Ravanelli al Corsport : "Insegnare calcio è una passione. Trasmetterò i valori dello sport"
Intervista fiume quella che Fabrizio Ravanelli, "penna bianca" della storia bianconera, ha rilasciato al Corriere dello Sport in relazione alla fresca nomina di allenatore degli Esordienti della Juventus. Emozioni, propositi e sensazioni nel ritornare a "casa sua", questo è quello che si evince dalle parole dell'ex attaccante umbro. Ecco le sue dichiarazioni:
Fabrizio Ravanelli, bentornato alla Juventus...
"Provo una grande emozione e non vedo l’ora di cominciare. Allenare è il mio nuovo mestiere e sono felice di poterlo fare in bianconero: a questa società mi legano ricordi splendidi"
Guiderà gli Esordienti, un po’ tecnico e un po’ maestro...
"Insegnare calcio è una passione sbocciata seguendo i miei figli: Luca di 16 anni, Mattia di 12 e Carlo di 6. Giocando con loro, ma soprattutto frequentando i loro allenamenti, ho capito quanto sia bello stare in mezzo ai ragazzi, trasmettere i valori dello sport, aiutarli a inseguire il sogno di diventare campioni"
Sbirciando il futuro, si immagina sempre in mezzo ai baby oppure considera il settore giovanile l’incipit di una carriera nuova?
"Da calciatore ho avuto la fortuna di ottenere grandi successi, però mi sono arrampicato gradualmente: ho debuttato in C2, sono salito d’un gradino, ho conosciuto la serie B, poi la A e la Nazionale. In panchina vorrei ripetere quel percorso, crescere insieme ai miei allievi"
Una scelta?
"Assolutamente sì. Ho ricevuto proposte da squadre professionistiche italiane, addirittura ne ho avuta una dalla Ligue-1 francese, ma ho preferito il settore giovanile perché mi piace essere un po’ padre e un po’ istruttore. Credo sia un’esperienza importante, oltre che un primo esame per capire se posseggo le qualità necessarie"
Da quando ha smesso di giocare sono passati sei anni: come mai ha deciso soltanto adesso di immergersi in una nuova avventura?
"Ho voluto staccare un po’, pensare a me stesso e dedicarmi alla famiglia, sistemare alcune cose a Perugia. Però non ho mai smesso di prepararmi e aggiornarmi: ho frequentato il Supercorso di Coverciano e ottenuto il patentino con una tesi sugli attaccanti"
Ha sfiorato la Juventus già due anni fa...
"Non era il momento di staccarmi nuovamente dalla famiglia. C’era stato anche un contatto con la Lazio, destinazione più vicina a casa, ma alla fine il club biancoceleste ha scelto un altro allenatore.Adesso sono pronto a cominciare, a dare il cento per cento come faccio sempre e non solo nel lavoro: basta pensare all’intensità con cui mi dedico alla passione per la bicicletta"
Ricomincia da Torino, quindici anni dopo...
"La Juve è il massimo. Perché è una grande società e perché abbiamo vinto tanto insieme. Il primo approccio con la dirigenza risale alla scorsa primavera, a fine campionato ci siamo incontrati e abbiamo definito. Ringrazio Giovanni Rossi, Gianluca Pessotto e tutti i dirigenti"
Troverà una Juve diversa dalla sua...
"Ho vissuto questi ultimi anni con trepidazione, aspettando una svolta, un ritorno alle tradizioni. Sento però che la Juve vincente sta per tornare: ho sempre tifato per un allenatore “juventino” e Antonio Conte è l’uomo giusto, può insegnare cosa vuol dire indossare la maglia bianconera e ha dimostrato qualità importanti come tecnico. In serie B? Non significa nulla: vincere non è mai facile. Anche io trasmetterò la juventinità nel mio lavoro perché per me è un ritorno a casa: i primi di agosto sarò a Torino"
In attesa delle vittorie, il vecchio Capitano ha riportato entusiasmo...
"I tifosi, dopo un paio di stagioni sofferte, hanno fame di successi e si fidano del progetto. Conte è il garante, c’è molto ottimismo per il suo ciclo. E c’è curiosità per il nuovo stadio: anche quello porta entusiasmo"
Figurarsi il top-player: s’è parlato di Aguero, adesso l’obiettivo è Rossi...
"I candidati sono tutti fortissimi, campioni che fanno al caso della Juve. Senza dimenticare però che sono grandi anche gli attaccanti già in organico"
Conte predilige il 4-2-4, lei?
"Il modulo con cui ho sempre vinto, ovvero il 4-3-3. Un po’ di tattica la insegnerò anche agli Esordienti, fa sempre bene, ma soprattutto cercherò di trasmettere i valori dello sport"
Un modello?
"Una sintesi di più modelli visto che ho avuto la fortuna di essere allenato da grandissimi allenatori: Trapattoni, Lippi e Sacchi hanno scritto la storia del pallone"
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