La Juventus torna da Dublino con un importante 2-0 che sa tanto di “pollice alto” per il lavoro svolto in queste settimane di ritiro. Per la prima della nuova stagione si è scomodato anche il neo presidente Andrea Agnelli, tornato a seguire Madama a quattro anni di distanza dall’ultima volta che aveva coinciso con una sconfitta a Londra in Champions contro l’Arsenal. Per il suo esordio ufficiale sulla panchina bianconera Delneri sceglie la coppia di avanti formata da Diego e Amauri, confermando Lanzafame a sinistra e Pepe a destra. In mezzo Marchisio e Sissoko fanno da diga, con De Ceglie e Motta a spingere da dietro e capitan Chiellini con Bonucci a tenere a bada gli attaccanti irlandesi.
La Juve al primo tentativo passa subito in vantaggio: il cronometro ha compiuto soli tre giri quando Diego chiude il triangolo con Amauri servendogli una palla in profondità che canta, suona, balla, recita poesie e, soprattutto, mette l’oriundo a tu per tu con il portiere avversario. Il tocco morbido di sinistro che ne sussegue è benedetto dal manto erboso che modifica la traiettoria del pallone di quel tanto che basta per finire a fil di palo e fare Juve 1-Shamrock 0. Gli irlandesi accusano il colpo e la Juve arriva con facilità dalle parti dei 16 metri avversari. Al 12’ è Lanzafame a mandare sul fondo di sinistro, mentre Diego al 16’ va vicinissimo al raddoppio dopo aver ricevuto palla da un errato disimpegno della retroguardia di casa. La mira del suo destro, però, è sballata e il portiere Mannus può tirare un sospiro di sollievo.
Al di là delle occasioni create, la mano di Delneri – nervoso in panchina nei primi minuti – si vede soprattutto nel lavoro degli esterni bassi che si sovrappongono senza sosta alle ali, creando superiorità sulle fasce. Scendendo nel particolare, ogniqualvolta un terzino si stacca in fase offensiva, il “collega” sulla corsia opposta lo segue così da farsi trovare pronto a un eventuale cambio di gioco. Alla mezzora torna in cattedra Diego che sceglie Lanzafame sull’out di sinistra. L’esterno non ci pensa due volte e tira verso la porta di Mannus. La palla, deviata da Sives, termina di poco sul fondo. Delneri decide di mischiare le carte invertendo gli esterni alti e al 33’ i due si mettono in mostra: Lanzafame crossa dalla destra per Pepe che vince il duello aereo col proprio marcatore ma spedisce a lato di testa. Rispetto alla scorsa stagione la sfera staziona molto meno in mezzo al campo, calamitata dai quattro esterni bianconeri. E se la palla sulle corsie corre eccome, fa altrettanto quando gravita tra le gambe di Diego che cambia in continuazione posizione non dando riferimenti alla difesa avversaria. Al minuto 41’ il fantasista carioca si beve Stevens sulla sinistra, entra in area ma poi serve male l’accorrente Pepe e l’azione sfuma. Il romano prima della fine della frazione si fa ammonire per un brutto fallo a centrocampo. Il battibecco che ne consegue sfocia in una semi-rissa subito sedata dal direttore di gara. Diego ha però fretta di chiudere il discorso qualificazione e dopo aver imbeccato per l’ennesima volta Lanzafame, arma il destro di Marchisio che cerca il jolly da fuori area trovando però soltanto la curva dei supporters Rovers. E’ l’ultimo acuto del primo tempo.
La ripresa inizia senza cambi né da una parte né dall’altra. Lo Shamrock nei primi minuti mostra le unghie pressando alto e mettendo in difficoltà la retroguardia bianconera, troppo schiacciata negli ultimi 20 metri. Delneri capisce le difficoltà della sua squadra e manda in campo Martinez al posto di Lanzafame. La Juve però fatica a carburare e gli irlandesi al 53’ vanno a un soffio dal pareggio. Bayly arriva sul fondo e da sinistra mette in mezzo un pallone d’oro per il centrale Murray, che ha addirittura il tempo per prendere la mira di testa. La sfera fa la barba al palo ed esce sul fondo con Storari assolutamente pietrificato. Passano pochi minuti e Turner supera con troppa facilità uno spaesato Sissoko, ma la sua conclusione dai 30 metri finisce alta sulla traversa.
Nel momento di massima difficoltà sulla ruota di Dublino esce il numero 11 giallo su sfondo bianconero: Amauri prende palla sulla trequarti irlandese, brucia in velocità Price, entra in area e supera Mannus con un sinistro lento ma angolato. Questa volta, però, anziché infilarsi all’angolino opposto, la palla coglie il palo ed esce senza che Pepe riesca a ribadire in gol. Il tecnico irlandese O’Neill spedisce in campo Dennehy al posto di Rice, ma è la Juventus a tornare a far male al 73’ con lo scatenato Amauri che ruba palla sull’out di sinistra e serve Marchisio il cui tocco a superare Mannus in uscita si spegne sul fondo. Il lavoro di queste prime settimane si vede palese sul terreno di gioco al 75’: Martinez – invertito per l’ennesima volta da Delneri con Pepe – serve Motta che pennella in mezzo per uno scatenato Amauri che umilia il proprio marcatore sullo stacco e di testa manda la sfera a baciare il palo e quindi in fondo al sacco per il 2-0 Juve. Splendida la doppietta per l’italo-brasiliano che prenota così una maglia da titolare per il ritorno di giovedì prossimo a Modena. Lo Shamrock, caparbio, cerca almeno di dimezzare il passivo, ma Bayly sparacchia a lato da buonissima posizione. All’81’ Delneri ritiene che la partita di Diego possa concludersi e manda in campo al suo posto Del Piero, accolto tra gli applausi del pubblico irlandese. Ma è sempre Amauri a fare impressione nonostante il risultato ampiamente positivo: la punta diventa verde come Hulk, si scrolla di dosso prima Sives e poi Murray ed esplode una folgore dal limite che termina a pochi centimetri dal “sette”. Juve sul velluto in chiusura di match, a testimonianza della buona condizione atletica. Sissoko imbecca a destra Pepe che ubriaca il marcatore e serve dietro Del Piero che piazza un destro che non finisce lontano dal palo alla sinistra di Mannus, inutilmente proteso. Tra le pieghe della seconda frazione i gialli a Marchisio e Bayly e gli ingressi in campo di Cavanagh per Chambers, Bradley per lo stesso Bayly ed Ekdal per Marchisio.
Dopo tre minuti di recupero lo spagnolo Borbalan fischia la fine della prima ufficiale della Signora, con i pregi mostrati di gran lunga superiori ai difetti. Il gioco sulle fasce emerge già chiaro, restano da registrare alcuni movimenti in difesa e la partita di giovedì prossimo a Modena servirà soprattutto per questo, alla luce del risultato di Dublino. A destare positivo stupore sono state soprattutto le prestazioni di Diego ed Amauri, che qualche mese fa erano considerati desaparecidos. L’ex Werder ha dimostrato che “bastava” allargare il gioco sulle fasce per tornare a essere ancora decisivo. Amauri, invece, ha beneficiato della grande mole di lavoro svolta sugli esterni. E, se l’oriundo è questo, pur considerando il livello degli avversari di stasera Marotta potrà dormire sonni tranquilli in attacco, concentrandosi così sull’acquisto di un esterno. E, chissà, magari già in tribuna a Modena ci sarà qualche nuovo innesto (Krasic? Elia? Aogo?) a tifare per i compagni di squadra. Ma questa è un’altra storia…
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