Beccantini (La Stampa): "Juve, i soliti vizietti"
Da Ferrara a Zaccheroni, la svolta produce il solito eccesso di rimonta. Con Roma e Inter era andata peggio, d’accordo, ma avanti di questo passo (?) non si va da nessuna parte. La Juventus si sporge, la Lazio l’aspetta. Da un paio di allenamenti, Zac non poteva certo spremere champagne. L’attacco si conferma di una sterilità disarmante, e la manovra resta di una lentezza che imbarazza: tutti, al mondo, corrono più dei bianconeri. Rivoluzioni tattiche? Per carità. Al massimo, la volontà di occupare il cuore del ring. Si tira solo dal limite e ogni volta che parte Zarate, sono brividi. Neppure un simulacro di rigore, propiziato da Saccani e trasformato da un (de)cadente Del Piero, spinge la Juve oltre le ansie e i limiti della crisi. A Mauri servono non più di otto minuti, per pareggiare. Cala nel finale, la Juve, e anche questo è un classico. Non sarà facile venir fuori da una situazione così precaria in campo, in sede e in curva.
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