DELNERI: "Il nostro motto sarà giocare per vincere. Con Melo o Sissoko out, gioca Giandonato. Amauri? Lo aspettiamo"

DELNERI: "Il nostro motto sarà giocare per vincere. Con Melo o Sissoko out, gioca Giandonato. Amauri? Lo aspettiamo"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 3 novembre 2010, 14:35Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Gigi Delneri e Nicola Legrottaglie hanno incontrato i giornalisti al Media Center di Vinovo per presentare l'importante sfida di Europa League contro il Salisburgo, in programma domani alle 19.00 all'Olimpico di Torino. Ecco le dichiarazioni del tecnico bianconero, trascritte integralmente dalla redazione di Tuttojuve.com:

Ti era mai capitato di affrontare una partita di questo genere con così tanti giocatori assenti?
"Certo che si preferiva affrontarla con tutto l'organico al completo. Nelle emergenze, però, mi sembra che la Juve abbia sempre tratto da queste situazioni grandi motivazioni, quindi contiamo anche domani di essere a questo livello. Se gli ultimi allenamenti non mi danno indicazioni diverse, sarà magari una squadra un po' modificata rispetto alle ultime. Ma in un campionato, nelle competizioni, ci stanno anche dei momenti in cui devi sopperire alle mancanze con qualcosa di diverso. Non mi è mai successo di avere così tanta sfortuna, nel senso che non è il prodotto di un atteggiamento di preparazione sbagliata. E' un prodotto proprio di traumi continui che in questo momento ci impediscono di avere addirittura anche Ferrero, perchè anche lui ha avuto un trauma l'altro giorno. Direi quindi che da questo punto di vista non siamo fortunati, però puntiamo di recuperarli velocemente. Mi ricordo di aver fatto tanti cambi quando facevo queste competizioni. Mettiamo sul piatto della bilancia che domani ci sarà un turnover molto lungo e andiamo avanti in questa maniera".

Se verranno confermate poi tutte le assenze in mezzo al campo, c'è un posto in più - al di là di Giandonato - per un giovane. Pensi di utilizzare qualcuno dietro tra i ragazzi? Camilleri, ad esempio, che però ha appena cominciato ad allenarsi. O potresti lanciare un nome che a livello giornalistico incuriosisce molto, come Boniperti, a centrocampo, a sinistra?
"Non so, sono convocati. Vediamo domani come stanno. Bisogna essere anche un attimino realisti, cercare di recuperare qualche giocatore che dà maggiore spessore di esperienza. Tra i giocatori convocati, se non recupero nessuno, due giocheranno, questo è poco ma sicuro. Vediamo tra oggi e domani cosa accadrà. Comunque sono giocatori che hanno fatto il ritiro con noi, a parte Camilleri che era infortunato, e direi che hanno assimilato bene il nostro tipo di lavoro. Sono ragazzi che se verranno chiamati in causa, al di là del nome che portano, l'importante è che abbiano la qualità di potersi inserire in questo contesto. D'altronde, prima o dopo, tocca a tutti. Direi che questa possa essere un'occasione importante per verificare anche questi ragazzi che danno molto alla Primavera e possono dare anche un apporto importante alla prima squadra in certi momenti".  

E' possibile, vista l'emergenza, ipotizzare anche un cambio di modulo?
"Non penso. Non credo, anche perchè pretendo che domani la squadra sia organizzata, al di là di come giocheremo. Organizzata vuol dire essere messa bene in campo e avere lo spirito che ha dimostrato a Milano e che ha dimostrato in queste ultime partite, perchè anche quello fa squadra, non solamente un discorso tattico, di cambiamento. Ci sarà da soffrire domani perchè affrontiamo una squadra molto veloce, che si è ripresa molto bene nel suo campionato, battendo la prima in classifica; direi che è sulla squadra giusta, ma ero consapevole anche quando abbiamo pareggiato giovedì scorso che questa era una squadra che aveva dei valori diversi rispetto a quelli che esprimeva nel proprio campionato. Sarà quindi una partita dura, importante e cercheremo di portarla a casa nel miglior modo possibile, perchè noi teniamo anche ad andare avanti in coppa. Questo è un fattore importante, motivazionale, che voglio vedere domani sul campo".  

