico bianconero Bartolomeo Goitre, avevano rivelato una lieve differenza di muscolatura tra la gamba destra e la sinistra, forse per via di un infortunio subito qualche anno fa.
Nulla di grave, comunque, anche se Diego continua a lavorare a parte. Senza sosta, però, con quella fama di lavoratore che si porta dietro dalla Germania: ieri, con in programma l’allenamento dei soli Nazionali, appena arrivati, il brasiliano ha continuato con i suoi esercizi in palestra. Tra oggi e domani, verrà deciso se portarlo domenica in Francia per l’amichevole con il Nancy: in caso contrario, potrebbe esordire il martedì successivo a Trento, contro il Vicenza.
Dovrà essere lui a fare del nuovo telaio Juve, un assetto vincente: anche se per Ferrara «questa non è una squadra su misura per Diego», è ovvio che il modulo è stato riprogettato proprio per l’acquisto del brasiliano, oltre che per l’addio di Nedved. Averlo o no, va da sé, farà la differenza. A lui toccherà innescare le due punte davanti, così come dovrà sostenere il centrocampo. D’altronde il ds Alessio Secco, che l’ha pedinato per oltre un anno, fu convinto dal suo raggio d’azione, oltre che dal talento: con la maglia del Werder, insomma, non pareva proprio uno che si nascondeva, anzi, s’abbassava spesso in territorio amico per prendere palla e aiutare i centrocampisti.
Qui già l’hanno issato a idolo. Sarà per la novità, ma nel ritiro di Pinzolo Diego è balzato subito in cima alle hit di gradimento dei tifosi, che hanno razziato la maglia numero 28: non resta che ripagarli.