Napoli - Juve: un asse che può cambiare il calcio
“Abbiamo portato nuovi elementi che facessero al caso nostro e ora mancano anche molti Nazionali. La rosa andrà ampliata nei settori che al momento sono deficitari, ma spendere per spendere, meglio tenere i giocatori che già abbiamo perché sono un patrimonio che non vogliamo disperdere. La gente ci ama e questo è importante. Vogliamo ricambiarli creando una squadra che abbia cuore, che lotti e che sudi. Vogliamo che la Juve sia una squadra di calcio” Queste le dichiarazioni di Delneri, in conferenza stampa, nel ritiro di Pinzolo. Il calcio, in Italia, sta cambiando? Una netta presa di posizione da parte dei presidenti delle maggiori squadre italiane verso un’abitudine deplorevole che stava facendo lievitare in modo esponenziale i prezzi dei cartellini dei giocatori? Finalmente un'opera moralizzatrice in un “mondo del pallone” che stava travalicando i limiti di una oculata gestione aziendale?
Sta di fatto che lo “spendere per spendere” riportato da Delneri è stato, più volte, citato da Aurelio DeLaurentiis. Il presidente del Napoli, non facendosi condizionare dalla “piazza” napoletana ha dichiarato che gli investimenti vanno fatti con oculatezza e, pienamente, finalizzati alla crescita della squadra partenopea. Dopo aver speso ben 56 milioni di euro, nella scorsa stagione, De Leurentiis, in linea con il suo tentativo di moralizzare "il mondo del pallone" che, effettivamente “spende per spendere” ha deciso, nella presente stagione, di affidarsi alla rosa di giocatori che hanno portato la squadra partenopea in Europa, riservandosi di potenziare l’organico al tempo debito senza fare follie di mercato.
DeLaurentiis, da oggi, potrebbe avere un alleato prestigioso perchè le parole di Delneri, evidentemente, riflettono il pensiero di una società che ha un pedigree di tutto rispetto e confacente ad una Vecchia e nobile Signora.
Se, dopo tanto spendere, anche Società come il Milan, l’Inter, la Fiorentina, la Sampdoria, hanno, forse, dato uno stop alle pazze spese, allora possiamo affermare che, probabilmente, stiamo intraprendendo la giusta via che conduce a programmazioni societarie oculate e, nel tempo, vincenti.
Coloro che riferiscono di un calcio europeo ed in particolare spagnolo ed inglese che sta scavando un solco invalicabile con il cacio italiano, dovrebbero porre attenzione alla crisi economica che sta attraversando il Barcellona ed ai segnali che provengono da alcune squadre inglesi più attente in sede di calciomercato.
La Juventus non parte da zero e nemmeno da “tre” in riferimento al noto film del compianto Massimo Troisi, ma parte da un gruppo di tutto rilievo che ha avuto un’annata sfortunata per tante circostanze negative ed, in particolare, per gli infortuni occorsi ad alcuni dei suoi migliori calciatori. Sono, appena arrivati alla corte di Gigi Delneri, Bonucci, Pepe, Martinez e Storari. Probabilmente, a breve, arriverà una grande punta, forse il bosniaco Dzeko e quindi vi sono tutti i presupposti per far bene nella prossima stagione senza far spese folli e forse inutili. Il bilancio in ordine è una “condicio sine qua non” ovvero una condizione senza la quale non si possono mettere i pilastri per la costruzione di una squadra forte e duratura nel tempo. Se il pensiero di Delneri corrisponde alla linee programmatiche della Juventus, allora non ci si può esimere dal porgere un sentito:
Chapou ad Andra Agnelli ed a tutti i dirigenti di Corso Galileo Ferraris: forse è l’inizio di una nuova era nel pianeta calcio
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