Giuseppe Cruciani su Panorama: "L'ossessione di Massimo"
Non c'è bisogno di essere tifosi della Juventus per sostenere che c'è un uomo prigioniero delle sue fisime, e si sa quanto sia difficile liberarsene avendo tali manie creato un mito inesistente: quello dello «scudetto degli onesti». Sto parlando del presidente dell'Inter Massimo Moratti che esulta per la conferma del tricolore 2006 (grazie a una Federcalcio passiva, ma alzi la mano chi si aspettava qualcosa di diverso) senza il minimo senso del pudore. Solo per restare alle ultime vicende, perché parecchio si potrebbe dire anche su Calciopoli e dintorni, abbiamo saputo dall'indagatore calcistico Stefano Palazzi (lo stesso che 5 anni fa era un eroe e ora secondo la proprietà nerazzurra sarebbe alla mercè di poteri oscuri) che pure l'Inter commise illeciti e che, se le telefonate con i capi degli arbitri fossero state rivelate tutte all'epoca, molto probabilmente la storia del calcio italiano dell'ultimo lustro sarebbe stata molto diversa. Il ricco petroliere invece vive di un'ossessione: per non guardare in faccia la realtà s'è convinto, come nelle discussioni da bar, che fino al 2006 la sua Inter è stata vittima di furti e ruberie, mentre sorvola su centinaia di milioni buttati via su giocatori e progetti fallimentari. Quindi non è questione di angeli e demoni, di buoni e cattivi.
Di fronte ai fatti Moratti dovrebbe arrendersi, essendo in sostanza un condannato prescritto. Si consiglia, modestamente, di fare un gran gesto: rinunciare a quella roba di altri che gli fu assegnata con una specie di rapina, cioè con un comunicato stampa dopo essere arrivato a 15 punti dai primi. Ma non lo farà e continuerà nella solita tiritera. Noi siamo quelli puliti...
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