MARCHISIO: "Voglio diventare forte come Nedved. Scudetto e/o Coppa Italia, dobbiamo vincere!"
Claudio Marchisio si sta senza dubbio ritagliando un ruolo importante in questa Juventus. Il giovane centrocampista, lanciato dal club bianconero all'indomani dello scandalo di calciopoli, si è appropriato della maglia da titolare, senza più abbandonarla nel corso di questi 4 anni, dimostrandosi uno dei migliori prodotti di sempre del vivaio bianconero, e, probabilmente il miglior candidato a ricoprire il ruolo di capitano della Juventus quando Alex Del Piero appenderà gli scarpini al chiodo. Intervistato da "Quotidiano.net", Marchisio parla della Juve a tutto tondo, rimarcando soprattutto il concetto sulla sua volontà di diventare per i tifosi un idolo, sulle orme di Pavel Nedved: "Voglio essere l'erede di Nedved. Ma in campo sono diverso da lui, c’è un abisso fra noi. In quel ruolo lì, quando mi capita anche in ritiro, vedo i video di ex giocatori anche di 10 anni fa. Cerco di capire come si muovevano e i loro segreti".
Sul suo contratto da rinnovare e sulle voci che lo volevano all'Inter: "Ho sbagliato a chiedere il rinnovo prematuramente. Ciò che è successo rispecchia i miei 24 anni. Mi faceva male il ginocchio, non stavo bene, c’erano pressioni, stress. E’ stato un momento di sbandamento. Mi sono scusato con Marotta. La società doveva pensare a cose importanti, aveva altre priorità: la nuova stagione, il mercato. All'Inter non andrei mai. La penso come Nedved. Non mi vedo in nerazzurro, con quella maglia. Il contatto c’è stato.
Mi ha fatto piacere che una squadra che aveva vinto tutto abbia chiesto me. Rinnovare il contratto con la Juve a vita sarebbe il mio sogno. Sarebbe bello chiudere qui la carriera". Un pensiero infine su due dei protagonisti del nuovo corso Juve, Del Neri e il presidente Agnelli. Sul tecnico: "La sua mano si sente tantissimo. Si è inserito in un gruppo nuovo con dei problemi che ci portavamo dietro. In ritiro c’era qualche residuo. Lui è stato bravo a non farci ricordare l’anno scorso, dandoci tantissima fiducia. Ci ha protetto, coccolato. Ha avuto la forza di non farci cadere negli stessi errori". Sul presidente: "Ama troppo la Juve. Ho avuto modo di parlargli, in sede ci siamo parlati a quattr’occhi. Lo vedo come se per lui fosse sempre il primo giorno, come per un ragazzo della Primavera che arriva in prima squadra. Ha voglia di dimostrare, lo sta facendo vedere a tutti con il suo spirito e la sua voglia". Ultimo pensiero, a chiusura dell'anno, su cosa desiderare dal 2011 che arriverà tra poco: "Lo scudetto e/o la Coppa Italia. La cosa più importante è arrivare a fine anno e vincere un trofeo, ne abbiamo bisogno dopo il 2006".
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