BENITEZ SARA' L'ALLENTORE GIUSTO? SCOPRIAMOLO
Se è vero che tre indizi fanno una prova, Rafael Benitez Maudes, detto Rafa la prossima stagione sarà l'allenatore della Juventus. Il Liverpool, infatti, da oggi è ufficialmente in vendita e potrebbe perdere molti dei suoi pezzi pregiati, a cominciare dal tecnico. La Juventus dal canto suo non nega che l'iberico sia la prima scelta per il futuro e il suo manager nei giorni scorsi ha confermato l'incontro con i dirigenti bianconeri. Tutto dunque, o quasi, fa presagire l'avvicendamento con Zaccheroni, per quello che sarà il quinto allenatore della gestione Cobolli-Blanc.
Proviamo perciò, a fare una valutazione serena del tecnico spagnolo, la sua esperienza come manager e quello che può essere il suo apporto alla Juventus.
Rafa Benitez inizia la sua carriera da allenatore alle giovanile del Real Madrid, senza tuttavia riuscire mai a raggiungere la guida del team ufficiale. Di conseguenza, è costretto ad allenare squadre minori nell'attesa di una chiamata importante. Chiamata che giunge nel 1995 quando esordisce nella Liga spagnola alla guida del Real Valladolid, con cui ottiene una salvezza tranquilla. L'anno successivo decide di scendere in Segunda Division e prendere le redini del modesto Osasuna. In seguito dirigerà l'Extremadura, con la quale otterrà una clamorosa e storica promozione nella massima serie. La consacrazione da allenatore avviene nella stagione 2001/02 quando è chiamato a guidare un topo team della Liga; ovvero il Valencia con la quale conquisterà il titolo. Dopo una stagione non esaltante, nel 2004 conquista un altro campionato e la Coppa UEFA (l'attuale Europa League). Questi successi, figli di un gioco non esaltante ma tenace e molto solido, gli valgono la chiamata dall'Inghilterra e precisamente dal Liverpool, squadra che allena attualmente. E' proprio oltre Manica che lo spagnolo ottiene i principali successi. Nella sua prima stagione, la squadra arriva quinta (37 punti) ma a sorpresa vince la Coppa dei Campioni nella finale più pazza della storia, ribaltando lo 0-3 col Milan e superando la squadra di Ancelotti ai calci di rigori (decisivo Dudek). La stagione successiva inizia benissimo, Rafa conquista di fatti il suo secondo trofeo: la Supercoppa Europea, battendo il CSKA Mosca. Ancora una volta, però, la Premier League sarà amara per i Reds, che arrivano terzi a 9 punti dal Chelsea, senza realmente mai lottare per il titolo. A dicembre, altro boccone amaro con la sconfitta nella finale del Campionato del mondo per Club; l'unica soddisfazione rimane la vittoria della F.A. Cup (nuovamente ai rigori contro il West Ham). La stagione 06/07 terminerà senza trofei e con la bruciante finale persa ad Atene col Milan e un terzo posto in Premier. Cosi anche la stagione successiva, chiusa per dirla alla Mou, con "zeru tituli" avendo però lottato fino all'ultimo col Man Read che poi si aggiudica il titolo con 4 punti di vantaggio. La stagione attuale, semifinale di Europa League a parte, è disastrosa, con l'eliminazione ai gironi di Champions League (ai danni di Fiorentina e Lione) e un 6 posto in Premier a 6 punti dal City di Mancini.
Detto ciò, possiamo analizzare la figura di Rafa Benitez guardando i due lati della medaglia, ovvero il Rafa allenatore e il Rafa manager. Il Benitez allenatore. Vincente ma non stravincente. La sua storia conferma che non è un allentore "da campionato" ma piuttosto da Champions. Il rettangolo di gioco è per lui una scacchiera, muove i giocatori a partita in corso come delle pedine alla ricerca maniacale della giusta tattica. Sotto questo profilo, un fenomeno. Sa rapportare gli 11 iniziali alla squadra avversaria. Non ha un modulo di gioco ben definito, a differenza di altre squadre, come il Chelsea o il Manchester United e non impone la partita secondo le proprie caratteristiche, bensi dopo aver studiato gli avversari e analizzato i punti deboli li colpisce. Alla lunga, però, in competizioni stressanti e piene di partite come può essere un campionato, questo metodo ti porta a perdere dei punti. Differente è il discorso per quanto riguarda la Champions, dove si ha la possibilità di studiare pochi avversari sia in DVD che sul campo. Ecco spiegate le ragione dei successi in ambito europeo e contemporaneamente dei "disastri" nazionali.
Il Benitez "manager" invece, è meno fenomeno di quello "allenatore". Basti guardare, infatti, le cifre nei suoi anni a Liverpool. Rafa ha acquistato 56 giocatori per una spesa complessiva di 228.976 sterline. Ne ha ceduto 76 con un incasso di 151.600 sterline. Dunque vi è un saldo complessivo negativo di circa 110 milioni di euro. La Juventus avrebbe bisogno in questo momento di acquisti mirati e spese oculate, Rafa invece ha dimostrato negli anni di non scegliere i giocatori con la stessa cura maniacale con la quale studia gli schemi tattici. Il suo è più un modo di fare "usa e getta". Costruisce una rosa da zero resettando tutto e mantenendo solo gli elementi migliori. Non costruisce mattone dopo mattone, ma alza un muro per poi togliere i mattoni che non vanno bene. Questo in Inghilterra sarebbe possibile, da noi un pò meno. Oltretutto Rafa vuole carta bianca a livello societario, dunque come coniugare un progetto bianconero che per l'anno prossimo non prevede onerosi esborsi e una coabitazione nell'area sportiva con Blanc???
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