LIVE - DELNERI: "Ho fiducia in Motta. Pepe terzino? Dovrei provarlo. C'è anche Camilleri. Reintegrare Brazzo e Grosso? No"

LIVE - DELNERI: "Ho fiducia in Motta. Pepe terzino? Dovrei provarlo. C'è anche Camilleri. Reintegrare Brazzo e Grosso? No"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 23 ottobre 2010, 15:00Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Gigi Delneri parla alla vigilia dell'importante sfida del Dall'Ara contro il Bologna. TuttoJuve.com vi propone come sempre la trascrizione integrale della conferenza stampa:

In Europa League non abbiamo visto la miglior Juve. Alcuni giocatori sono apparsi in difficoltà...
"Io non è che giudico una partita. L'Europa League ha dimostrato che tutte le partite non sono semplici. I miei giocatori li reputo professionisti importanti, che possono avere un momento non buono, ma è solo nel tempo che bisogna giudicarli. Una partita, positiva o negativa, non vale molto. Penso che in questo il miglioramento in difesa sia importante. Poi a centrocampo ci sono state discordanze da parte degli interpreti che ogni volta sono stati chiamati a giocare. Abbiamo trovato un assetto con un ragazzo di qualità, ed è chiaro che certe volte la mancanza si fa sentire. Ma io, per esempio, dell'applicazione, della volontà, del modo di fare di altri miei giocatori, sono molto soddisfatto. Anche di Sissoko: si può giudicare tutto, ma non che Momo non metta grande impegno e grande volontà quando gioca. Da quel punto di vista posso ritenermi soddisfatto".

Ora è arrivato questo infortunio di Grygera, che era diventato un punto di riferimento importante. In caso di necessità, la prima alternativa a Motta è un difensore centrale che si adatta in un ruolo o può essere arretrato Pepe?
"E' un difensore".

Sarà sempre un difensore quindi. L'ipotesi Pepe si scarta?
"Io fino a quando non provo, non faccio. Io ho bisogno di prove e non sono certo le partite in essere che mi danno la prova su un giocatore. Se abbiamo delle alternative sempre e comunque, ci sarà modo di vedere, anche nella Primavera in questo momento".

Pensi di provare Pepe come terzino destro? Lui si è detto disponibile...
"Devo verificarlo. Non penso di provarlo in partita. Penso di provarlo in allenamento per vedere se lui ha attitudini a farlo. Il discorso vale per lui come per tanti altri. Ho visto Grygera a sinistra, ho visto una volta Chiellini a sinistra. Pepe ha attitudini che si possono sposare, però in questo momento la fiducia in Motta sia ben riposta da parte mia".

In rosa però non c'è un'alternativa a Motta...
"L'ho detto, c'è la Primavera".

Chi è il Primavera che eventualmente potrebbe sostituire Motta?
"Non so. Verificherò durante gli allenamenti qualche ragazzo. Ci potrebbe essere spazio per qualcuno. Camilleri, ad esempio, è un ragazzo che quando riprende...ha già giocato a livelli importanti e può essere un giocatore da guardare, che può essere un'alternativa per il futuro. Verifichiamo se in Primavera c'è qualche giocatore che può avere le caratteristiche per essere a disposizione per quel ruolo".

C'è la possibilità di reintegrare Salihamidzic e Grosso?
"Non c'è".

Da qui alla sosta del campionato, spesso si decidono le cose, non per lo scudetto, ma per un certo piazzamento. Cosa ti aspetti in questo periodo, nei prossimi due mesi, partendo dalla partita di Bologna?
"Partiamo dalla partita con l'Inter, che è meglio. Mi aspetto una continuità di quello che abbiamo fatto fino adesso: di risultati, di impegno, di attenzione e di tutte quelle che sono le prerogative che accompagnano la Juventus, impegnata sempre a dimostrare. Questo è il nostro status e noi cercheremo di dimostrare in campo che possiamo migliorare, che abbiamo acquisito una certa mentalità, pur sapendo che ci saranno da affrontare squadre agguerrite, squadre con piglio importante, che giocheranno contro di te al massimo delle possibilità. E questo mi sembra abbastanza ovvio per una squadra come la nostra. La nostra squadra è stata rimodellata durante l'estate ed io spero che non ci siano tanti alti e bassi, ma che ci sia un rendimento costante".

