Il gioco del ribasso

Il gioco del ribassoTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 30 luglio 2010, 18:30Calciomercato
di Matteo Culotta
Marotta è pronto a chiudere per Krasic, ma non ha alcuna intenzione di arrivare ad offrire i 15 milioni richiesti dal CSKA. La strategia del dg bianconero mira a giocare al ribasso, sfruttando la volontà del giocatore di trasferirsi a Torino e il f

Ormai è una telenovela che andrà avanti forse fino al termine di questa finestra di mercato. Milos Krasic-Juve e poi Juve-Milos Krasic, non cambia molto. Il copione è sempre lo stesso. Prima il corteggiamento della Vecchia Signora e l'indifferenza del serbo, poi lo stesso giocatore che vuole solo la Juve ma i bianconeri sondano il terreno per Edin Dzeko, ora (facendo i dovuti scongiuri) si avvicina il capitolo finale di questa storia tutt'altro che priva di colpi di scena. 

Giuseppe Marotta, prima del preliminare di Europa League contro lo Shamrock Rovers, ha chiuso le porte ad un eventuale arrivo di Dzeko a Torino. Parole che suonano come musica per Krasic, nuovamente vicino all'accasarsi sotto la Mole. Il dg bianconero ha prefissato un incontro a breve con i dirigenti del CSKA, pronti stavolta ad accettare qualsiasi offerta della Juventus, ma non al di sotto dei 15 milioni.

L'idea di Marotta, però, è quella di giocare al ribasso: 13 milioni per Krasic e non un centesimo di più. Una situazione che ricorda tanto quella di metà Giugno, quando i bianconeri non andavano oltre i 12 milioni e il CSKA ne chiedeva proprio 15. Nel disegno "marottiano", la volontà del giocatore serbo di trasferirsi alla Juventus ha un ruolo chiave. Il CSKA, infatti, si trova senza pretendenti (Juve permettendo) per il suo gioiello di centrocampo. Senza parlare del fatto che i russi hanno acquistato il giovane Tosic, guarda caso proprio esterno di centrocampo di destra, il ruolo di Krasic. Il trasferimento di Tosic è costato un notevole sforzo economico da parte del club moscovita, l'idea era quella di coprire parte delle spese dalla cessione di Krasic. Il fatto però che sia rimasta solo la Juventus come pretendente, non facilità il compito dei dirigenti del CSKA. Il mercato dei russi è in stand-by, in attesa di ricevere soldi freschi da reinvestire sul mercato. Soldi che dovrebbero provenire dalle tasche di corso Galileo Ferraris, ma i bianconeri non sembrano disposti ad arrivare oltre i 13 milioni. Una questione più di principio e orgoglio del club, che di testardaggine e presunzione.

Quando quelli del CSKA giocavano al rialzo, ingolositi da così tante squadre interessate a Krasic, non hanno riservato un buon trattamento a Madama, che per prima si era fatta avanti per Krasic. Questo affronto, colmo di totale mancanza di rispetto nei confronti della Juve, Marotta non se l'è dimenticato e per questo non sembra intenzionato ad arrivare ai 15 milioni richiesti dai russi per l'esterno serbo.

La palla passa ora al CSKA. I dirigenti del club dovranno riflettere sul loro comportamento, mirato soprattutto all'aspra volontà di arricchirsi sfruttando la cessione di Krasic, senza rispettare il volere del giocatore di andare a Torino. Alla luce delle prestazioni a dir poco opache del giocatore ai Mondiali, 13 milioni bastano e avanzano. Anche perchè la volontà del giocatore è chiara e quella della Juve pure.