Mercato Juve: tra sogni, coerenza e il Marotta-pensiero

Mercato Juve: tra sogni, coerenza e il Marotta-pensieroTuttoJuve.com
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com
giovedì 2 settembre 2010, 19:45Primo piano
di Matteo Culotta
Non è stato certo un mercato esaltante quello bianconero, però il dg juventino ha gettato le basi per creare un nuovo capitolo della storia bianconera. Tanti giovani e tanti italiani,per tornare a vincere però bisognerà aspettare...

Il colpo....è rimasto in canna, inesploso. Ci si aspettava un ultimo botto tanto atteso dai tifosi, la ciliegina sulla torta dopo tre mesi di duro lavoro. Niente, il mercato della Juventus non ha certo regalato grandi emozioni ai suoi tifosi, ma è riuscito a ringiovanire la rosa e a creare un gruppo solido di giovani italiani (già nel giro della Nazionale) destinato a guidare la Vecchia Signora per tanti anni. Insomma, si sono gettate le basi per un progetto a lungo termine che non prevede solo il tanto atteso ritorno della Juve tra le grandi d'Europa, ma anche il riportare al club bianconero i successi e le vittorie che tanto mancano rispettivamente a tifosi, giocatori e società. Giuseppe Marotta ha allestito la base di una piramide destinata a diventare la più splendente e la più grande di tutte, oppure a crollare immediatamente. A deciderlo sarà il campo, ma anche le prestazioni dei giocatori e le scelte di Luigi Delneri. Per la prima volta, dopo tanti anni, nella Juventus tutti tornano ad avere un ruolo chiave, tutti hanno un dovere e una rotta da seguire insieme per riportare in alto la società bianconera. Tutti saranno indispensabili, dal primo all'ultimo.

Il progetto di Marotta non prevede grandi traguardi, almeno per ora, su questo bisogna essere obiettivi. La superiorità di squadre come Inter, Milan e Roma esiste e non è certo indifferente, per questo la Juventus deve partire da lontano e a testa bassa. Bisogna dimenticare quello che è successo negli ultimi quattro anni, dimenticare e abbandonare ogni progetto della vecchia gestione societaria e ripartire con nuove ambizioni e nuovo personale. Come quando si progetta la costruzione di una palazzina e ci si accorge che le fondamenta non sono abbastanza solide, non si può scegliere di andare avanti lo stesso. Occorre fermarsi, abbattere tutto ciò che si era fin lì costruito e ricominciare da capo. Marotta ha voluto distruggere gli ultimi quattro anni di lavoro della coppia Alessio Secco-Jean Claude Blanc e ricostruire la "sua" Juve. Una squadra che punta sul gruppo, piuttosto che sulla qualità dei singoli. Una squadra la cui forza è l'affiatamento degli elementi che la compongono: che si vinca o che si perda, si deve sempre rimanere uniti. Marotta non voleva costruire un "dream team" dal nulla, avrebbe solo aggravato la situazione già in bilico per gli errori precedenti. Infondo il dg lo aveva detto: "Questa Juve ha bisogno di un evoluzione, non di una rivoluzione". Se si fosse rivoluzionata la squadra con tanti nuovi innesti, non sarebbe bastata una stagione per creare affiatamento nel gruppo, per ingranare la marcia giusta. Invece Marotta ha voluto inserire pochi, ma significativi, volti nuovi nella Juventus. Sono stati acquistati tanti italiani perchè "con loro ci si lavora meglio e si risparmia tempo prezioso per quanto riguarda l'ambientazione. Inoltre, un giocatore italiano sa cosa significa giocare nella Juventus". In parole povere: i giocatori italiani conoscono il blasone e la storia della Vecchia Signora, sono al corrente del peso di una maglia leggendaria come quella bianconera. Gli italiani si ambientano meglio e più in fretta, ma soprattutto riusciranno a formare un gruppo solido che trascinerà la Juventus per molti anni. Per questo è stata anche ringiovanita la rosa, il progetto di Marotta guarda al futuro e non al presente.

Certo, non saranno arrivati i vari Zlatan Ibrahimovic o Robinho, ma almeno il mercato in entrata bianconero ha visto l'arrivo di quei giocatori che hanno una loro funzionalità tattica all'interno dello scacchiere di Delneri. Per fare un esempio: Secco e Blanc lo scorso anno acquistarono Diego e Felipe Melo, quando invece alla Juventus serviva un erede di Pavel Nedved e un regista. Inoltre i giocatori bianconeri erano ormai abituati al 4-4-2 da anni, il cambio con il 4-3-1-2 è stato troppo rapido e netto, per questo la Juventus ha avuto non poche difficoltà ad ingranare lo scorso anno. Quest'anno, oltre al ritorno al 4-4-2, c'è da registrare l'arrivo di giocatori come Milos Krasic, Alberto Aquilani e Simone Pepe che sono davvero utili al modulo scelto dal tecnico di Aquileia. Forse la cessione del "Panda" è stata troppo veloce, però la squadra di Delneri ha bisogno di due punte capaci di arrivare a doppia cifra. La Juve che vedremo quest'anno, non è altro che lo scheletro di quella che verrà in futuro. Non possiamo aspettarci il raggiungimento di grandi traguardi per ora, possiamo solo sperare che il progetto a lungo termine di Marotta non preveda crolli improvvisi come è già successo in precedenza.