DIEGO: "IO CI HO PROVATO, MA E' UN PROBLEMA DI SQUADRA"

DIEGO: "IO CI HO PROVATO, MA E' UN PROBLEMA DI SQUADRA"TuttoJuve.com
domenica 7 febbraio 2010, 08:46Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Al termine della gara pareggiata all'Ardenza di Livorno, il trequartista della Juventus, Diego Ribas da Cunha, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Mediaset Premium. Tuttojuve.com l'ha trascritta integralmente:

Diego, stasera possiamo dire che sei stato uno dei protagonisti in positivo di questa Juve. Non hai fatto il solito gioco di andarti a prendere dietro la palla, hai giocato più a ridosso delle punte. Che problema c'è adesso nella Juve? A te oggi non si può proprio dire nulla...
"Il problema di segnare, di concludere con il gol tutte le opportunità che creiamo, questo è quello che dobbiamo fare. E' vero che nel primo tempo abbiamo avuto tante difficoltà, però nel secondo tempo abbiamo migliorato tantissimo. Però manca vincere. Se non si vince è difficile e non cambia niente, questo è il problema".

C'è il rischio che il morale si abbassi ancora?
"No, il morale non si abbassa. Il morale è ancora qua. Dobbiamo lavorare, sappiamo quali sono le nostre qualità e quello che dobbiamo fare per trovare la soluzione. In questo momento dobbiamo avere personalità e tranquillità per vincere, solo così possiamo farcela".



C'è il tuo compagno e connazionale Amauri che da tempo non riesce ad andare in gol. Cosa ti sentiresti di dirgli? Gli hai già detto qualcosa?
"Il problema non è di Amauri, è di tutta la squadra. Difficile parlare solo di un giocatore. Anche lui prova a lavorare, prova a segnare, però dobbiamo provarci tutti insieme. Se sbaglia lui, sbaglia tutta la squadra, io la penso così".

L'abbiamo vista giocare al Santos col Robinho. Qual'è la più grossa difficoltà che adesso lei incontra nel nostro campionato? Gli spazi troppo ridotti? Oppure il fatto che le squadre attacchino in modo diverso rispetto al calcio fatto di possesso palla che siete abituati a fare voi brasiliani?
"No, io come giocatore ho cambiato tantissimo rispetto a quando ero nel Santos. Penso che non ci sia una grossa difficoltà, c'è un problema di tutta la squadra, non è solo di uno o dell'altro giocatore. Io in quest'ultima partita mi sentivo bene, ho provato a fare tutto quello che mi ha detto il mister Zaccheroni. Mi sento molto bene, ma se non si vince è difficile. Dobbiamo continuare a lavorare. E' vero che tutti noi possiamo fare un po' di più, anche io. So qual'è la mia importanza nella squadra ed è vero che devo fare un po' di più; è questo che sto provando a fare, ma non c'è nessuna difficoltà importante. E' vero che in alcuni campi è difficile giocare ad un tocco, a due tocchi, perchè sono bruttissimi, ma non è una scusa, è solo una caratteristica del calcio italiano".

C'è un contatto frequente, ogni settimana, ogni mese, con Dunga? Oppure apprendete le sue scelte per via ufficiale? Temi di perdere il Mondiale? Lo senti più meno vicino rispetto a qualche mese fa?
"No, non ho parlato con Dunga, perchè ultimamente non sono stato tra i convocati, però è vero che se passa il tempo diventa difficile per me. E io devo lavorare. L'unica risposta che posso dare è giocando, la mia parola è il calcio. Devo fare, non parlare. Ma io sento che è ancora possibile. Devo lavorare per avere una nuova opportunità".