FELIPE MELO: "Non sono il capro espiatorio. Ora penso a far bene con la Juve"
Felipe Melo non si sente responsabile per l'eliminazione del Brasile nel Mondiale sudafricano. Il centrocampista, ai microfoni del programma “Fantastico” di Rede Globo ha espresso il suo punto di vista circa le critiche piovutegli addosso dopo la partita persa con l'Olanda.
“Sono tranquillo, mi aspettavo giorni più tumultuosi. Ma quando esco per strada, sento il grande affetto della gente. Ho visto che il popolo brasiliano prova amore per me - spiega Melo, in vacanza a Parati, nello stato di Rio de Janeiro -. Non accetto questa sconfitta, non posso accettare il modo in cui è finita. Ho iniziato a piangere senza ritegno (dopo la gara con l'Olanda, ndr) come un bambino, come non aveva mai fatto nella vita. Quando ho guardato di lato, stavano tutti piangendo. Io non accetto il ruolo di colpevole, in nessun modo sarò il capro espiatorio. Ora il mio obiettivo è tornare nella Juventus e fare un ottimo lavoro.
Ora sembra che tutto cio’ che ho fatto e’ stato negativo. La gente si dimentica di tutte le cose buone: contro la Corea ho dato inizio all’azione del gol, contro l’Olanda ho visto l’ottimo movimento di Robinho e ho fatto l’assist. Tutte le cose buone che ho fatto non possono essere cancellate da un rosso quando ormai la partita era purtroppo in mano dell’Olanda. Sì, ho la mia parte di colpa nella sconfitta, ma quando mi fermo a pensare cosa avrei dovuto fare di più so che in campo ho dato il massimo”.
Melo è intervenuto anche sul fallaccio da lui commesso su Robben: “Era un momento difficile, stavamo perdendo e ogni giocata che provavamo non riusciva, nell’impeto di rubare la palla ho fatto un fallo un po’ più duro e sono stato espulso. Io ho parecchia esperienza nel calcio. Tutti i giocatori sanno come far male ad un avversario, se fosse stato un fallo per far male Robben avrebbe potuto infortunarsi in quel contrasto, ma questo non è accaduto. In quell’istante magari posso aver perso la testa ma per l’enorme volontà di poter aiutare la squadra. Di poter fare di più perchè il Brasile non stava trovando in campo il suo gioco”.
Il brasiliano ha poi guardato al futuro: “Senza dubbio, ora il mio obiettivo è tornare nella Juventus fare un ottimo lavoro e poter continuare a giocare in Nazionale. Il mio sogno non è finito”.
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