La settimana di coppa ha dimostrato che anche le squadre che si stavano rilanciando nel campionato - ad esempio il Milan - poi hanno delle difficoltà in Europa. Credi che ci sia un ridimensionamento delle squadre italiane? Quanto valete realmente? Il campionato cosa può dimostrare alla gente rispetto a quello che hanno dimostrato le coppe?
"Le coppe non sono ancora finite, sono appena cominciate. Dovessimo dimostrare tutto in poche giornate di campionato, dovremo dare un giudizio anche sul campionato. E penso che il campionato non abbia dato un giudizio ben preciso su come andrà a finire. Bisogna dar atto però che ci sono anche squadre fuori che hanno una certa forza, al di là poi di quello che esprimono nei loro campionati. Quindi direi che le coppe europee dicono sempre e comunque che ci sono squadre che appartengono a scuole diverse, con atteggiamenti diversi e affrontandole settimanalmente come le affrontiamo noi, certe volte, paghi anche dazio. Poi io vedo che ci si può avvicinare a queste competizioni avendo  a disposizione dei giocatori che sono disponibili a rendere al massimo e che danno il massimo sempre. Non possiamo affrontare queste formazioni il giovedì e la domenica, il giovedì e la domenica, con la stessa formazione. C'è una certa attitudine di chi sta spesso fuori ad avere una mentalità che li porta a rendere al massimo in queste partite che sono importanti come quelle del campionato".

Ha parlato anche la scorsa settimana di Aquilani, cioè di un giocatore unico, per caratteristiche, a sua disposizione. Volevo chiederle come sta, se è al 100% fisicamente, se può ancora crescere e quali sono le prospettive...
"Io spero che crescano tutti, non solo lui. Aquilani è un ragazzo che ha avuto problemi fisici l'anno scorso, nel Liverpool; adesso si sta riprendendo bene e sta dando il suo apporto. Io però sono sempre tendente a non confluire su un solo giocatore, ma sulla squadra. Credo che il giocatore sia arrivato in una squadra che si addice alle sue qualità e caratteristiche; lui sta rendendo bene ed altri che gli stanno vicino assorbono le sue caratteristiche per rendere al meglio. Quindi mi sembra che la squadra sia fatta proprio inserendo dei giocatori nel posto giusto, perchè possa rendere la squadra, non solo il singolo. Penso che le qualità di Aquilani siano messe a diposizione degli altri, come penso che gli altri mettano a disposizione di Aquilani le proprie qualità. Questo vale per Krasic e per altri giocatori che stanno un po' meglio degli altri. Gli abbinamenti sono fatti sempre non perchè uno faccia crescere l'altro, ma perchè crescano tutti e due assieme".

Pensi che il lavoro che hai fatto sul centrocampo, le tue piccole e grandi trasformazioni, siano la cosa più convincente di questo inizio di stagione?
"No, penso anche che la varietà delle soluzioni per chi fa gol sia una qualità che ci contraddistingue in questo momento. Anche la qualità dei giocatori: nel senso che arrivano più cross, c'è più sicurezza in De Ceglie nell'andare al cross più spesso, vista sia contro il Lecce che contro il Salisburgo. Quindi direi che c'è una crescita di consapevolezza che non vuol dire aver risolto i problemi, ma avere delle certezze su cui lavorare e su cui basare il futuro, rispettando poi i tempi; per ottenere dei risultati, infatti, ci vuole comunque un tempo ben presente. Non è una partita buona o una partita non buona che ti dice se il tuo lavoro è giusto o meno. Bisogna avere del tempo. E' la continuità di rendimento che mi interessa, l'assorbimento di quello che vogliamo ottenere. Poi per ottenere dei risultati ci vuole anche un po' di fortuna, ci vogliono tante componenti che nel calcio esistono. La crescita dev'essere fatta proseguendo su questa linea". 



La diffida di Marchisio non inciderà nelle sue scelte?
"Per me la partita contro il Bologna è molto più importante di quella col Milan. Chi vivrà, vedrà, diceva uno. E' già difficile programmare il presente...".