Come ha visto Krasic in settimana, dopo l'amarezza per la squalifica? L'ha visto carico e motivato?
"Ma lui è sempre carico. E' un ragazzo che ha preso questa batosta perchè si deve un po' ambientare nel tourbillon italiano, come concetto di rapporto, nel senso che deve abituarsi al fatto che certe cose vengono pesate in modo diverso rispetto al Paese in cui giocava prima. Ha pagato dazio e sta scontando serenamente queste due giornate di squalifica;  è pronto per l'Europa League e spero che lui mi cambi la squadra, come ha fatto otto giorni fa a Salisburgo. Però è pronto ed è pronto anche per Brescia".

Visto che accennavi alla possibilità di recuperare qualcuno, tra Felipe Melo e Sissoko si può fare una graduatoria delle chance?
"Ad adesso non stanno benissimo. Non stanno benissimo nel senso che sono affaticati, ma d'altra parte per fisicità o per problemi Sissoko, per partite continue Felipe, chiaramente qualcosina paghi. Però, insomma, anche loro hanno una struttura internazionale, sono giocatori abituati a giocare magari non in condizioni ottimali, vediamo. Se non giocherà uno di loro due, giocherà Giandonato in mezzo al campo con Marchisio. Questa è l'unica certezza che abbiamo in questo momento".

Dopo tre pareggi, non pensi che qui il risultato sia un po' diverso?
"Noi non abbiamo mai giocato per perdere o per pareggiare".




Però forse qui è più difficile rimediare...
"Mah...non lo so. L'importante è che la squadra giochi per vincere. Poi il risultato dipende da tante cose. Dipende da un palo fatto come Ibrahimovic domenica o da un gol fatto come Del Piero domenica. Il calcio è fatto di situazioni favorevoli o meno.  Noi andiamo in campo per dare il massimo di noi stessi, poi il risultato è determinato non dalla nostra volontà di pareggiare o dalla nostra volontà di perdere; la nostra volontà è quella di vincere, però siccome ci sono anche altri undici di là che lavorano, che giocano e che corrono, dobbiamo fare i conti anche con gli altri. Noi giochiamo per far la nostra partita e poi alla fine tireremo le somme e vedremo se ci saranno ancora spazi per ottenere una posizione di classifica oppure per andare a giocarci tutto quello che abbiamo in Polonia".

Si aspettava più gol da Amauri in questo inizio di campionato?
"Io dalle mie punte ho avuto 18 gol e sono soddisfatto. Se lui ne avesse fatti cinque-sei, saremmo in testa alla classifica. Aspettiamo, lo mettiamo a posto fisicamente. Lui era partito molto bene fisicamente, poi ha avuto dei problemi e chiaramente adesso sta pagando molto a livello fisico. Sta lavorando in difficoltà, sta lavorando anche la domenica, per dare una mano alla squadra, per dare una mano alla Juventus, e questo per me è molto più importante dei gol che può fare. Quindi non giudico mai un giocatore dai gol che fa, lo giudico per come si pone, per quello che dà al gruppo e per il suo atteggiamento di disponibilità. In questo contesto, per me Amauri ha fatto 20 gol".

E' esclusivamente un problema di condizione quello di Amauri o è una questione di evoluzione dell'uomo, di persona, di carattere....
"A me risulta che Amauri non abbia mai fatto 40 gol in un anno".

Credo sia 15 il suo massimo...
"Bene. Amauri avrà i tempi giusti: ci ha aiutati ad andare avanti in coppa con i suoi gol e lo ringraziamo. Poi ha avuto un problema importante, giocando in un momento in cui la squadra aveva bisogno di lui. Si è fatto male in un momento in cui lui doveva ancora recuperare, perchè col Cagliari stava giocando per recuperare la condizione fisica. Da questo punto di vista noi siamo sereni. Adesso deve recuperare il suo ruolo, che è quello di centravanti ed è quello di aiutare se stesso e gli altri alla causa della Juve, facendo i gol o facendoli fare, perchè la cosa più importante è quella".

Comunque la tua convinzione è che si tratti esclusivamente di un problema di condizione, che non ci sia altro..
"Non ho afferrato la domanda...".

