Ravanelli al Corsport : "Insegnare calcio è una passione. Trasmetterò i valori dello sport"

Ravanelli al Corsport : "Insegnare calcio è una passione. Trasmetterò i valori dello sport"TuttoJuve.com
giovedì 14 luglio 2011, 18:45Altre notizie
di Matteo Pambianchi

Intervista fiume quella che Fabrizio Ravanelli, "penna bianca" della storia bianconera, ha rilasciato al Corriere dello Sport in relazione alla fresca nomina di allenatore degli Esordienti della Juventus. Emozioni, propositi e sensazioni nel ritornare a "casa sua", questo è quello che si evince dalle parole dell'ex attaccante umbro. Ecco le sue dichiarazioni:

Fabrizio Ravanelli, bentornato alla Ju­ventus...

"Provo una grande emozione e non vedo l’ora di cominciare. Allenare è il mio nuo­vo mestiere e sono felice di poterlo fare in bianconero: a questa società mi legano ri­cordi splendidi"

Guiderà gli Esordienti, un po’ tecnico e un po’ maestro...

"Insegnare calcio è una passione sboccia­ta seguendo i miei figli: Luca di 16 anni, Mattia di 12 e Carlo di 6. Giocando con lo­ro, ma soprattutto frequentando i loro al­lenamenti, ho capito quanto sia bello sta­re in mezzo ai ragazzi, trasmettere i valo­ri dello sport, aiutarli a inseguire il sogno di diventare campioni"

Sbirciando il futuro, si immagina sempre in mezzo ai baby oppure considera il settore gio­vanile l’incipit di una carriera nuova?

"Da calciatore ho avuto la fortuna di ottenere grandi successi, però mi sono arrampica­to gradualmente: ho debuttato in C2, sono salito d’un gradino, ho conosciuto la serie B, poi la A e la Nazionale. In panchina vor­rei ripetere quel percorso, crescere insie­me ai miei allievi"

Una scelta?

"Assolutamente sì. Ho ricevuto proposte da squadre professionistiche italiane, ad­dirittura ne ho avuta una dalla Ligue-1 francese, ma ho preferito il settore giova­nile perché mi piace essere un po’ padre e un po’ istruttore. Credo sia un’esperien­za importante, oltre che un primo esame per capire se posseggo le qualità necessa­rie"

Da quando ha smesso di giocare sono pas­sati sei anni: come mai ha deciso soltan­to adesso di immergersi in una nuova av­ventura?

"Ho voluto staccare un po’, pensare a me stesso e dedicarmi alla famiglia, sistema­re alcune cose a Perugia. Però non ho mai smesso di prepararmi e aggiornarmi: ho frequentato il Supercorso di Coverciano e ottenuto il patentino con una tesi sugli at­taccanti"

Ha sfiorato la Juventus già due anni fa...

"Non era il momento di staccarmi nuova­mente dalla famiglia. C’era stato anche un contatto con la Lazio, destinazione più vi­cina a casa, ma alla fine il club biancoce­leste ha scelto un altro allenatore.Adesso sono pron­to a cominciare, a dare il cento per cento come faccio sempre e non solo nel lavoro: basta pensare all’inten­sità con cui mi de­dico alla passione per la bicicletta"

Ricomincia da Torino, quindici anni do­po...

"La Juve è il massimo. Perché è una gran­de società e perché abbiamo vinto tanto insieme. Il primo approccio con la diri­genza risale alla scorsa primavera, a fine campionato ci siamo incontrati e abbiamo definito. Ringrazio Giovanni Rossi, Gian­luca Pessotto e tutti i dirigenti"

Troverà una Juve diversa dalla sua...

"Ho vissuto questi ultimi anni con trepida­zione, aspettando una svolta, un ritorno al­le tradizioni. Sento però che la Juve vin­cente sta per tornare: ho sempre tifato per un allenatore “juventino” e Antonio Con­te è l’uomo giusto, può insegnare cosa vuol dire indossare la maglia bianconera e ha dimostrato qualità importanti come tecni­co. In serie B? Non significa nulla: vince­re non è mai facile. Anche io trasmetterò la juventinità nel mio lavoro perché per me è un ritorno a casa: i primi di agosto sarò a Torino"

In attesa delle vittorie, il vecchio Capita­no ha riportato entusiasmo...

"I tifosi, dopo un paio di stagioni sofferte, hanno fame di successi e si fidano del pro­getto. Conte è il garante, c’è molto ottimi­smo per il suo ciclo. E c’è curiosità per il nuovo stadio: anche quello porta entusia­smo"

Figurarsi il top-pla­yer: s’è parlato di Aguero, adesso l’obiettivo è Rossi...

"I candidati sono tutti fortissimi, campioni che fanno al caso della Juve. Senza dimenti­care però che sono grandi anche gli attac­canti già in organico"

Conte predilige il 4-2-4, lei?

"Il modulo con cui ho sempre vinto, ovve­ro il 4-3-3. Un po’ di tattica la insegnerò anche agli Esordienti, fa sempre bene, ma soprattutto cercherò di trasmettere i valo­ri dello sport"

Un modello?

"Una sintesi di più modelli visto che ho avuto la fortuna di essere allenato da grandissimi allenatori: Trapattoni, Lippi e Sacchi hanno scritto la storia del pallo­ne"