Questa soluzione a centrocampo, con Marchisio esterno, può diventare definitiva? Come e perchè sei arrivato a questa scelta, lasciando poi fuori due esterni di ruolo come Martinez e Pepe...
"Uno. Non possiamo mica giocare in dodici. E Krasic dove lo metto? C'è un solo posto, non due. Lì dipende dalle caratteristiche della squadra. Penso che in questo momento la squadra abbia bisogno di protezione, avendo dei giocatori che hanno nelle loro qualità specifiche certe doti. Così abbiamo optato per questo tipo di atteggiamento. Ma un domani può essere anche ribaltato con giocatori diversi e con qualità diverse a seconda del tipo di partita. Mi sembra che i Krasic e i Martinez visti a Manchester non siano poi niente male, come atteggiamento tattico. A Manchester abbiamo giocato in questa maniera, con due esterni di ruolo, più Del Piero e Iaquinta. Mi sembra quindi che in tal senso abbiamo soluzioni e uomini in quel settore, anche per cambiare atteggiamento tattico durante la partita o ad inizio partita, a seconda della condizione dei giocatori, a seconda degli impegni che avremo. Avremo un'intensa serie di partite che ci permetterà di verificare questi assetti".

Quanto è importante poter tornare a contare su Quagliarella, che forse può dare qualità diverse all'attacco...
"Non l'ho visto poi tanto fuori dal gioco col Lecce. E' che non può giocare in Europa League e questo un po' dispiace. Frena sia lui che Aquilani, non per giocare, ma per sta sempre in tensione. Però questo ci dà modo di recuperarli per la domenica. Quindi direi che in questo momento Quagliarella sta bene. Col Lecce lo ha dimostrato con degli spunti importanti; ha delle caratteristiche che in questo momento servono alla squadra".

Ti rifaccio la domanda cambiandola un po'...
"Ti ho risposto male?".

No, no, ma andiamo oltre...
"Vuoi una risposta migliore allora? (ride, ndr)".

Adesso c'è il Bologna e poi il Milan, quindi due partite teoricamente abbordabili. Cioè, se volete vincere qualcosa, quelle partite lì vanno vinte....
"Sì, ma anche col Milan non andiamo lì per perdere...".

Esatto. Ma secondo te, la dimensione campionato della Juve, può essere definita  da queste cose agli inizi di dicembre o no?  
"Dipende da come ci arriviamo. Dipende da tante cose. Diciamo che in queste condizioni, abbiamo le idee ben più chiare si come la Juve può affrontare le partite e quindi si va avanti nei lavori, come prospettive di conoscenza. Anche i giocatori si conoscono meglio, hanno più affinità tra di loro. In campo poi le conoscenze sono fondamentali per poter creare un gruppo solido di squadra. Dove possiamo arrivare non te lo so dire. In questo momento il campionato è talmente compresso, come risultati e come classifica, sono tutti stretti. L'unica cosa che non dobbiamo pensare noi è che un risultato positivo ti dica 'vinci' ed un risultato negativo ti dica 'perdi'. Noi dobbiamo pensare solo a migliorare quello che abbiamo, al di là di quella che è la classifica e restare un attimino sereni ed equilibrati in tutte e due le dimensioni in cui ci misureremo da qui a Natale".

Possiamo dire però, tenendo i piedi per terra, che...
"Ben piantati...".

...ben piantati....possiamo dire che le fondamenta sono state messe a San Siro. E' da lì che tu hai iniziato a dire... "Ecco, da qui si può partire bene".
"No, ma la credibilità arriva dal fatto che i giocatori hanno lavorato molto bene. Qualcuno adesso sta soffrendo perchè non è che abbia avuto molto tempo per lavorare. I Nazionali non hanno avuto neanche il tempo di fiatare: arrivando il 20 di luglio, hanno fatto subito le coppe; hanno giocato quasi tutti con lo Shamrock e lo Sturm Graz, quindi non hanno avuto il tempo neanche di fare allenamento. Qualcuno adesso tira il fiato perchè ha speso molto. E siccome l'ha speso per la Juventus, credo sia giusto dargli tempo e riconoscenza per quanto fatto fino adesso. I giocatori hanno avuto grande spirito di sacrificio, non avendo nelle gambe la partita. Hanno fatto sì che la Juventus passasse il turno. Hanno dato una mano in un momento molto complicato. C'erano un gruppo di giovani giocatori - che adesso non ci sono più - a fare quella coppa. Fortunatamente o sfortunatamente, ritornando prima, hanno avuto modo di dare una mano fondamentale per il passaggio del turno. Quindi questo gli va riconosciuto. Una piccola flessione in questo momento ci può essere. Da questo punto di vista sono molto soddisfatto".