Tu lo conosci da un po' di anni...sembra cambiato anche nel suo modo di stare in quello spazio, nell'area di rigore, rispetto al giocatore che ha fatto benissimo qui all'inizio e a quello che fatto molto bene a Palermo...
"Ma te l'ho detto...è un giocatore che dev'essere in forma fisicamente, deve abituarsi a giocare in una certa maniera. Quando sarà nelle condizioni giuste, penso che Amauri... (si blocca, ndr) Ma penso sia un problema più vostro che non mio; io chiedo ad Amauri il massimo impegno, non chiedo i gol. I gol sono una conseguenza di quello che si fa. Quando io ho una squadra che ha fatto più gol di tutti in campionato e tutti fanno gol....Amauri sarà uno di quelli che farà i gol, poi quanti ne farà non lo so. L'importante è che lui sia a disposizione, l'importante è che sia a posto. Il mio giudizio, che penso valga anche per la società, è dettato dall'atteggiamento che hanno i giocatori, da quello che vogliono fare, dal loro impegno, dalla loro voglia. Non sarà certo un gol in più o un gol in meno che farà cambiare la mia idea su un giocatore".

Ti vediamo molto tranquillo, nonostante l'importanza della gara e le numerose assenze. Questa tua tranquillità è figlia dell'organizzazione di squadra che hai raggiunto e della mentalità che hanno acquisito i giocatori?
"Se fossi più nervoso non cambierebbe niente. Cosa cambia? Dormirei di meno. Io penso che la serenità sia dettata dal fatto che ho un gruppo di giocatori che sono molto presenti in questo momento, come è stato dimostrato anche a Milano. Di conseguenza sanno tirare fuori nei momenti difficili....(si blocca, ndr) difficili virgolettato....perchè poi non è che giochiamo con undici ragazzini domani. Giochiamo con una squadra che ha nazionali in campo, campioni d'Italia e campioni del mondo. Uno-due ragazzini li possiamo anche mettere dentro. Non abbiamo una struttura di ricambi, d'esperienza, se vogliamo proprio dirlo. Però mi sembra che un ragazzo dell''89-'90 abbia 20 anni e 20 anni mi sembra siano sufficienti per poter giocare una partita a buoni livelli. Conto quindi sulla mentalità della mia squadra, la serenità di chi sa che farà tutto il possibile per ottenere il massimo. I giocatori devono essere così, devono capire che quando danno il massimo in allenamento, il massimo in partita, devono uscire sempre a testa alta, con la consapevolezza di aver fatto il massimo. Questo è il nostro pensiero in questo momento. Quindi la serenità deriva dal fatto che  abbiamo acquisito questa mentalità, siamo anche forti e fortificati dagli ultimi risultati, chiaramente, perchè i risultati danno forza anche psicologica e di questo siamo consapevoli. Nelle ultime due partite siamo andati a Bologna e a Milano e abbiamo fatto quattro punti in campionato. La squadra dunque è consapevole di aver raggiunto un equilibrio. Secondo me abbiamo anche un equilibrio psicologico molto importante, cioè siamo sempre molto con i piedi per terra, sia quando le cose vanno bene come adesso, sia quando le cose sembrava non andassero per il verso giusto. Eravamo molto attenti ad esaltarci per una partita o a deprimerci per un'altra. Questo tipo di atteggiamento la Juventus deve averlo tutto l'anno, a prescindere dal risultato. Perchè la domenica per la Juve non ci sono amichevoli, ma è sempre un esame, è sempre una partita in cui tu vieni giudicato. La domanda di oggi, infatti, è stata: 'Perchè Amauri non fa gol?'. E non che la Juve avesse fatto 18 gol. Quindi si ribalta sempre questo tipo di atteggiamento e noi andiamo sempre a combattere su un discorso che ci porta sempre a dover rispondere a domande quasi sempre negative. E allora siccome noi sappiamo questo, stiamo con i piedi per terra, stiamo ben piantati per terra, abbiamo il sostegno dei nostri tifosi, della società, e i giocatori sentono questo. Il nostro motto sarà: 'Giocare sempre per vincere'. Questo è un dovere comune per tutte le squadre e specialmente per la Juventus. Ma è anche un dovere tenere sempre i piedi per terra e sapere che ogni domenica è una battaglia, che la Juventus sarà sottoposta sempre, tutto l'anno, a dare il massimo di se stessa, ma non deve esaltarsi nè deprimersi. La forza della Juventus per arrivare fino a fine anno è anche questa. Ed io per questo sono molto sereno: abbiamo questa mentalità e spero che i miei giocatori la mantengano sempre fino in fondo"(redazione TuttoJuve).