Questione portieri: la bellissima prova di Manninger a Salisburgo, può cambiare qualcosa nelle gerarchie...
"Assolutamente no. Sono contento di avere due portieri. Se si fa male uno, l'altro è a posto. Ma questo discorso non serve neanche farlo sui quotidiani, perchè  è un discorso fatto già dall'allenatore ai propri giocatori. E' un discorso che non fa notizia".

Secondo te qual'è il motivo per cui la Juventus è la squadra più prolifica del campionato?
"Ha bravi giocatori, che lavorano in funzione di una soluzione d'attacco, anche se a volte concedono qualcosa. Le qualità dei giocatori sono quelle che poi portano ad avere un tipo di offesa importante. Io sono contento che ci sia questa attitudine: ci sono delle squadre che hanno bisogno di un giocatore base per potr avere una media gol importante, mentre ci sono delle squadre che hanno più soluzioni. Io sono molto soddisfatto di avere più soluzioni in campo, per poter trovare la via del gol. Perchè poi nel calcio quello che conta è fare gol. Anche se alla Juventus si disquisisce sui due gol presi, anziche sui quattro fatti. Cioè la Juve fa più notizia quando prende due gol e non quando ne fa quattro, da quello che avevo letto tempo fa. Io invece credo facciano notizia anche i quattro gol, ed è importante. Ritengo che i due gol siano una conseguenza dei quattro gol fatti. Questo è il mio parere, poi io vedo sempre il mezzo bicchiere pieno. Anche se so che è normale che la Juve venga inquadrata come una squadra che deve fare tutto al massimo, tutto bene.  Ma questo nel calcio non è possibile e credo sia anche giusto così".

Mister, tornando alla partita di domani: il Bologna è una squadra che praticamente è nuovissima, quindi si conosce anche poco.  Volevo sapere cosa teme di più del Bologna e che cosa si aspetta dalla Juventus.....
"Il Bologna è una squadra che si conosce poco, ma si conosce. Mi sembra che abbia giocatori molto interessanti: in difesa Portanova, Britos, Garics che conosco bene, Rubin che è un giocatore interessante; in mezzo al campo mi sembra che Ekdal, che ho avuto in ritiro, sia un ottimo giocatore, poi c'è Mudingayi, ha Di Vaio, quasi il capocannoniere dell'anno scorso, che ha fatto un grande campionato. Ha altri giocatori interessanti, come Siligardi, Gimenez. Mi sembra sia una squadra molto solida. L'ho vista giocare con l'Inter ed ho avuto un ottima impressione. Poi può capitare di avere una domenica non buona, come a Palermo, però ha recuperato il gol con la Sampdoria in casa. Ha qualità importanti. E' una squadra da rispettare come dev'essere giusto nel mondo del calcio. Dalla Juventus mi aspetto che affronti questa partita nella dovuta maniera e con l'attenzione dovuta ad una squadra che comunque partecipa ad un campionato importante come quello di 'A' e che comunque è una squadra molto solida da quello che posso vedere io. Tutte le partite di campionato sono in una fase di stallo di risultati, nel senso che nessuna squadra può dire vado lì, faccio questo, faccio quello; tutte le squadre incontrano grande difficoltà, perchè siamo all'inizio del campionato, c'è grande verve fisica, c'è corsa, c'è applicazione e grande attenzione nei nostri confronti, quindi noi siamo una squadra che deve dare sempre il massimo di se stessa, con grande attenzione alle squadre che affronta"(redazione TuttoJuve.com).